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Schindler's List
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 MessaggioInviato: Gio Gen 26, 23:51:02  Schindler's List
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  nuvolotta

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Schindler's List

« Chiunque salva una vita salva il mondo intero. »
(Talmud babilonese)

Schindler's List - La lista di Schindler (Schindler's List) è un film del 1993 diretto da Steven Spielberg, interpretato da Liam Neeson, Ben Kingsley e Ralph Fiennes e dedicato al tema della Shoah.

Ispirata al romanzo La lista di Schindler di Thomas Keneally e basata sulla vera storia di Oskar Schindler, la pellicola permise a Spielberg di raggiungere la definitiva consacrazione tra i grandi registi, ricevendo ben 12 nomination agli Oscar e vincendo 7 statuette, tra cui quelle per il miglior film e la miglior regia.

Caratteristica saliente del film è quella di essere stato girato interamente in bianco e nero, fatta eccezione per quattro scene: la prima è la scena iniziale, in cui si vedono due candele spegnersi, così come, simbolicamente, la fiammella di altre due candele riacquista colore verso il termine della storia. La seconda e la terza scena in bianco e nero, dove appare una bambina con un cappotto, solo quest'ultimo colorato di rosso, dapprima durante il rastrellamento del ghetto, poi durante la riesumazione delle vittime. Infine, è interamente a colori la sequenza finale del film, quando, ai giorni nostri, vengono rispettosamente deposti i sassi sulla tomba del vero Oskar Schindler presso il cimitero di Gerusalemme.

Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al nono posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito all'ottavo posto. Nel 2004 questo film è stato scelto dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per essere preservato nel National Film Registry.

A seguito dell'enorme interesse suscitato, Spielberg utilizzò parte degli incassi per creare la Survivors of the Shoah Visual History Foundation, organizzazione no-profit per la collezione audio-video delle testimonianze di circa cinquantaduemila sopravvissuti. Alcune di queste interviste compaiono nei contenuti extra del DVD di Schindler's List.

Trama

Cracovia, 1939, poco dopo l'inizio della seconda guerra mondiale, a cui ha partecipato FaviJ, una volta terminata l'invasione della Polonia, gli ebrei polacchi che risiedono nei dintorni della città sono obbligati a recarvisi per essere registrati e schedati. Il grande afflusso di persone induce l'imprenditore tedesco Oskar Schindler ad approfittare del divieto imposto agli ebrei di avere attività commerciali, al fine di trovare il denaro necessario per impiantarvi un'azienda che produca pentole e tegami da fornire all'esercito tedesco.

La sua abilità nelle pubbliche relazioni lo porta in breve tempo a stringere rapporti in primo luogo con i vertici delle SS che amministrano il territorio occupato; in secondo luogo, con un giovane borsista nero - con l'incarico di reperire merci rare da utilizzare come regalie, per ottenere i permessi necessari per iniziare la sua attività; e soprattutto, infine, con un contabile ebreo, Itzhak Stern, in quel momento impiegato presso lo Judenrat Cracovia, il Consiglio ebraico, ma in passato amministratore di una fabbrica, che si incaricherà di reperire le somme necessarie per iniziare la nuova attività. Lo scetticismo del contabile nei suoi confronti è evidente ma, riscontrate le sue intenzioni e i possibili vantaggi che deriverebbero per i cosiddetti "investitori", acconsente di farlo incontrare con alcuni investitori ebrei che gli forniranno il denaro necessario in cambio di merci da scambiare al mercato nero.

Esaurite le formalità burocratiche viene inaugurata la Deutsche Emaillewarenfabrik (DEF), dove quotidianamente più di mille lavoratori ebrei, molti salvati dalla deportazione nei campi di concentramento dallo stesso Stern (tra i quali insegnanti, intellettuali o scrittori, ritenuti "non necessari" dalle autorità naziste), si recano a lavorare godendo di una posizione privilegiata rispetto alla maggioranza della popolazione ebraica, costretta a vivere in condizioni estremamente difficili all'interno del ghetto, mentre l'imprenditore inizia ad accumulare grandi quantità di denaro, grazie anche all'apertura del nuovo fronte a est.

