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Siamo cresciuti insieme
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 MessaggioInviato: Lun Gen 14, 07:15:26  Siamo cresciuti insieme
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  nuvolotta

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Siamo cresciuti insieme

La nostra rivista compie trent'anni. Storia di un percorso vissuto in mezzo ai soci Coop

Trent’anni interpretati con coerenza, attenzione, spirito critico. E sorprendente continuità. Lo si può notare rileggendosi le pagine di un tempo, rilegate e conservate gelosamente in redazione. Trent’anni spesi con Coop dalla parte dei consumatori, "per dare espressione a quelle semplici aspirazioni che tutti noi abbiamo a una vita sana, giusta, democratica". Questo è impresso a mo’ di mission – come si direbbe oggi – sul primo numero di Consumatori, la rivista dei soci Coop. E questo, con l’integrazione di concetti via via evolutisi e affermatisi nel tempo – quali sostenibilità, risparmio energetico, recupero e tutela ambientale – resta valido ancora rendendo unico e irripetibile il nostro mensile.
Trent’anni di intuizioni, potremmo allora aggiungere, nel solco della continuità, che hanno accompagnato i cambiamenti intervenuti nel mondo dei consumi e soprattutto le esigenze vecchie e nuove dei consumatori: di quella particolare categoria di consumatori, più attenta e consapevole, punta d’avanguardia rappresentata dai soci Coop. A loro principalmente la rivista si è sempre rivolta con l’obiettivo di seguirne e spesso di anticiparne abitudini e comportamenti, ma soprattutto per fornire orientamenti e punti di vista autorevoli al riparo da mode effimere e da condizionamenti di lobbies e potentati. A loro, ai soci in quanto "consumatori intelligenti" il giornale ha sempre parlato e allo stesso tempo alla società e al mondo tutto che ci circonda.
La parabola di Consumatori, che festeggia quest’anno il suo trentennale, comincia nell’agosto del 1982 con l’iscrizione al tribunale di Bologna della testata "Il giornale dei Consumatori" che diventa poi, più semplicemente, "Consumatori". È la prima di una serie di piccole e grandi metamorfosi che vale la pena ricostruire.
Il giornale uscì dal cilindro di "Diego Passini che lo creò pressoché dal nulla facendone, nel volgere di pochi anni, uno strumento prezioso di rapporto tra le cooperative e i propri soci, oltre che un punto di riferimento e di informazione per tanti consumatori". Così si scriveva qualche anno più tardi ripensando al primo tratto di strada compiuto allorché, ed era il 1988, le cooperative socie e "proprietarie". della rivista decisero di costituirvi attorno una casa editrice impegnata anche nella produzione di libri, editi nella collana "Quaderni di consumatori".
Ma torniamo ai primi passi del giornale (che nell'aprile dell’84 ospita un articolo di Francesco Guccini). Va detto che la spinta a dar vita a un’unica voce cooperativa con cadenza mensile non sortì casualmente, si innestò al contrario su una precedente e frastagliata situazione che vedeva una serie di organi di informazione di varia periodicità editi dalle maggiori cooperative di consumo emiliane – Coop Emilia Veneto, Alleanza Cooperativa Modenese – le quali trovarono in Consumatori la loro naturale sintesi e prosecuzione.
Agli albori, quando si usavan le forbici
Agli albori le edizioni che si preparavano e pubblicavano nel capoluogo felsineo (ovvero Bologna, Bologna e Veneto, Modena, Ferrara, Reggio-Emilia Parma e Piacenza), si contavano sulle dita di una mano. Oggi sono 13 e coprono gran parte dello stivale. Nel 1982 i soci che ricevevano a casa la rivista erano 300 mila, oggi sono dieci volte tanto. Il formato come usava negli anni Ottanta era un po’ più grande, la foliazione rimaneva contenuta a 16 pagine contro le attuali 48, 56 o 64 (a seconda delle necessità) che vengono di volta in volta realizzate per rispondere al meglio all’aumentato numero di soci e al peso crescente dell’informazione nella nostra società.
Quel che invece non è sostanzialmente cambiata è la suddivisione del mensile tra pagine comuni e pagine locali, queste ultime dedicate alle singole cooperative che compongono la galassia Coop e ai loro territori di insediamento.
Ben diverso, ovviamente, era il modo di lavorare. Negli anni Ottanta il giornale si costruiva manualmente all’interno di gabbie grafiche create in studio, i pezzi venivano dattiloscritti e gli esecutivi consegnati in tipografia. Dopo trent’anni e con in mezzo la rivoluzione informatica molta carta nella fase preparatoria è sparita, i pezzi si lavorano e spediscono via computer, i file hanno fatto dimenticare il piombo e la redazione, che nel frattempo si è potenziata, lavora interconnessa tra Bologna e le sedi decentrate di cooperativa, con notevole risparmio di tempo, denaro e produzione e rilascio di sostanze inquinanti nell’ambiente.
