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Il ciliegio meraviglioso (da un racconto cinese)
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 MessaggioInviato: Mer Dic 03, 18:15:34  Il ciliegio meraviglioso (da un racconto cinese)
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  nuvolotta

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Il ciliegio meraviglioso (da un racconto cinese)


C'era una volta un buon genio, che viveva tranquillo in un palazzo di nuvole. Era un allegro vecchietto ed era perfettamente consapevole che da solo non sarebbe mai riuscito a eliminare del tutto il male dal mondo, ma faceva del suo meglio per alleviare la sofferenza degli uomini. Ogni tanto, amava scendere sulla terra; nessuno sospettava mai della sua presenza, poiche' si rendeva invisibile, mentre lui poteva vedere tutto, anche dietro le porte chiuse. Si divertiva a far comparire una moneta d'argento sotto gli occhi dei poveri o a far scivolare lo sterco di cane sotto le suole dei bruti che picchiavano le mogli. In una bella giornata estiva, nei pressi di un villaggio circondato da frutteti, il buon genio scorse due uomini che chiacchieravano, seduti sotto un ciliegio. Si avvicino' come un soffio di vento e si fermo' accanto a uno dei due. Dalle loro parole, capi' subito che i due contadini erano vicini di casa. Uno aveva un'aria semplice e ingenua. "Com'e' bello il mondo - diceva - Vivere e' una cosa meravigliosa!" "Purtroppo - rispose l'altro, un uomo robusto dai piccoli occhi sfuggenti - la vita e' breve. Dovremo morire tutti un giorno o quasi tutti..." "Come sarebbe quasi?" si sorprese l'ingenuo. "Non dovrei parlartene - riprese quello robusto, abbassando la voce - ma tu sei mio amico, Pao Fi, e voglio confidarti un segreto. Vi sono uomini che possiedono il ciliegio dell'immortalita'". "Che cosa sta architettando questo grosso contadino? - penso' il genio - Non mi da' l'impressione di essere onesto". "Il ciliegio dell'immortalita'?" domando Pao Fi. "Si tratta di un ciliegio dall'aspetto molto comune, ma colui che vi si arrampica e ne mangia le ciliegie non muore mai. Io ne possiedo uno: e' proprio questo sotto cui siamo seduti". "Ma allora, Tchi Pahan tu sei immortale!" esclamo' Pao Fi. "Eh, si' - disse l'uomo robusto sorridendo - ma tu sei il mio migliore amico e desidero farti un favore. Arrampicati sull'albero e mangia le ciliegie! Coraggio, non fare complimenti!" "Oh, oh - si disse il genio - comincio a capire dove vuole arrivare questo furbacchione". "E io che credevo che non mi volessi bene! - confesso' Pao Fi - Ti ringrazio di cuore!" "Suvvia non e' niente - disse Tchi Pahan - arrampicati, ti faro' la scaletta". Senza piu' indugiare, Pao Fi si inerpico' tra i rami. "Sali ancora piu' in alto - gli gridava Tchi Pahan - cerca di prendere le ciliegie piu' belle, quelle piu' rosse". "I rami sono troppo sottili: potrebbero spezzarsi" disse Pao Fi, con la bocca piena. "Di cosa hai paura? - rispose Tchi Pahan ridendo - Adesso sei immortale e non puo' accaderti niente di male!" Pao Fi rise di cuore. "E' vero! Dove ho la testa?" "Potresti saltare giu' direttamente! - riprese Tchi Pahan - Vedrai che atterrerai molto dolcemente, senza farti neppure un graffio!" "Veramente? - chiese Pao Fi, guardando nel vuoto preoccupato. "Io ci ho gia' provato! - grido' Tchi Pahan visibilmente spazientito - Non corri alcun rischio! Non sarai mica cosi' vigliacco?" "Ma vuole ucciderlo! - penso' il genio - Ecco qual era il piano dell'avido Tchi Pahan: il suo vicino muore in un incidente e lui si impossessa delle sue terre! Ma avra' una bella sorpresa." Pao Fi si lancio' nel vuoto e si senti' cadere come un sasso, ma in quel preciso momento intravide un bagliore dorato che filtrava tra le foglie e gli parve che una mano enorme lo sostenesse e lo posasse delicatamente sull'erba". "Che meraviglia! - esclamo' Pao Fi raggiante di gioia - Tchi Pahan sei l'uomo piu' generoso del mondo!" Tchi Pahan resto' a guardarlo impietrito. Infine farfuglio' qualche parola: "Il ciliegio dell'immortalita'. Ma allora esiste veramente! Proprio nel mio frutteto e io non lo sapevo!" E, come in preda alla follia, balzo' verso il ciliegio. "Aiutami! Aiutami a salire!" urlo'. Pao Fi, sbalordito, aiuto' l'uomo robusto ad arrampicarsi tra i rami. In modo molto maldestro, Tchi Pahan si accaniva a salire sempre piu' in alto e si rimpinzava di frutti. Poi, Pao Fi lo vide saltare nel vuoto: ci fu un fracasso di rami spezzati e il grosso uomo precipito' come un masso. Non mori', ma si ritrovo' comunque in fin di vita. Venne accompagnato a casa su una barella e rimase zoppo per tutta la vita. Il genio aveva ritenuto che non fosse giusto tendere la mano per sostenerlo.
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