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CONSIGLI PER TUTTE LE STAGIONI
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 MessaggioInviato: Sab Dic 27, 03:03:04  CONSIGLI PER TUTTE LE STAGIONI
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CONSIGLI PER TUTTE LE STAGIONI

Frizione fredda, la ginnastica circolatoria

La frizione fredda è una terapia idroterapica naturale. Risale a molti secoli fa quando era comunemente utilizzata come pratica di auto lavaggio in quanto non necessita di acqua corrente. E´ stata poi nobilitata da vari autori tra cui Lazaeta e Kneipp e oggi viene considerata ottima per mantenere una buona igiene vascolare.

Come mai?
La frizione fredda agisce sugli sfinteri vascolari precapillari, riattivandoli e mantenendoli vivi e dinamici. Passando infatti il panno freddo sul corpo (come si vede dal disegno) si crea una vasodilatazione cutanea con il conseguente arrossamento della parte che viene frizionata. In questo modo si sollecita il circolo sanguigno delle vene, dei capillari e delle arteriose. La frizione fredda ha anche altre importanti funzioni:
- crea uno stimolo meccanico che attiva tutti i ricettori periferici del sistema nervoso
- permette la scoperchiatura dei pori cutanei consentendo una pulizia più profonda del semplice lavaggio.

Quando è indicata la frizione fredda? Ve la consiglio nei momenti in cui vi sentite stressati o spossati. Al mattino agisce come tonificante e alla sera come rilassante.

Come si pratica la frizione fredda? Bisogna piegare il panno, bagnarlo in acqua fredda e strizzarlo leggermente. Il panno va poi passato su tutto il corpo in modo veloce ed energico. A ogni movimento rivoltate il panno e risciacquatelo almeno una volta per mantenerlo sempre freddo.

frizione fredda sulle bracciaCominciate con le braccia: dal dorso della mano fino alla spalla e ritorno e poi dal palmo della mano fino all´ascella. Prima la mano destra e poi quella sinistra.
frizione fredda sul torace Passate poi al collo (parte anteriore) e al petto (movimenti verticali da destra a sinistra).
frizione fredda sul ventreFate poi movimenti ampi circolari in senso orario sul ventre.
frizione fredda nella parte anteriore della gambeLe gambe vanno strofinate all´esterno (dalla caviglia all´anca) e all´interno (dalla caviglia all´inguine).
frizione fredda sulla schienaPassate poi al collo (parte posteriore), al dorso (movimenti verticali da destra a sinistra).
frizione fredda nella parte posteriore delle gambePoi ritornate nuovamente alla gambe che passerete questa volta posteriormente dalla caviglia al gluteo.

Finite la frizione passando il panno sotto la pianta del piede destro e poi sinistro.
Dopo la frizione si torna a letto per una mezz´ora circa o ci si veste rapidamente e si fa movimento per sviluppare la reazione di calore.



a cura del Dott. Bianchi
10/4/2002

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La tisana, fonte di benessere

Le tisane sono il preparato fondamentale in ambito fitoterapico. Vanno preparate con piante medicinali fresche o essiccate (non conservate oltre i 18 mesi) per avere il massimo dei principi attivi quali olii essenziali, tannini, mucillagini, glucosidi, alcaoidi, amari, vitamine, sali minerali e oligoelementi.

tazza con tisanaLe tisane vanno assunte giornalmente e con regolarità perché:



* essendo costituite dal 98% di acqua, favoriscono la reidratazione indispensabile per la circolazione sanguigna e per una efficace depurazione renale
* sono ricche di vitamine (gruppo B, C, folati) e sali minerali (soprattutto potassio, magnesio e oligoelementi) con le note funzioni protettive e regolatrici
* contengono dei veri e propri medicinali, quali ad esempio le essenze antisettiche, balsamiche, aromatizzanti, molto preziose per la difesa immunitaria, per la diuresi, per l´attività digestiva e epatoprotettice


Ogni pianta con cui viene preparata la tisana ha poi indicazioni specifiche:


* la malva è un delicato lassativo
* la menta è rinfrescante
* il tiglio è sudorifero
* la gramigna è diuretica
* il tarassaco è un disintossicante epatico
* il salice è un antiinfiammatorio
* il rosmarino è un tonificante


Vi consiglio due formulati:


1. tisana rilassante per il corpo e tonificante per la mente: fiori di tiglio, fiori di biancospino, poche foglie di menta
2. tisana digestiva e blandamente lassativa: fiori di malva, fiori di camomilla, semi di finocchio, radice di altea


Come si preparano le tisane?
La procedura è semplice. Si possono miscelare diversi tipi di piante con azione sinergica insieme a piante correttive del sapore. Si sminuzzano le erbe o i fiori, o si triturano le radici e le cortecce. La quantità di solito è di 3 grammi per ogni 100 ml di acqua (1/2 cucchiaino da minestra per tazza d´acqua).