Diritti e consumi su tutta la linea
"Informare il socio-consumatore sulle politiche di Coop sull’evoluzione dei prezzi e dei consumi, sui diritti dei consumatori e sul modo di farli valere". Su questi precisi binari tracciati alle origini (è dell’83 la storica intervista a Joseph Nader, leader del movimento consumerista americano) il giornale è cresciuto diventando adulto, senza che la linea editoriale ne risultasse alterata. Molti gli autorevoli contributi ospitati, a firma di grandi uomini del movimento cooperativo (è di Ivano Barberini uno dei primi editoriali), noti giornalisti di settore (Tito Cortese, Giancarlo Roversi, Anna Bartolini), illustri esponenti del mondo scientifico e accademico (Cesare Maltoni, Giorgio Nebbia, Ugo Ruffolo, più tardi Giorgio Celli, oggi Eugenio Del Toma, Massimo Montanari e Mario Tozzi).
I temi da sempre spaziano tra consumo, ambiente, salute, alimentazione con declinazioni legate ovviamente all’attualità. Se negli anni Ottanta e Novanta si parlava infatti molto di diritti, moda, pubblicità, rapporto tra alimentazione e tumori, danni all’ambiente ma anche corsa agli armamenti e nucleare, nei decenni successivi si batterà con maggiore insistenza sui tasti del risparmio energetico, dello sviluppo sostenibile, dello squilibrio tra Nord e Sud del mondo, e oggi su ogm, grande crisi economica e gelo dei consumi.
Alcune "storiche" campagne di Coop hanno trovato in Consumatori un fondamentale strumento di diffusione: ricordiamo tra le prime "Bianco il bucato, azzurro il mare", il cui obiettivo era limitare l’uso dei fosfati trent’anni prima che l’Unione europea li bandisse per legge; e sul finire degli anni Ottanta "C'è uno strappo nel cielo, fermiamolo!", la battaglia contro i gas cfc tra i maggiori responsabili del buco nell’ozono.
Venendo ai giorni nostri, ecco le recenti campagne contro la diffusione incontrollata degli ogm o a favore dell’acqua pubblica da bere. E a proposito di "Acqua di casa mia", uno dei primissimi servizi di Consumatori ne anticipava con tutta la grinta di quegli anni le motivazioni. Titolo: "Il bluff delle acque minerali". Più chiaro di così!
Dentro e fuori il mondo Coop
Consumatori ha cercato, come detto, nel corso della sua storia anche una proiezione esterna. È del maggio 1984 il servizio sulla tavola rotonda "La benzina e noi", organizzata a Bologna chiamando a confronto istituzione sanitaria, scienza medica, industria dell’auto, petrolieri, sindacato e consumatori incentrata sui pericoli per la salute e l’ambiente derivanti dagli idrocarburi. Tre anni più tardi (settembre 1987), a Ferrara, il focus fu su "Fitofarmaci, ambiente e salute", convegno organizzato in occasione dell’anno europeo dell’ambiente.
Altri momenti pubblici sono coincisi con il rilancio della rivista, nel 2004 a Milano; con la pubblicazione, nel 2005, dei risultati di un sondaggio esclusivo sui timori dei soci nei confronti degli ogm; con un altro sondaggio esclusivo, nel 2006, da cui è emerso che è l'ambiente il primo problema secondo la sensibilità dei soci, proprio come lo era trent’anni fa! Sulle nostre pagine ampio risalto inoltre hanno avuto le campagne sui farmaci a marchio Coop (2006) e sulla difesa delle foreste (2011), cui altre seguiranno.
Proiezione esterna si diceva ma soprattutto crescita interna. Di pari passo con il processo di unificazione delle cooperative di cui era ed è tuttora il principale strumento comunicativo, Consumatori ha aggiunto edizioni su edizioni raggiungendo i soci delle aree geografiche di nuovo insediamento. Ricordiamo a partire dal 1985 laRomagna e le Marche, dal 1988 il Friuli e Venezia Giulia, dal 1990 la Liguria. Nel 1991 si aggiungono alla famiglia il Piemonte ed entrano diversi territori del Nord-est che successivamente, nel 1997, avranno a disposizione una testata autonoma, Coop Informa. E ancora nel 1995 è la volta dell’Abruzzo a disporre di una propria edizione, nel 1997 della Puglia fino a giungere al fatidico 2004, un anno importante perché entra a far parte di Editrice Consumatori anche Coop Lombardia e i soci a cui viene inviato il mensile balzano di colpo a 3 milioni.
In quel frangente cambia il formato e si rinnova la veste grafica (è più o meno il giornale che arriva oggi nelle case, con qualche restyling in corso d’opera), ma soprattutto si mettono in rete la redazione centrale con quelle locali. Un salto tecnologico che è stato arricchito nell’ultimo lustro con l'apertura del sito Internet, le versioni "mobile" del giornale e un profilo Facebook per dialogare con i soci. Oggi la tiratura annua cartacea complessiva si aggira sui 22 milioni di copie e fa di Consumatori uno dei periodici a maggior tiratura d’Italia.


