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Charles Bukowski
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 MessaggioInviato: Lun Dic 15, 00:12:42  Charles Bukowski
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  nuvolotta

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Charles Bukowski

II 16 agosto del 1920 nasceva ad Andernach, presso Colonia. Due anni dopo Henry Bukowski Sr., di origine tedesca ma ex artigliere delle truppe americane, con la moglie Katherine Fett, si trasferiva a Los Angeles. I Bukowski istituirono un granitico bunker familiare, blindato contro ogni input proveniente dalla nuova comunità: gli sbiaditi ricordi d'infanzia di Charles sono i continui ammonimenti familiari a non avere contatti con i coetanei. A sei anni, è un bambino che ha già formato una propria linea di carattere: schivo e impaurito. Escluso dalle partite a baseball sotto casa, irriso per il suo tenue accento teutonico, manifesta difficoltà d'inserimento. Alla Junior High School non passa inosservato: i professori ricordano di lui lo sguardo sardonico e il ghigno diabolicamente critico. Alla Junior ricevette il primo plauso per il suo fuoco letterario. Si trattava di una semplice relazione sulla visita del presidente Hoover: Charles fece il miglior compito, molto al di sopra della media, ma la sorpresa del docente fu un'altra: "Rimase veramente sbalordito quando ammisi candidamente che non mi ci ero recato".
A tredici anni comincia a bere con una chiassosa banda di teppistelli. Un anno dopo scrive il suo primo racconto basandolo su un personaggio: per metà reale e per metà immaginario: il generale Von Richtofen, asso aereo della prima guerra mondiale. Non fu una carezzevole linfa creativa, ma la rabbia verso la vita; la molla che lo spinse al furore compositivo. L'adolescente Bukowski dovette fare i conti con una spaventosa forma di acne arginabile solo con l'uso di speciali aghi elettrici: "Il mio viso, il torace e la schiena erano copiosamente coperti di pustole grosse come chicchi d'uva. Ero il brutto del vicinato. Tutto questo mentre gli altri miei coetanei cominciavano a toccare le ragazzine...". Nel 1938 si diploma stancamente alla L.A. High School.
Assunto come magazziniere alla Sears & Roeblick, si licenziò dopo una settimana: "Come si spiegavano quelle vite da operaio senza alcun senso? Esseri che nell'application form non avevano avuto difficoltà a dichiararsi FELICI di lavorare un'intera vita alle dipendenze della Sears. I Capi? Senz'anima e di mediocre intelletto, implacabili con i subalterni. Leggendo Céline si consolidò il mio incondizionato rifiuto per ogni forma di lavoro regolamentato". Henry Sr. non la pensava cosi. Un pomeriggio di un giorno qualunque di quello stesso anno, Hank*, tornando verso casa molto ubriaco, vide i fogli delle sue poesie svolazzare per il prato, vide suo padre urlare mentre gli scagliava contro la macchina da scrivere, vide sua madre tendergli frettolosamente qualche dollaro.
Per soli $ 1.50 Hank esordi nell'Underworld: prese in affitto una camera sporca in una pensione-bordello di tagliagole filippini. Tirava avanti facendo piccole commissioni agli avventori del Glenview, il suo abituale bar, che lo ripagavano in bevute. Si picchiava nei vicoli, si svegliava sulle panchine del parco. L'attacco a Pearl Harbor coincise con l'inizio di un biennale vagabondaggio tra New Orleans,. San Francisco, St. Louis. A Philadelphia venne prelevato dall'Fbi e condotto nel carcere di Moyemensing. Accusato di draft-dodgin, renitenza alla leva, per non aver tempestivamente comunicato i suoi spostamenti, fu scarcerato quando le autorità militari accertarono che ciò era avvenuto non intenzionalmente. "Non fu certo un trauma, ero solo sorpreso di come la vita fosse facile lì dentro, quanto incomprensibile fuori." A Philadelphia fece l'amore per la prima volta, a 23 anni: "Con una donna che pesava piu di cento chili". Henry Sr., intanto, descriveva meticolosamente al vicinato le eroiche azioni del figlio al fronte con i Japs.