*


Se si fa tisana in infuso basta versare l´acqua bollente sul preparato precedentemente triturato, lasciandola in infusione da 5 (fiori delicati) ai 10-15 minuti (foglie e fiori più resistenti) in un recipiente provvisto di coperchio.
Trascorso il tempo necessario si filtra il preparato. I principi attivi liberati dall´infusione sono spesso volatili, per cui è necessario bere l´infuso al più presto o tenerlo chiuso da un coperchio.
La tisana a infuso è generalmente usata per foglie e fiori, utile soprattutto per estrarre gli olii essenziali.

* Se si fa la tisana in decotto bisogna versare il preparato precedentemente triturato in acqua fredda, facendolo poi bollire a fuoco lento per 10-20 minuti in un recipiente con coperchio. Trascorso il tempo necessario si filtra il preparato. Questa preparazione va attuata con radici, legni, semi, cortecce e foglie coriacee per le quali l´infusione non è sufficiente ad estrarre i principi attivi (soprattutto tannini, amari e mucillagini).

a cura del Dott. Bianchi
11/9/2002
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 MessaggioInviato: Sab Dic 27, 03:07:43  
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Curarsi con l'argilla

Innumerevoli sono le proprietà benefiche dell´argilla, utilizzata come rimedio contro varie patologie fin dalla più remota antichità.

argillaGli effetti benefici dell´argilla erano conosciuti già 4.000 anni fa dagli egizi che utilizzavano i fanghi nell´igiene del corpo e nella cosmesi. Nell´antica Roma si usava lavare e disinfettare gli indumenti lasciandoli a bagno in una miscela di acqua e argilla.
Anche gli animali hanno da sempre utilizzato l´argilla per l´igiene personale e per curare malattie cutanee.
Oggi l´argilla viene spesso unita ad acquee termali per ottenere i fanghi termali, ampiamente utilizzati per lenire dermatiti, malattie reumatiche e altre patologie.
L´argilla svolge infatti importanti funzioni per l´organismo umano. Come mai? È la composizione chimica dell´argilla a far sì che questa sostanza minerale possieda proprietà terapeutiche davvero uniche.

Scopriamo la composizione chimica dell´argilla
L´argilla è la sostanza minerale più fine che esista. I granuli di argilla sono infatti estremamente più piccoli di quelli della sabbia, al punto che la si può plasmare. La sostanza base di cui è composta è la silice (biossido di silicio, in media 65%) nella forma stabile di silicati idrati di alluminio. Contiene anche acqua e numerosi sali minerali (in prevalenza ferro, magnesio, potassio, calcio, sodio, manganese e altri oligoelementi) in percentuali differenti a seconda della roccia base o delle trasformazioni ambientali cui è stata sottoposta.

Consideriamo ore le proprietà dell´argilla.
L´argilla ha un´azione:


1. alcalinizzante e disinfettante sui tessuti (epidermide e epiteli di rivestimento)
2. antidolorifica e antinfiammatoria
3. rimineralizzante, riequilibrante e antiendemigena. Combatte cioè la ritenzione idrica con un meccanismo osmotico, assorbendo i liquidi e i prodotti di scarto del metabolismo. I sali minerali in essa contenuti attirano infatti l´acqua e altri soluti per osmosi, così come il sale integrale si umidifica assorbendo l´acqua presente nell´ambiente. In questo modo l´argilla funziona da catalizzatore dei processi biologici.
4. L´argilla riequilibra inoltre la termoregolazione grazie alla sua capacità termoassorbente
5. L´argilla infine rigenera l´attività organica e risveglia il potenziale energetico, grazie alla sua capacità di cedere debolissime dosi di energia elettromagnetica


Come si deve utilizzare l´argilla.
L´argilla può essere assunta per via interna o per via esterna.
Per via interna agisce, prima di tutto, sull´apparato digerente con cui viene direttamente in contatto. Ha un´azione remineralizzante e antianemica grazie all´apporto degli oligoelementi sopracitati. Va assunta sotto forma di acqua argillosa che si prepara semplicemente stemperando uno o due cucchiaini di caffè di argilla ventilata (verde, scura o bianca) in un bicchiere acqua. Va poi lasciata sedimentare per 8-12 ore. Una volta che l´argilla si è sedimentata bevete l´acqua soprastante.
Per via esterna può essere applicata direttamente sulla pelle nei casi di acne, dermatosi, scottature, distorsioni, contusioni e esisti di fratture.