Il senso di un'avventura originale

L'impegno del mondo Coop e le sfide future di un progetto che parla a milioni di famiglie. L'editoriale di Dario Guidi, direttore della rivista

Per milioni di famiglie di soci Coop che da anni sono abituate a leggere e sfogliare questa rivista, "Consumatori" speriamo sia una piacevole e importante abitudine, un'occasione per essere aggiornati su cosa sta facendo la propria cooperativa, ma anche e soprattutto un'occasione per leggere una rivista che prova a guradarsi attorno a 360 gradi, che vuole aiutarvi a essere informati, attenti e quindi in grado di esercitare il proprio ruolo di cittadini con maggiore consapevolezza e senso critico.
Tagliare il traguardo dei trent'anni di vita è per noi, per i tanti che in questo progetto sono coinvolti, una occasione che credo debba servire prima di tutto a capire che l'errore più grande che potremmo fare è quello di considerare "Consumatori" un qualcosa di scontato.
No, nello sforzo che coinvolge sette tra le più importanti cooperative di consumo, che insieme operano su 10 diverse regioni con oltre 5 milioni di soci, non c'è nulla di scontato, né di routinario. C'è anzi molto di originale, a maggior ragione in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo.
Una originalità che era già nelle premesse del progetto di "Consumatori", quando è nato e di cui va dato atto a chi lo ha alimentato nel corso degli anni.
Perché sempre c'è stata la deliberata ambizione di non parlare solo di ciò che fa e dice Coop, ma di andare a cercare e raccontare una realtà in continua evoluzione per essere uno strumento a disposizione di tutte quelle persone che in Coop si riconoscono.
In questi anni non sono mancate discussioni e travagli. Discussioni che hanno riguardato le scelte sui contenuti come la gestione di costi sempre più importanti da sostenere. Ma la consapevolezza che proprio questa rivista era diventata uno strumento fondamentale di relazione col socio e col mondo esterno ha sempre consentito di trovare equilibri più avanzati.
E per una volta vorremmo far riflettere i nostri lettori su questo impegno che, pur con i tanti difetti che sicuramente abbiamo, ci rende un prodotto originale nel panorama editoriale.
Su questa strada siamo determinati a continuare, accogliendo le sfide delle nuove tecnologie (dal web ai social network su cui siamo già presenti), ma convinti che il punto centrale siano i contenuti e le idee.
Nessun editore sa dire quale sarà il panorama tra dieci anni. Cosa sarà ancora in forma cartacea e cosa invece vivrà solo sul web. La sfida aspetta tutti. La giocheremo con passione e determinazione che sono ingredienti fondamentali per guardare avanti con ottimismo.
_________________
Una morbida nuvolotta.... di zucchero filato alla fragola e limone
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