Nel 1944 pubblica il racconto 'Aftermath of a Lengthy Rejection Slip' su Story e incomincia un burrascoso rapporto decennale con Jane Baker. Viene assunto dal Postal Service. Una sera, ubriacatosi pesantemente con la sua compagna alcolizzata, è vittima di una abbondante emorragia dalla bocca e dal retto, Ricoverato in condizioni disperate, viene salvato grazie alle trasfusioni di sangue donatogli dal padre. Nel tentativo di allontanarsi dall'alcool comincia a recarsi all'ippodromo dove, al contrario, si ubriaca regolarmente. Nel 1959 gli vengono pubblicate otto poesie sulla rivista Harlequin: la direttrice Barbara Frye accetta la proposta di matrimonio di Hank per corrispondenza. Si separarono due anni dopo. L'editore John Webb, nel 1962, gli pubblica la prima raccolta di poesie, It Catches my Heart in its Hands (1963).
Le intenzioni suicide si fanno più frequenti quando Henry Sr. muore per infarto e Jane viene stroncata dall'alcool. Riesce tuttavia ad aumentare le sue collaborazioni con riviste letterarie underground come Epos e Outsider Magazine.
Nel settembre dei 1964 diviene padre di Marina, nata dall'unione con Frances Smith, una giovane poeta. Comincia l'importante collaborazione con il settimanale Off Open City: le sue velenose colonne verranno raccolte nel volume Notes of a Dirty Old Man che gli regalerà ampi consensi fra gli ambienti della protesta giovanile. La speranza di poter divenire uno scrittore full time gli diede il coraggio di licenziarsi dall'insopportabile ufficio postale all'età di 49 anni. Contemporaneamente si separa dall'irrequieta Linda King, la co-protagonista di Women.
Comincia il periodo dei readings poetici, vissuti come vero e proprio tormento: "I momenti prima di cominciare erano un incubo: dovevo sempre ubriacarmi pesante e vomitare". Alla fine di una lettura particolarmente sofferta, nel 1976, conobbe Linda Lee, l'unica tra le sue bizzose compagne che fu capace di mettere freno all'imprevedibilità autodistruttiva di Hank. "Linda era stata mandata dagli dei per salvarmi la vita. "
Gli cambiò regime alimentare, gli ridusse l'alcool, lo incoraggiò a non alzarsi mai prima di mezzogiorno ("il mio segreto per essere un grande scrittore"), lo invitò a recarsi assiduamente ad Hollywood Park per assistere alle corse. Gli stenti del vagabondo erano terminati: ai piu' era conosciuto come il bizzarro scrittore di General Tales of Ordinary Madness (1972). Furono proprio queste pagine che ispirarono a Marco Ferreri il film omonimo, nel 1981: "Mi recai al cinema con Linda: che impressione quando vidi il titolo. Poi una sensazione di essere in trappola: tutta quell'insopportabile gente che domandava autografi. Per fortuna uno capì e mi porse una bottiglia di whisky. In verità ero già parecchio ubriaco. II film? Linda mi ha detto che alla fine della proiezione urlai "Buttatelo al cesso". In piu' non mi pagarono neanche un dollaro... ". Riluttante verso altri tentativi, accettò nel 1987, dopo decine di rifiuti, la proposta cinematografica del regista Barbet Schroeder: Barfly ovvero la rappresentazione del giovane Hank-barbone. Il film ebbe come interpreti Mickey Rourke e Faye Dunaway, insieme ad un gruppo di vere 'mosche da bar', e per supervisore Francis Ford Coppola.
Gli ultimi anni sono vissuti in grande serenità ed agiatezza "Ora mi piace stare a bere vino buono e a carezzare i miei gatti. Ho comperato una Bmw nera, per veri duri. Posso stare a letto quanto voglio, starmene tranquillo: e' quello che ho sempre desiderato". Ma la prolifica vena compositiva non venne meno: con le condizioni fisiche che via via si aggravavano (si ammalò di tubercolosi nel maggio 1988) uscì con quattro pubblicazioni nel giro di tre anni. Poi la morte: "Ti ho dato tante di quelle occasioni che avresti dovuto portarmi via parecchio tempo fa. Vorrei essere sepolto vicino all'ippodromo… per sentire la volata sulla dirittura d'arrivo".
Il 9 marzo 1994, all'età di 73 anni, Charles Bukowski concludeva la sua esistenza in un ospedale di San Pedro (California), dov'era ricoverato per leucemia.
*All'anagrafe risulta come Henry Charles Bukowski, Jr. "Henry mi ha stancato perché i miei genitori mi chiamavano solo per fare qualche commissione o perché dovevano picchiarmi. Charles e O.K. solo sulla pagina scritta. È un gran pasticcio. Cosi dico alla gente di chiamarmi Hank. Il, bravo, vecchio Hank."