Ecco come preparare l´impacco:
in una terrina disponete 2-3 cm di argilla granulare e ricopritela con acqua fino a superare di un mezzo centimetro la superficie livellata. Lasciate riposare per qualche ora senza mescolare: l´argilla piano piano assorbirà tutta l´acqua, creando una pasta morbida, omogenea, liscia e fluida.
Una volta ottenuto l´impasto, applicatelo per un´ora almeno sulla parte dolente (la cute deve essere integra). Coprite poi con un telo di cotone o con carta da pacco fissati con una garza.

a cura del Dott. Bianchi
25/9/2002
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L'argilla sulla pancia

Il cataplasma d´argilla è un semplice rimedio, facile da preparare che vi permetterà di sfruttare le ottime proprietà terapeutiche di questa sostanza minerale.

mano nell'argillaIl cataplasma d´argilla è un trattamento locale da applicare sulla zona addominale. È molto indicato in caso di:





* infiammazione degli organi addomino-pelvici
* febbre
* disturbi digestivi cronici
* alterazioni o congestioni del flusso sanguigno


Come e perché funziona questo impacco?
Attraverso la pelle, che è in grado di assorbire e di secernere le sostanze idro e liposolubili, si verifica uno scambio tra i preziosi minerali di cui è composta l´argilla e i prodotti di scarto del metabolismo. Gli uni vengono assorbiti, gli altri eliminati con meccanismo osmotico.
Consideriamo più dettagliatamente il processo che si verifica quando applichiamo il cataplasma d´argilla.
L´applicazione dell´argilla sulla pancia causa di norma (dopo una brevissima fase di freddo, fase importantissima perché lo stimolo riflesso del freddo produce una vasodilatazione con un intenso afflusso di sangue) una maggiore traspirazione e sudorazione da parte della pelle.
L´argilla assorbe calore, liquidi e gas (i materiali di scarto), e cede i sali minerali di cui è composta (ferro, magnesio, potassio, calcio, sodio, manganese e altri oligoelementi) e debolissime dosi di energia elettromagnetica.
Questo scambio che facilita proprio la guarigione delle infiammazioni pelvico-addominali e dei disturbi digestivi cronici. L´impacco lasciato per una o più ore lavora infatti sui tessuti e organi a rapidissimo ricambio come la pelle e le mucose dell´apparato digerente. Agisce però anche sulle funzioni viscerali che vengono stimolate per via riflessa dalla cute. Sui tessuti infiammati il fenomeno si verifica con maggiore intensità: più vi è calore, maggiore è il flusso sanguigno e di conseguenza più rapidamente avviene lo scambio tra i preziosi minerali dell´argilla e le sostanze tossiche di scarto.
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Modalità d'esecuzione del cataplasma

In una terrina disponete 2-3 cm di argilla granulare e ricopritela con acqua fino a superare di un mezzo centimetro la superficie livellata. Lasciate riposare per qualche ora senza mescolare: l´argilla piano piano assorbirà tutta l´acqua, creando una pasta morbida, omogenea, liscia e fluida.

Una volta ottenuto l´impasto, che deve essere morbido ma consistente, stendetelo con l´aiuto di una spatola su un tessuto di cotone o su un pezzo di carta da pacchi, le cui dimensioni devono essere più ampie della parte da trattare.

Applicate il cataplasma a contatto con la pelle sul ventre o sulla parte interessata del corpo e fissatelo con un asciugamano o con un telo di cotone. Sopra a questo bendaggio applicate una sciarpa o una pezza di lana.

Il cataplasma va tenuto per un minimo di un´ora. Trascorso il tempo d´applicazione andrà tolto il panno di lana, la benda e l´impasto d´argilla che a contatto della pelle si sarà seccato.

a cura del Dott. Bianchi
9/10/2002
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Curarsi con l'argilla

Innumerevoli sono le proprietà benefiche dell´argilla, utilizzata come rimedio contro varie patologie fin dalla più remota antichità.

argillaGli effetti benefici dell´argilla erano conosciuti già 4.000 anni fa dagli egizi che utilizzavano i fanghi nell´igiene del corpo e nella cosmesi. Nell´antica Roma si usava lavare e disinfettare gli indumenti lasciandoli a bagno in una miscela di acqua e argilla.
Anche gli animali hanno da sempre utilizzato l´argilla per l´igiene personale e per curare malattie cutanee.
Oggi l´argilla viene spesso unita ad acquee termali per ottenere i fanghi termali, ampiamente utilizzati per lenire dermatiti, malattie reumatiche e altre patologie.
L´argilla svolge infatti importanti funzioni per l´organismo umano. Come mai? È la composizione chimica dell´argilla a far sì che questa sostanza minerale possieda proprietà terapeutiche davvero uniche.

Scopriamo la composizione chimica dell´argilla
L´argilla è la sostanza minerale più fine che esista. I granuli di argilla sono infatti estremamente più piccoli di quelli della sabbia, al punto che la si può plasmare. La sostanza base di cui è composta è la silice (biossido di silicio, in media 65%) nella forma stabile di silicati idrati di alluminio. Contiene anche acqua e numerosi sali minerali (in prevalenza ferro, magnesio, potassio, calcio, sodio, manganese e altri oligoelementi) in percentuali differenti a seconda della roccia base o delle trasformazioni ambientali cui è stata sottoposta.