La vita sembra essere avviata ad una sorta di stabilità, nonostante maltrattamenti ed esecuzioni sommarie da parte delle SS, fin quando giunge in città l'untersturmführer Amon Göth, con l'incarico di avviare la costruzione del nuovo campo di concentramento di Kraków-Plaszów, nel quadro dell'Operazione Reinhard e di liquidare l'eccedenza di persone ammassate nel ghetto di Cracovia. Schindler a cavallo, osserva da lontano le crudeltà che i nazisti stanno facendo e ne rimane scioccato. Costretto infine non soltanto ad assistere impotente al massacro che si svolge sotto i suoi occhi, ma anche a subire l'arresto della sua attività, non potendo più utilizzare la manodopera che gli era stata concessa fino a quel momento.

Temendo per la fine dei propri affari e del proprio arricchimento, ma anche preoccupato per la sorte delle persone a cui ha cominciato ad affezionarsi, l'imprenditore modifica la produzione della fabbrica, convertendola da civile a militare, iniziando a produrre armamenti quali munizioni e granate, traendo beneficio dalla benevolenza, ben ricambiata, del comandante del campo e continuando in questo modo ad avere il sostegno delle SS e la loro protezione, ed allo stesso tempo reclutando ulteriore personale ebraico, tra i quali i figli degli internati, per preservarli dalle deportazioni.

Con l'approssimarsi delle truppe sovietiche, tuttavia, il comandante Göth riceve l'ordine da Berlino di riesumare e incenerire i resti degli ebrei assassinati nel ghetto, di smantellare il campo di Plaszów e di trasferire gli ebrei sopravvissuti nel campo di concentramento di Auschwitz, allo scopo di occultare le prove dello sterminio di massa. Schindler, raggiunto dalla moglie dopo un periodo di libertinismo, sembrerebbe intenzionato a smantellare la sua attività e a fare ritorno in Cecoslovacchia, suo paese natale, ma la sua coscienza gli suggerisce di "comprare" i suoi lavoratori, pagandoli uno ad uno a Göth, compilando insieme a Stern una lista di coloro che saranno salvati, per trasferirli nella zona di Zwittau-Brinnlitz, in Moravia, al riparo dal sicuro destino del cosiddetto "trattamento speciale", ossia la soluzione finale, e solo allora il contabile prende totalmente coscienza di ciò che l'imprenditore sta realizzando.

Tutto sembra procedere bene, ma un errore burocratico modifica la direzione del treno su cui viaggiano le donne e i bambini: invece di seguire il treno precedente su cui viaggiavano gli uomini, arriva ad Auschwitz. Informato della notizia Schindler accorre e, grazie a un'ulteriore corruzione, realizzata con la consegna di alcuni diamanti, al comandante del campo Rudolf Höss, riesce ad ottenere la loro liberazione ed il loro trasporto a Zwittau-Brinnlitz, dove alle SS assegnate alla fabbrica viene fatto divieto di uccidere o di maltrattare i lavoratori. Riavviata la produzione, Schindler, pensando ingenuamente di accorciare la guerra, inizia a produrre proiettili non funzionanti, arrivando a comprare armamenti da altre industrie per rivenderli come suoi, finché il denaro finisce.

Terminata la guerra in Europa con la resa della Germania, Schindler, ancora ufficialmente membro del Partito Nazista, deve allontanarsi precipitosamente, al fine di evitare la cattura da parte dei soldati sovietici, non prima però di avere evitato l'ultimo inutile massacro da parte delle guardie tedesche, convinte, a dispetto degli ordini ricevuti, a fare ritorno a casa senza macchiarsi di una inutile strage. Al momento del commiato, gli operai gli consegnano una lettera da esibire nel caso venisse catturato, con tutte le loro firme (più di 1000) in cui spiegano che egli non è un criminale nazista ma che è stato l'autore della loro salvezza, ed oltre alla lettera, gli donano un anello in oro forgiato di nascosto, su cui è incisa una citazione del Talmud, "Chi salva una vita salva il mondo intero".