Splash

l'illusione è che tu semplicemente
stia leggendo questa poesia.
la realtà è che questa è
più di una poesia.
questo è il coltello di un accattone.
è un tulipano.
è un soldato che marcia
attraverso Madrid.
questo sei tu sul tuo
letto di morte.
questo è Li Po che ride
sottoterra.
no, non è una dannata poesia.
è un cavallo che dorme.
una farfalla dentro
il tuo cervello.
questo è il circo
del diavolo.
e non la stai leggendo
su una pagina.
è la pagina che legge
te.
la senti?
è come un cobra.
è un'aquila affamata
che sorvola la stanza.
questa non è una poesia.
la poesia è barbosa,
ti fa venire
sonno.
queste parole ti incitano
a una nuova
follia.
ti ha toccato la grazia,
sei stato spinto
dentro una
abbacinante regione di luce.
adesso l'elefante
sogna insieme
a te.
la volta dello spazio
curva e ride.
adesso puoi morire.
tu puoi morire adesso come
si doveva morire da uomini:
grande,
vittorioso,
con l'orecchio alla musica,
essendo tu la musica,
che romba,
romba,
romba.

Charles Bukowski

****************************************

Sii gentile

ci viene sempre chiesto
di comprendere l'altrui
punto di vista
non importa quanto sia
antiquato
stupido o
disgustoso.
uno dovrebbe
guardare
agli errori degli altri
e alle loro vite sprecate
con
gentilezza,
specialmente se si tratta di
anziani.
ma l'età è la somma
delle nostre azioni.
sono invecchiati
malamente
perché hanno
vissuto
senza mettere mai a fuoco,
hanno rifiutato di
vedere.
non è colpa loro?
di chi è la colpa?
mia?
a me si chiede di mascherare
il mio punto di vista
agli altri
per paura della loro
paura.
l'età non è un crimine
ma l'infamia
di un'esistenza
deliberatamente
sprecata
in mezzo a tante
esistenze
deliberatamente
sprecate
lo è.

Charles Bukowski

****************************************

Curriculum

(da: "La canzone dei Folli)
devi bruciare
da cima a fondo
e poi magari per un poco
da sinistra a destra
e devi farti strapazzare
le budella
da un teppista
e da dame
indemoniate,
devi correre
sul ciglio della follia
barcollando,
devi bere
un fiume d'alcol,
devi patire la fame
come un gatto randagio
in inverno,
devi vivere
con l'imbecillità
di almeno una dozzina
di città,
e allora forse
forse
forse
per un fugace
maledetto
momento
puoi capire
dove sei.

Charles Bukowski

****************************************

Brucia all’inferno

questa parte di me
che non si trova bene in nessun posto,
mentre le altre persone
trovano cose da fare nel tempo che hanno ;
posti dove andare e cose da dirsi.
Io sto bruciando all’inferno
da qualche parte del nord del Messico
e qui i fiori non crescono.
Non sono come gli altri.
Gli altri sono come gli altri.
Si assomigliano tutti:
si riuniscono, si ritrovano, si accalcano;
sono allegri e soddisfatti e io sto bruciando all’inferno.
Il mio cuore ha mille anni.
Non sono come gli altri
Morirei nei loro prati da picnic,
soffocato dalle loro bandiere,
indebolito dalle loro canzoni,
non amato dai loro soldati,
trafitto dal loro umorismo,
assassinato dalle loro preoccupazioni.
Non sono come gli altri.
Io sto bruciando all’inferno :
l’inferno di me stesso.

Charles Bukowski

****************************************

Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l’anima in fiamme.