Consideriamo ore le proprietà dell´argilla.
L´argilla ha un´azione:


1. alcalinizzante e disinfettante sui tessuti (epidermide e epiteli di rivestimento)
2. antidolorifica e antinfiammatoria
3. rimineralizzante, riequilibrante e antiendemigena. Combatte cioè la ritenzione idrica con un meccanismo osmotico, assorbendo i liquidi e i prodotti di scarto del metabolismo. I sali minerali in essa contenuti attirano infatti l´acqua e altri soluti per osmosi, così come il sale integrale si umidifica assorbendo l´acqua presente nell´ambiente. In questo modo l´argilla funziona da catalizzatore dei processi biologici.
4. L´argilla riequilibra inoltre la termoregolazione grazie alla sua capacità termoassorbente
5. L´argilla infine rigenera l´attività organica e risveglia il potenziale energetico, grazie alla sua capacità di cedere debolissime dosi di energia elettromagnetica


Come si deve utilizzare l´argilla.
L´argilla può essere assunta per via interna o per via esterna.
Per via interna agisce, prima di tutto, sull´apparato digerente con cui viene direttamente in contatto. Ha un´azione remineralizzante e antianemica grazie all´apporto degli oligoelementi sopracitati. Va assunta sotto forma di acqua argillosa che si prepara semplicemente stemperando uno o due cucchiaini di caffè di argilla ventilata (verde, scura o bianca) in un bicchiere acqua. Va poi lasciata sedimentare per 8-12 ore. Una volta che l´argilla si è sedimentata bevete l´acqua soprastante.
Per via esterna può essere applicata direttamente sulla pelle nei casi di acne, dermatosi, scottature, distorsioni, contusioni e esisti di fratture.

Ecco come preparare l´impacco:
in una terrina disponete 2-3 cm di argilla granulare e ricopritela con acqua fino a superare di un mezzo centimetro la superficie livellata. Lasciate riposare per qualche ora senza mescolare: l´argilla piano piano assorbirà tutta l´acqua, creando una pasta morbida, omogenea, liscia e fluida.
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La colite

Stress e cattiva alimentazione sono alcune delle cause scatenanti della colite che, nelle sue forme più lievi, può essere curata con semplici rimedi naturali. Ce li illustra il dr. Roberto Bianchi.

intestinoVi è mai capitato di dover saltare (con vostro grandissimo dispiacere) un’interrogazione a scuola per improvvisi dolori addominali, spergiurando che non si trattava di una messa in scena? Tutta colpa del nostro intestino, che a volte può giocarci proprio brutti scherzi: spesso risente del nostro stress e della nostra ansia. È soprattutto il colon a somatizzare situazioni emotivamente stressanti che possono anche determinare l’insorgenza di coliti. Per saperne di più su questo fastidioso disturbo intestinale legato anche a una cattiva alimentazione abbiamo interpellato il nostro esperto, il dr. Roberto Bianchi.

La colite è una infiammazione del colon, la parte finale dell’intestino, detto intestino crasso. È una patologia che nella sua forma più comune e meno grave (chiamata sindrome del colon irritabile o colite spastica) può essere curata seguendo un’adeguata dieta e assumendo preparati fitoterapici. I rimedi che vi proporrò vanno però seguiti solo dopo aver accertato che la colite non è né ulcerosa (forma grave di colite caratterizzata da uno stato infiammatorio cronico) né ischemica (causata da un deficit dell’apporto di sangue al colon) né di tipo infettivo (causata da agente esterno: tifo, paratifo, tubercolosi addominale, schistosomiasi, yersina, sighella, ameba e salmonella).
Ai fini di una corretta diagnosi della colite è assolutamente necessario consultare un medico che, a seconda della gravità del caso, prescriverà la coprocoltura (analisi delle feci), la colonscopia e esami atti a individuare eventuali intolleranze alimentari (come per esempio l’esame del capello). La colite cronica può infatti essere causata dalla presenza in dieta di un alimento a cui l’organismo è intollerante.

Nel caso in cui si sia accertato che:
- i dolori all’addome,
- i disturbi della regolarità intestinale (stitichezza o diarrea),
- il senso di gonfiore addominale
- anoressia, nausea, alitosi, stanchezza e difficoltà di concentrazione mentale
siano ascrivibili a una colite spastica, dovuta principalmente a stress emotivo e/o a uno stato psicologico ansioso, è bene curarsi innanzitutto con una corretta alimentazione.

Sono ottime le creme di cereali all’orzo e al grano saraceno. Anche il riso integrale è consigliato (va ben cotto). Sono indicate inoltre verdure non fibrose e con poco fogliame come carote, finocchi e patate cotte. Meglio preparare insalate con al massimo due ortaggi.
Vanno invece evitati i cibi scorzosi o fibrosi (i gambi di cavolfiore o le cipolle), i formaggi stagionati, i salumi, i dolciumi industriali o fritti e il cioccolato.
In caso di diarrea il latte è da eliminare.