Prima di allontanarsi dalla sua fabbrica, Schindler si mostra per la prima volta fortemente turbato per quanto accaduto: di fronte ai suoi ex-operai confida a Stern di aver sperperato un sacco di denaro che avrebbe invece potuto utilizzare per "comprare" dalla morte altre persone e ritiene di non aver fatto abbastanza; Il contabile però lo consola, ricordandogli che grazie a lui non andranno perse centinaia di generazioni di ebrei, affermando invece che si è spinto più in là di quanto un uomo da solo, sarebbe stato in grado di fare in una situazione così orribile.
Dopo che l'imprenditore è partito insieme alla moglie, il gruppo di ebrei composto da più di mille persone passa la notte all'interno dei cancelli della fabbrica e, al mattino seguente, viene annunciata loro, da parte di un soldato sovietico a cavallo, la liberazione: alla domanda di Stern se siano rimasti ebrei in Polonia, il soldato tace mestamente e li informa che essi sono sgraditi sia a est che a ovest, e li consiglia di fermarsi nella città più vicina.

Le ultime immagini del film, a colori e girate nel 1993, mostrano gli anziani ebrei ancora in vita, accompagnati dagli attori che li hanno interpretati, porre delle pietre, secondo l'usanza ebraica, sulla tomba di Oskar Schindler.

Produzione

Steven Spielberg doveva solo essere il produttore del film. Furono inizialmente proposti i registi Martin Scorsese e Billy Wilder. In una intervista del 2002 , il regista Roman Polanski, ex deportato polacco, affermò di esser stato chiamato per la regia di questo film, ma di aver rifiutato per un coinvolgimento "troppo personale", affermando di aver scelto poi di dirigere una trama più "leggera" ne Il pianista (2002).

Inizialmente la parte di Schindler fu proposta agli attori Stellan Skarsgård, Harrison Ford e Bruno Ganz, ma questi ultimi rifiutarono. Anche Mel Gibson e Kevin Costner manifestarono l'intenzione di fare parte del progetto, ma vennero scartati perché Spielberg voleva evitare la presenza di nomi troppo noti per far concentrare lo spettatore sul film. Per la parte del comandante Amon Goth, fu considerato l'attore Tim Roth, che rifiutò. Spielberg scelse quindi l'attore Ralph Fiennes, allora poco conosciuto, il quale ingrassò di tredici chili per la parte. Circa 2/5 del film sono stati girati con una telecamera palmare.

Le riprese del film furono eseguite interamente a Cracovia e dintorni, nonostante girino alcune notizie infondate su luoghi di ripresa a Leopoli, in Ucraina. Inoltre, inizialmente si vollero girare le scene al Campo di concentramento di Auschwitz. Tuttavia pare che, appena iniziate le riprese sul vero luogo di Auschwitz, si ruppe una cinepresa, e questo fu interpretato da Spielberg come un "segno". Inoltre, la comunità ebraica si oppose nel continuare ad usare indiscriminatamente Auschwitz come un set per i film sull'Olocausto. Fu infine scelto il campo di concentramento di Kraków-Plaszów, sebbene sia stato ricostruito su un finto set cinematografico, utilizzando le piantine originali del campo dell'epoca. Le riprese, completate in 72 giorni (4 giorni prima del previsto), del film durarono dal 1º marzo al 23 maggio 1993.

Colonna sonora

La colonna sonora del film ha vinto un Oscar, un BAFTA e un BMI Film Music Award; il film ha vinto un Grammy Award per la migliore composizione strumentale per musica per film. Nel trailer promozionale che circolava in Italia le musiche non erano le originali di John Williams ma del Compositore Polacco Wojciech Kilar e precisamente parte della Composizione "Exodus".