Charles Bukowski

****************************************

Una sfida alle tenebre

colpito in un occhio
colpito nel cervello
colpito nel culo
colpito come un fiore nella danza
meravigliandomi per come la morte vinca senza fatica
meravigliandomi per come si presti fede a stupide forme di vita
meravigliandomi per come il riso venga soffocato
meravigliandomi per come il vizio sia così una costante
presto dovrò dichiarare la mia guerra alla loro guerra
devo aggrapparmi al mio ultimo pezzo di terra
devo proteggere il piccolo spazio che ho creato e che mi ha
permesso di vivere
la mia vita non la loro morte
la mia morte non la loro morte
questo posto, questo tempo, adesso
faccio voto al sole
che ancora una volta riderò di cuore
nel luogo a me perfetto
per sempre.
la loro morte non la mia vita.

Charles Bukowski

****************************************

Si si

quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra
quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo
ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.

Charles Bukowski

****************************************

Birra

non so quante bottiglie di birra
ho consumato aspettando che le cose
migliorassero
non so quanto vino e whisky
e birra
soprattutto birra
ho consumato dopo
aver rotto con le donne.
aspettando che il telefono squilli
aspettando il rumore dei passi,
e il telefono non suona mai
fino a molto tardi.
quando lo stomaco sta uscendo
dalla mia bocca
esse arrivano fresche come fiori primaverili:
"come cazzo ti sei ridotto?
ci vorranno tre giorni prima che potrai scoparmi!"
la donna è longeva
vive sette anni e mezzo più
dell'uomo, e beve poca birra
perché sa che fa male alla
linea.
mentre noi stiamo impazzendo
esse sono fuori
a ballare e ridere
con degli arrapati cowboys.
bene c'è birra
sacchetti e sacchetti di bottiglie di birra vuote
e quando ne prendi uno
le bottiglie cadono nel fondo bagnato
del sacchetto di carta
rotolano
sbattono
sputando cenere bagnata
e birra puzzolente,
oppure il sacchetto casca alle 4
del mattino
emettendo l'unico suono della tua vita.
birra
fiumi e mari di birra
birra birra birra
la radio suona canzoni d'amore
e i muri vanno
in su e giù
e la birra è tutto quello che c'è.

Charles Bukowski

****************************************

La lettura di poesia

Pieno pomeriggio
in un college vicino al mare
sobrio
col sudore che mi cola sulle braccia
una goccia di sudore sul tavolo
l'asciugo col dito
per i soldi per i soldi
mio dio penseranno che adoro tutto questo come gli altri
mentre è per il pane e la birra e l'affitto
per i soldi
sono teso faccio schifo mi sento male
poveracci che fiasco che disastro
Una donna si alza
esce
sbatte la porta
Una poesia sconcia
me l'avevano detto di non leggere poesie sconce
qui
troppo tardi.
i miei occhi non vedono alcune righe
le leggo
fino alla fine -
disperato tremante
che schifezza
non possono sentire la mia voce
e io dico
basta, è finita, sono
rovinato.
e più tardi in camera mia
trovo birra e scotch:
il sangue d'un codardo.
questo dunque
sarà il mio destino:
scribacchiare per quattro soldi in stanze semibuie
leggere poesie di cui da un pezzo mi sono
stancato.
e una volta credevo
che gli uomini che guidano l'autobus
o puliscono le latrine
o ammazzano altri uomini nei vicoli
fossero degli idioti.

Charles Bukowski

****************************************

Ora

Me ne sto qui seduto al 2° piano
ingobbito con un pigiama giallo addosso
fingendo ancora di essere
uno scrittore.
Una maledetta sfacciataggine
a 71 anni
con le cellule cerebrali divorate
dalla vita.
File di libri
dietro di me,
mi gratto i capelli
radi
e cerco
la parola giusta.
Per decenni
ho fatto infuriare
le donne,
i critici,
i leccaculo
dell' università.
Tutti loro presto avranno
l' opportunità
di festeggiare.
"terribilmente sopravvalutato..."
"volgare"
"un' aberrazione"
le mie mani affondano dentro
la tastiera
del mio
Macintosh,
è il solito vecchio
giochetto
che mi ha trascinato via
dalle strade
e dalle panchine nel parco
la stessa semplice
cosa
che ho appreso in quelle
stanze da quattro soldi,
e che non posso dimenticare
seduto qui
ingobbito al 2° piano
con un pigiama giallo
addosso
ancora a fingere di essere
uno scrittore
gli dei sono tristi
gli dei sono tristi
gli dei sono tristi.