Come preparati fitoterapici vi consiglio:

- una tisana con fiori di camomilla, semi di finocchio e fiori di malva da lasciare in infusione almeno 10 minuti. Meglio sarebbe lasciare i fiori di camomilla in infusione per un’ora affinché venga accentuata la loro azione antispasmodica, lenitiva e sedativa del sistema nervoso. La tisana va bevuta prima dei pasti almeno 2-3 volte al giorno.

- il succo di limone. Se ne è dimostrata l’efficacia come antibatterico, disinfettante e sfiammante naturale dell’intestino. Spremete il succo di un limone e diluitelo in acqua bollente. Bevete quand’è ancora caldo. È utile assumere il succo di limone sia come curativo sia come preventivo, specialmente prima e durante viaggi in paesi esotici.

In caso di coliti con spasmi dolorosi vi consiglio di applicare sull’addome un cataplasma d’argilla e di assumere per via orale Cuprum Heel 2 compresse ogni 2 ore o Cuprum 5CH 3 granuli ogni due ore.

a cura di Alessandra Mariotti
15/10/2003
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Il colesterolo: combattiamolo per prevenire l’aterosclerosi

Con una corretta alimentazione e con preparati naturali il colesterolo ha le ore contate. Abbassandolo entro i limiti vivremo più serenamente senza temere infarti o ictus.

verduraI dati parlano chiaro: in Italia, così come negli altri paesi industrializzati occidentali, ben il 50% delle morti è dovuto a infarti cardiaci, celebrali, polmonari, renali, ictus, tutte patologie legate all’aterosclerosi. Questo termine, che deriva dall’unione di due parole greche (athere e scleros), indica la condizione patologica in cui placche di grasso (le athere) si accumulano sulla parete interna dei vasi arteriosi, diventando col passare del tempo sempre più dure (scleros sta per “duro”) e finendo con l’ostruire il libero flusso del sangue. E se il sangue non fluisce a causa di una chiusura del vaso sanguigno, la diretta conseguenza è un infarto, un ictus. Prevenire l’aterosclerosi è però possibile, prestando innanzitutto attenzione al livello di colesterolo nel sangue, come ci spiega qui di seguito il dr.Roberto Bianchi.

Il colesterolo è un grasso, un lipido (e più precisamente uno sterolo) prodotto soprattutto dal fegato, ma anche da pelle, cervello, surrenali, intestino, aorta. Benché il nostro corpo ne abbia bisogno per assolvere a diverse funzioni (se non ci fosse colesterolo le ghiandole fondamentali – ipofisi, ovaie, testicoli e surrenali – non sarebbero in grado di produrre i propri ormoni né il fegato potrebbe sintetizzare la bile, anche la vitamina D verrebbe meno) non dobbiamo dimenticare che il colesterolo nel sangue deve mantenersi, onde evitare l’insorgenza della malattia aterosclerotica, entro il valore di 180-200 mg per decilitro di sangue.
Per comprendere la tendenza aterosclerotica di una persona è però molto importante considerare non solo il valore totale del colesterolo nel sangue: gioca infatti un ruolo determinante anche il rapporto tra HDL-colesterolo e LDL-colesterolo.
Vediamo in dettaglio questi due tipi di colesterolo, che si differenziano a seconda del tipo di lipoproteina con cui si combinano per circolare nel sangue.
Nel caso in cui il colesterolo si combini con lipoproteine a bassa densità (Low Density Lipoproteins) si parla di LDL-colesterolo. È questo il “grasso cattivo” perché, essendo trasportato dal fegato alla periferia, tende a depositarsi sulle pareti dei vasi arteriosi. Le placche poi col passar degli anni si irrigidiscono, finendo per ostruire i vasi sanguigni.
L’HDL (High Density Lipoproteins) indica invece il grado di ripulitura del grasso nel sangue. Le lipoprotine ad alta densità veicolano infatti il colesterolo dalla periferia al fegato, riassorbendo quello circolante.
Se il rapporto tra HDL-colesterolo e LDL-colesterolo si mantiene nei limiti di 30-50 mg per decilitro la situazione è del tutto normale. Viceversa è necessario intervenire, puntando innanzitutto su una corretta alimentazione. Il consumo eccessivo di saccarosio, di grassi animali e di sale, unito a un limitato apporto di fibre, è una concausa scatenante della ipercolesterolemia e, conseguentemente, delle malattie dell’apparato cardiovascolare.

Per combattere il colesterolo a tavola bisogna darsi a un’alimentazione mediterranea a base di cereali integrali, ortaggi, frutta e legumi. Tra le proteine di origine animale la più indicata è il pesce in quanto i suoi grassi sono estremamente utili per abbassare il livello di colesterolo. Da privilegiare tutti i grassi vegetali eccezion fatta per l’olio di palma e di cocco. Va ridotto invece il consumo di grassi animali: burro e strutto. Anche la margarina è da eliminare perché, essendo stata manipolata chimicamente, produce grassi saturi. Molti biscotti ne contengono sottoforma di “grassi vegetali”.
Per la prevenzione delle malattie cardiovascolari è inoltre necessario:
- smettere di fumare perché la nicotina aumenta la contrazione e l’irrigidimento dei vasi sanguigni.
- praticare attività fisica in quanto così facendo si abbassa l’LDL-colesterolo e si aumenta l’HDL-colesterolo
- mantenere il livello di glicemia nella norma perché la glicemia favorisce l’aumento delle placche aterosclerotiche.

cardo marianoAlcuni alimenti “amici”, utilissimi per far diminuire il livello di colesterolo nel sangue, sono il tarassaco e l’aglio. Hanno un’azione ipocolesterolizzante e fibrinolitica, favoriscono cioè una maggiore fluidità del sangue.
L’aglio va assunto sotto forma di perle o compresse. Per quanto riguarda il tarassaco è invece utile eseguire una cura di 4-6 cicli di 20 giorni con succo di tarassaco (si trova già pronto in commercio) o decotto delle sue radici.
Un’altra utile pianta medicinale è il cardo mariano, ricchissimo di fitoestrogeni. Studi clinici ne hanno confermato l'utilità in casi di intossicazione del fegato, epatiti, e altre malattie croniche del fegato relative all'abuso di alcool.
Va assunto in tisana bollita 10 minuti, due tazze al dì.

Un ulteriore aiuto nella lotta contro il colesterolo è rappresentato dalle capsule di olio di lino e di pesce che potete acquistare in farmacia. Sono ricche di omega-3 e di acidi grassi polinsaturi efficaci nella prevenzione delle malattie aterosclerotiche.
Utili come coadiuvanti anche alcune terapie: consiglio in particolar modo il bagno di vapore e l’idrocolonterapia.

a cura di Alessandra Mariotti
26/11/2003
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Una palestra per gli occhi

Chi l’ha detto che solo i nostri bi e tricipiti meritano di essere rinforzati con esercizi quotidiani? Il lavoro sedentario davanti a un terminale video indebolisce anche i muscoli del bulbo oculare che, per ritornare a buone prestazioni, devono essere allenati proprio come un qualsiasi altro muscolo. Ecco quali esercizi compiere

occhioNon c’è dubbio: col nostro lavoro quotidiano davanti allo schermo di un computer affatichiamo spesso gli occhi che a lungo andare possono perdere di tono muscolare, con conseguente insorgenza di patologie soprattutto in soggetti geneticamente predisposti.
La questione è tanto seria da aver fatto scendere in campo nel 2000 ben tre ministeri (del lavoro, della previdenza sociale e della sanità) con il decreto “Linee guida d'uso dei videoterminali”.
È stabilito che, onde evitare l'insorgenza di problemi visivi, è necessario:
a) illuminare correttamente il posto di lavoro, possibilmente con luce naturale, mediante la regolazione di tende o veneziane. La luminosità di tastiera, schermo, documento e ambiente dovrebbe essere la stessa in modo da evitare contrasti eccessivi;
b) orientare e inclinare lo schermo per eliminare, per quanto possibile, riflessi sulla sua superficie; c) assumere la postura corretta di fronte al video in modo tale che la distanza occhi-schermo sia pari a circa 50-70 cm;
d) disporre il porta-documenti, se presente, alla stessa altezza e distanza dagli occhi, dello schermo, ricorrendo ai meccanismi di regolazione;
e) distogliere periodicamente lo sguardo dal video per guardare oggetti lontani, al fine di ridurre l'affaticamento visivo;
f) durante le pause ed i cambiamenti di attività previsti, è opportuno non dedicarsi ad attività che richiedano un intenso impegno visivo, come ad esempio la correzione di un testo scritto;
g) cura della pulizia periodica di tastiera, mouse e schermo;

Ma non basta. Come ci spiega qui di seguito il dr. Roberto Bianchi dobbiamo rinforzare la muscolatura del bulbo oculare per prevenirne l’invecchiamento e il trofismo.

A chi passa molte ore davanti a un videoterminale o chi svolge un lavoro di precisione con lenti o microscopio consiglio di prendersi cura dei propri occhi eseguendo alcuni esercizi di ginnastica oculare. Si comincia con 5 tagli verticali e 5 orizzontali: si guarda cioè in su e in giù e poi da destra a sinistra e viceversa.
Si passa quindi ai tagli obliqui dall'alto a sinistra al basso a destra e viceversa.
È poi la volta degli esercizi di rotazione: l’occhio va fatto roteare in senso orario per 5 volte e poi in senso antiorario. Per pulire la corea vanno invece fatte delle sbattiture frequentissime.
Nella fase successiva l’occhio va spalancato completamente e mantenuto fisso senza sbattere per 5 secondi.
C’è poi la messa a fuoco alternata di un oggetto a 2 cm e poi a 3 mt.
Infine è la volta del massaggio: con due dita si massaggia l’occhio a palpebra chiusa e poi con le due mani gli si porta calore.