Charles Bukowski

****************************************

Una poesia è una città

una poesia è una città piena di strade e tombini
piena di santi, eroi, mendicanti, pazzi,
piena di banalità e roba da bere,
piena di pioggia e di tuono e di periodi
di siccità, una poesia è una città in guerra,
una poesia è una città che chiede a una pendola perché,
una poesia è una città che brucia,
una poesia è una città sotto le cannonate
le sue sale da barbiere piene di cinici ubriaconi,
una poesia è una città dove Dio cavalca nudo
per le strade come Lady Godiva,
dove i cani latrano di notte, e fanno scappare
la bandiera; una poesia è una città di poeti,
per lo più similissimi tra loro
e invidiosi e pieni di rancore...
una poesia è questa città adesso,
cinquanta miglia dal nulla,
le 9.09 del mattino,
il gusto di liquore e delle sigarette,
né poliziotti né innamorati che passeggiano per le strade,
questa poesia, questa città, che serra le sue porte,
barricata, quasi vuota,
luttuosa senza lacrime, invecchiata senza pietà,
i monti di roccia dura,
l'oceano come una fiamma di lavanda,
una luna priva di grandezza,
una musichetta da finestre rotte...
una poesia è una città, una poesia è una nazione,
una poesia è il mondo...
e ora metto questo sotto vetro
perché lo veda il pazzo direttore,
e la notte è altrove
e signore grigiastre stanno in fila,
un cane segue l'altro fino all'estuario,
le trombe annunciano la forca
mentre piccoli uomini vaneggiano di cose
che non possono fare.

Charles Bukowski

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I furbi
(da: "La canzone dei Folli)
i furbi scendono la corrente come
pesci bianchi,
sulla cresta d'acque blu,
oltre le rapide,
i furbi
con le loro gole e sopracciglia da furbi,
i loro furbi peli nel naso,
entrambe le scarpe allacciate,
tutte le tragedie cancellate,
denti splendenti,
i furbi non si scompongono,
anche le loro furbe morti sono morti al quadrato,
furbi furbi furbi,
hanno case migliore,
auto migliori,
risate migliori.
Persino i loro incubi sono
sogni sgargianti,
questi furbi,
ti siedono di fronte,
con un sorriso pulito,
che li riempie, financo i capelli
sprizzano nitore.
Quanto ho vissuto
e quanti ne ho visti.
Sapete cos'è davvero la morte?
È uno di questi furbi
rottinculo
che ti stringe la mano
e ti abbraccia

Charles Bukowski

****************************************

Dalle braccia di un amore

Dalle braccia di un amore
nelle braccia di un altro
m'ha salvato dal morire sulla croce
una signora che fuma marijuana
e scrive canzoni e storie,
ed è molto più gentile dell' ultima,
molto molto più gentile,
e a letto è altrettanto brava o addirittura migliore.
non è piacevole essere messi in croce e lasciati là,
è molto più piacevole dimenticare un amore che
non funziona
come ogni amore
alla fine
non funziona...
è molto più piacevole far l'amore
davanti alla spiaggia di Del Mar
nella camera 42, e dopo
stare a letto, seduti,
e bere del buon vino, chiacchierare e toccarsi
fumare
ascoltare il rumore delle onde...
sono morto troppe volte
credendo e aspettando, aspettando
in una stanza
fissando il soffitto scalcinato
aspettando il telefono, una lettera, un colpo all'uscio, uno squillo...
impazzendo
mentre lei ballava con sconosciuti nei locali notturni...
dalle braccia di un amore
nelle braccia di un altro
non è piacevole morire sulla croce
è molto più piacevole sentire il tuo nome sussurrato
nel buio.