Se si è in un periodo di forte sovraccarico visivo consiglio di aggiungere alla dieta quotidiana succhi di mirtillo e di carota che, essendo ricchissimi di protovitamina A, hanno una funzione protettiva nei confronti della retina.

Nel caso in cui si sentano gli occhi particolarmente pesanti e stanchi sono utili due semplici pratiche, anche se raccomando sempre il consulto di uno specialista:

• tre sciacqui con acqua fredda degli occhi per due volte al giorno al fine di riattivare la circolazione visiva

• l’impacco di camomilla sugli occhi da lasciare tutta la notte al fine di farli riposare e di sfiammare le congiuntive

a cura di Alessandra Mariotti
7/1/2004
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Insonnia addio

Ecco come prendere sonno con tranquillità, senza ricorrere a trattamenti chimici.

camomillaSono quasi le due. Si sente il ticchettio della sveglia vicino al comodino che vi ricorda che tra meno di cinque ore vi dovrete alzare. E voi? Da mezzanotte cercate di prender sonno. Avete contato e ricontato fino a 1000 o forse fino a 10.000. Ma di dormire non se ne parla proprio. Vi agitate ancor di più. Vi innervosite e alla fine vi presentate il giorno dopo in ufficio stanchi, scocciati e col terrore che la notte che verrà sarà un´altra notte d´insonnia. Che fare? Come combattere l´insonnia?
Ecco i consigli del dottor Roberto Bianchi.
L´insonnia è una patologia molto diffusa. Ne soffrono moltissimi italiani, si stima più del 20% dell´intera popolazione. Questo disturbo del sonno si può manifestare sotto forma di:
insonnia iniziale, difficoltà ad addormentarsi,
insonnia centrale, caratterizzata da numerosi e a volte prolungati risvegli,
insonnia terminale, mancato ripristino del sonno dopo un risveglio precoce notturno.
La cura convenzionale con trattamenti chimici può spesso portare a sonnolenza mattutina e ad assuefazione.
In caso di insonnia lieve è bene affidarsi alla fitoterapia e in particolare a queste piante medicinali


* valeriana (15 gocce la sera prima di coricarvi)
* rosolaccio (15 gocce la sera prima di coricarvi)
* escoltzia (1 o 2 capsule la sera prima di coricarvi)

Vi consiglio anche la camomilla di cui molti di voi faranno senz´altro già uso. Prestate però attenzione al tempo di infusione. Se la fate leggera rischiate di ottenere l´effetto contrario a quello sperato. Su alcuni soggetti la camomilla ha infatti un effetto leggermente eccitante, (ricerche hanno dimostrato che contiene piccole dose di caffeina), effetto però che non si manifesta se lasciate i fiori in infusione per almeno un´ora. Questo il tempo minimo necessario affinché si liberino i principi attivi (per esempio il camazulene)che hanno un´azione sedativa.
Non solo la fitoterapia, ma anche l´omeopatia può esservi d´aiuto.
Prendete belladonna 30ch 3 granuli prima di coricarvi se soffrite di insonnia con contratture e spasmi. Se invece non riuscite a prender sonno perché eccitati da buone notizie vi faranno bene 3 granuli di coffea 200 ripetibili dopo 30 minuti. Nel caso in cui abbiate invece un´insonnia con agitazione e nausea dovete prendere ignazia 200 3 granuli ripetibili dopo 3 minuti.

Per migliorare la qualità del sonno sono molto indicate anche la frizione fredda e l´argilla sul fegato, applicazioni che già vi ho illustrato negli scorsi appuntamenti:

la frizione fredda
l´argilla sulla pancia

Oltre ai prodotti fitoterapici e omeopatici utili per sconfiggere l´insonnia anche alcune semplici pratiche come:

1. coricarsi con regolarità sempre alla stessa ora
2. fare, prima di andare a letto, un bagno caldo con 3 cucchiai di soluzione di melissa
3. dedicarsi a una lettura rilassante e appassionante per distrarsi

Molto indicate anche le tecniche yoga.