Charles Bukowski

****************************************

Peggio e meglio

negli ospedali e nelle galere
è il peggio
nei manicomi
è il peggio
negli attici
è il peggio
in strade di tuguri che si sfanno
è il peggio
alle letture poetiche
ai concerti rock
alle fiere di beneficenza per gli inabili
è il peggio
ai funerali
ai matrimoni
è il peggio
alle parate
nelle piste di pattinaggio
alle orgie
è il peggio
a mezzanotte
alle 3 del mattino
alle 5.45 del pomeriggio
è il peggio
la squadra di pompieri
che cade dal cielo
questo è il meglio
pensare all'India
guardare i chioschi di popcorn
osservare il toro che prende il matador
questo è il meglio
lampioni ingabbiati
un vecchio cane che gratta
noccioline in un sacchetto di celluloide
questo è il meglio
spruzzare gli scarafaggi
un paio di calze pulite
viscere naturali che battono il naturale talento
questo è il meglio
di fronte a squadre di pompieri
gettare molliche ai gabbiani
affettare i pomodori
questo è il meglio
tappeti bucati da sigarette
buchi nei marciapiedi
cameriere ancora sane
questo è il meglio
le mie mani morte
il mio cuore morto
il silenzio
adagio di rock
il mondo che s'infiamma
questo è il meglio
per me.

Charles Bukowski

****************************************

Primo amore

un tempo
quando avevo 16 anni
c'era solo qualche scrittore
a darmi speranza
e conforto.
a mio padre non piacevano
i libri e
a mia madre neppure
(perchè non piacevano al babbo)
specie i libri che prendevo io
in biblioteca:
D.H. Lawrence
Dostoevskij
Turgenev
Gorkij
A. Huxley
Sinclair Lewis
e altri.
avevo la mia camera da letto
ma alle 8 di sera
bisognava filare tutti a nanna:
"il mattino ha l'oro in bocca,"
diceva mio padre.
poi gridava:
"LUCI SPENTE!".
allora mettevo la lampada
sotto le coperte
e continuavo a leggere
sotto la luce calda e nascosta:
Ibsen
Shakespeare
Cechov
Jeffers
Thurber
Conrad Aiken
e altri.
mi offrivano una opportunità e qualche speranza
in un posto senza opportunità
speranza,
sentimento.
me la guadagnavo.
faceva caldo sotto le coperte.
qualche volta fumavano le lenzuola
allora spegnevo la lampada,
la tenevo fuori per
raffreddarla.
senza quei libri
non sono del tutto sicuro
di cosa sarei diventato:
delirante;
parricida;
idiota;
buonannulla.
quando mio padre gridava
"LUCI SPENTE!"
son sicuro che lo terrorizzava
la parola ben tornita
e immortalata
una volta per tutte
nelle pagine migliori
della nostra più bella
letteratura.
ed essa era lì
per me
vicina a me
sotto le coperte
più donna di una donna
più uomo di un uomo.
era tutta per me
e io
la presi.


Charles Bukowski

****************************************

Mangiato dalle farfalle

Forse vincerò alla lotteria irlandese
forse diventerò pazzo
forse
forse l'assicurazione contro la disoccupazione o
una ricca lesbica in cima a una collina
forse re-incarnazione in una rana…
o 70.000 dollari trovati a galla in un sacchetto di plastica
nella vasca da bagno
ho bisogno di aiuto
sono un uomo grasso mangiato da
alberi verdi farfalle e da te
gira gira
accendi la luce
i denti fanno male, i denti della mia anima fanno male
non posso dormire
prego per i tram morti
i topi bianchi
motori in fiamme
sangue su un camice verde in una sala operatoria a
San Francisco
e sono imprigionato
ahi ahi
folle: il mio corpo là pieno di nient'altro che
di me
me intrappolato a metà strada fra il suicidio e
la vecchiaia
che mi affanno nelle fabbriche accanto ai
ragazzi
tenendo il passo
bruciando il mio sangue come benzina e
facendo sogghignare
il caposquadra
le mie poesie sono soltanto scarabocchi
sul pavimento di una
gabbia.


Charles Bukowski

****************************************

Lancia il dado
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Altrimenti non cominciare mai.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe voler dire perdere fidanzate, mogli, parenti, impieghi
e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare non mangiare per tre o quattro giorni.
Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
Potrebbe significare prigione,derisione, scherno, isolamento.
L'isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza,
di quanto tu realmente voglia farlo.
E lo farai a dispetto dell'emarginazione e delle peggiori diseguaglianze.
E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Non esiste sensazione altrettanto bella.
Sarai solo con gli Dei.
E le notti arderanno tra le fiamme.
Fallo, fallo, fallo!
Fino in fondo, fino in fondo.
Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta.
E' l'unica battaglia giusta che esista.
Charles Bukowski