Se proprio non riuscite ad addormentarvi ricordate che l´insonnia può essere anche un´occasione per meditare e ritrovarsi, se si è in delicati momenti di passaggio o di cambiamento.

a cura del Dott. Bianchi
23/10/2002
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Eterna giovinezza col kefir del caucaso

Volete vivere a lungo, godendo possibilmente di buona salute? Beh, nell´attesa che la scienza metta a punto qualche terapia a base di ingegneria genetica, non vi resta che imitare gli abitanti del Caucaso che da millenni bevono kefir

brocca e bicchiere di kefirForse non lo sapevate, ma uno dei luoghi sulla terra dove la popolazione è più longeva è proprio quella zona che sta tra il Mar Nero e il Mar Caspio. Il segreto? Il kefir, una semplice bevanda fermentata a base di latte o d´acqua che in quelle regioni si beve da millenni.
Leggenda metropolitana, direte voi. E invece illustri studiosi (Prof. Drasek, Prof. Menkiv) tra cui anche un premio nobel (il Prof. Metchnikov) hanno documentato come gli abitanti delle regioni caucasiche non conoscano tubercolosi, cancro né disturbi intestinali. Merito soprattutto del kefir che, stando ai loro studi, guarisce i catarri delle vie respiratorie, i crampi di stomaco, le infiammazioni intestinali croniche, quelle del fegato, i disturbi alle vie biliari e le malattie alla vescica. Per saperne di più sulle proprietà terapeutiche di questa bevanda caucasica ci siamo rivolti al dottor Bianchi di Cremona. A lui la parola.

Il kefir è una bevanda fermentata che contiene lattobacilli bulgarici, streptococchi termofili, lieviti, batteri propionici, anidride carbonica, enzimi vari, alcol etilico, varie vitamine (gruppo B, C, PP) zuccheri semplici, acqua o latte. Esiste infatti sia un kefir di latte sia un kefir d´acqua: quest´ultimo sembra però avere maggiori proprietà terapeutiche.

In virtù dei suoi fermenti il kefir funziona da riequilibratore della flora batterica intestinale, impedendo la decomposizione e la putrefazione del bolo nell´intestino. Questa bevanda stimola quindi il sistema immunitario intestinale con benefici effetti sul sistema immunitario di tutto il corpo.

Il kefir può essere utilizzato come coadiuvante nella cura di varie patologie:


* Malattie di nervi periferici
* Ulcere gastriche e duodenali
* Catarro bronchiale
* Artereosclerosi ipercolesterolizzante
* Malattie epatiche e biliari
* Malattie renali
* Malattie dello stomaco e dell´intestino
* Diarrea
* Stipsi
* Eczemi


Va bevuto tutti i giorni con un dosaggio pari a un litro. Il kefir è una sostanza liquida, meno densa dello yogurt, dal gusto dolce e frizzante come quello del mosto d´uva. Potete berlo anche ai pasti in sostituzione dell´acqua

COME PROCURARSI I FERMENTI DI KEFIR
In commercio non trovate la bevanda di kefir, ma i fermenti di kefir che servono, uniti ad altri ingredienti, alla preparazione del kefir. I fermenti si possono acquistare o presso importatori di prodotti tipici caucasici o presso farmacie/erboristerie. Ma se conoscete qualcuno che già fa uso di kefir chiedete di darvi un po´ dei suoi fermenti: non ne rimarrà privo perché questi micro organismi raddoppiano molto velocemente

COME PREPARARE IL KEFIR D´ACQUA
Ingredienti


* Un vaso di vetro della capacità di 2 litri che va chiuso con un tappo
* 6 cucchiai di fermenti kefir
* 3 cucchiai di zucchero
* 2 fichi secchi o prugne
* mezzo limone possibilmente biologico
* un colino



Preparazione

1. Riempire il contenitore d´acqua e aggiungerci i fermenti Kefir e la frutta. Mescolare molto bene gli ingredienti e chiudere con l´apposito tappo.
2. Lasciar fermentare 2 giorni a temperatura ambiente. Tenete conto che il kefir fermentato 24 ore ha effetto lassativo poiché ancora ricco di glucosio e saccarosio, quello fermentato oltre 48 ore ha invece un effetto astringente poiché più acido.
3. Ogni 24 ore mescolare gli ingredienti. Il contenuto di carbonio aumenta di giorno in giorno.
4. A fermentazione ultimata, spremere il limone, eliminare la frutta e filtrare la bevanda con il colino in una bottiglia. La bevanda va tenuta in frigorifero fino al completo consumo. Il preparato va bevuto ogni giorno.
5. Lavare molto bene il vaso e il fungo che nel processo di fermentazione sarà aumentato di volume. Per una nuova preparazione del kefir, rimettete nel vaso solo 6 cucchiai di fermenti. Il resto potete regalarlo o utilizzarlo come fertilizzante organico.



Alcune utili indicazioni
Nella preparazione del kefir si raccomanda di curare molto l´igiene.
Il kefir va consumato sempre fresco perché è una bevanda che può contaminarsi facilmente.
Anche se non preparate il kefir, il fungo rimane in vita per parecchi giorni a patto che lo manteniate in acqua zuccherata.

a cura del Dott. Bianchi
21/5/2003
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