****************************************

Peggio e meglio

negli ospedali e nelle galere
è il peggio
nei manicomi
è il peggio
negli attici
è il peggio
in strade di tuguri che si sfanno
è il peggio
alle letture poetiche
ai concerti rock
alle fiere di beneficenza per gli inabili
è il peggio
ai funerali
ai matrimoni
è il peggio
alle parate
nelle piste di pattinaggio
alle orgie
è il peggio
a mezzanotte
alle 3 del mattino
alle 5.45 del pomeriggio
è il peggio
la squadra di pompieri
che cade dal cielo
questo è il meglio
pensare all'India
guardare i chioschi di popcorn
osservare il toro che prende il matador
questo è il meglio
lampioni ingabbiati
un vecchio cane che gratta
noccioline in un sacchetto di celluloide
questo è il meglio
spruzzare gli scarafaggi
un paio di calze pulite
viscere naturali che battono il naturale talento
questo è il meglio
di fronte a squadre di pompieri
gettare molliche ai gabbiani
affettare i pomodori
questo è il meglio
tappeti bucati da sigarette
buchi nei marciapiedi
cameriere ancora sane
questo è il meglio
le mie mani morte
il mio cuore morto
il silenzio
adagio di rock
il mondo che s'infiamma
questo è il meglio
per me.

Charles Bukowski

****************************************

Gli alieni

Puoi non crederci,
ma ci sono persone
che attraversano la vita
senza attriti o angosce.
Persone che vestono bene, mangiano bene, dormono bene.
Persone appagate della
loro vita familiare.
Persone che hanno i loro momenti di afflizione,
ma tutto sommato
non ne sono disturbate
e in genere stanno
benissimo.
E quando muoiono
si tratta di una morte pacifica, di solito nel sonno.
Puoi non crederci
ma persone del genere
esistono davvero.
Ma io non sono uno di
loro.
Oh no, io non sono uno di loro,
non ci sono neppure vicino
ad essere uno di loro,
ma loro sono

ed io sono
qua.

Charles Bukowski

****************************************

Sprecare la vita


Lamentele infime e triviali,
costantemente ripetute,
possono far ammattire un santo,
per tacere di un bravo ragazzo
qualunque ( me)
e il peggio è che chi
si lamenta
nemmeno si accorge di farlo
a meno che non glielo dici
e perfino se glielo dici
non ci crede.
e così non si conclude
niente
ed è solo un altro giorno
sprecato,
preso a calci,
mutilato
mentre il Buddha
siede nell´angolo
e sorride.

Charles Bukowski

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Tira i fili, la marionetta balla


ogni uomo deve capire
che tutto può sparire molto
in fretta:
il gatto, la donna, il lavoro,
la ruota davanti,
il letto, le pareti, la
stanza; tutte le nostre necessità
amore compreso,
poggiano su fondamenta di sabbia -
e ogni causa determinata,
per sconnessa che sia:
la morte di un ragazzo a Hong Kong
o una tormenta a Omaha...
può essere la tua rovina.
tutte le tue stoviglie che si spaccano
sul pavimento della cucina, la tua ragazza entra
e tu sei là, ubriaco,
in mezzo alla stanza e lei domanda:
mio dio, cosa succede?
e tu rispondi: non so,
non so...

Charles Bukowski

****************************************

Sii gentile


ci viene sempre chiesto
di comprendere l'altrui
punto di vista
non importa quanto sia
antiquato
stupido o
disgustoso.

uno dovrebbe
guardare
agli errori degli altri
e alle loro vite sprecate
con
gentilezza,
specialmente se si tratta di
anziani.

ma l'età è la somma
delle nostre azioni.
sono invecchiati
malamente
perché hanno
vissuto
senza mettere mai a fuoco,
hanno rifiutato di
vedere.

non è colpa loro?

di chi è la colpa?
mia?

a me si chiede di mascherare
il mio punto di vista
agli altri
per paura della loro
paura.

l'età non è un crimine

ma l'infamia
di un'esistenza
deliberatamente
sprecata

in mezzo a tante
esistenze
deliberatamente
sprecate

lo è.


Charles Bukowski

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Una morbida nuvolotta.... di zucchero filato alla fragola e limone
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