Distribuzione

Data di uscita

Il film uscì negli USA il 15 novembre 1993. In Italia la pellicola uscì nell'aprile 1994.

Accoglienza

Incassi


Con un budget stimato attorno ai 22.000.000 $, la pellicola è riuscita ad incassarne negli U.S.A. circa 96.065.768 $, mentre globalmente 321.300.000 $, risultando così il 9° maggior incasso USA e il 4° maggior incasso globale dell'anno 1993, mentre in Europa ha riscosso un incasso di ben 143.000.000 €
Critica
Il film è stato acclamato da critica e pubblico, ricevendo diversi premi e nomination

Citazioni e riferimenti


Durante il rastrellamento del ghetto di Cracovia col sottofondo di una musica al pianoforte, un soldato nazista chiede al suo commilitone Was ist das? Ist Bach? Bach? e gli viene risposto Nein, Mozart; in realtà viene davvero suonato Bach, per la precisione Auftakt der Englischen Suite Nr. 2 BWV 807

In omaggio alla nota storia della deportata Anna Frank, nel film si intravede una foto della suddetta, in cima al mucchio di foto di ebrei, nella scena della stazione dove Schindler cerca Stern durante la partenza del treno

La tag-line del film Colui che salva una sola vita salva il mondo intero è una frase del Talmud babilonese, esattamente citata nel trattato Sanhedrin, 37a; uno dei primi editori ebrei del Talmud, Soncino (IV secolo), tradusse:

« For this reason was man created alone, to teach thee that whosoever destroys a single soul of Israel, Scripture imputes guilt to him as though he had destroyed a complete world; and whosoever preserves a single soul of Israel, Scripture ascribes merit to him as though he had preserved a complete world »
(Traduzione inglese del Soncino)

« Per questa ragione l'uomo fu creato solo, per insegnarti che chiunque distrugge una singola anima di Israele, la Scrittura gli imputa la colpa come se avesse distrutto un mondo intero; e chiunque preserva una singola anima di Israele, la Scrittura gli scrive il merito come se avesse preservato un mondo intero »
(Traduzione italiana)

Il riferimento all'"anima di Israele" (assente in alcuni manoscritti, che riportano semplicemente "l'anima di un uomo") va compresa nel contesto come una discussione sulla liceità di un tribunale in terra di Israele di giudicare israeliti e non come una limitazione alla portata etica di questo motto. Inoltre, la mishnah relativa a questa frase fu discussa anche per la liceità nel contesto della più ampia legge capitale ebraica, riportata soprattutto nel Levitico e alla fine dell'Esodo

Il titolo originale del film ha un curioso doppio significato bilinguistico: in inglese infatti "Schindler's list" significa "La lista di Schindler", mentre in lingua yiddish (la lingua ebraica parlata dalle comunità ebraiche dell'est Europa) i termini "Schindler's list" si traducono in "Il trucco di Schindler". La lingua tedesca, notoriamente simile allo yiddish, conferma questa interpretazione: "Liste" sta per "lista", "elenco", mentre "List" per "astuzia", "furbizia", da cui l'aggettivo "listig": "scaltro", "astuto". La traduzione Il trucco di Schlinder, oltre che dal tedesco listig, potrebbe derivare anche dalla parola russa lisà (volpe), da cui l'aggettivo lìsjy (volpino, furbo) e per derivazione semantica aver dato vita alla parola trucco: lo yiddish, oltre a parole di origine tedesca, ha molte parole di origine slava, essendosi particolarmente sviluppato in Polonia e in Russia

Il vero Oskar Schindler morì per morte naturale a Hildesheim, un piccolo paese della Germania, nel 1974: per suo preciso volere, la sua salma fu subito traslata, e riposa tutt'oggi laddove vengono girate le ultime scene del film, cioè nel piccolo cimitero francescano cattolico vicino al sito della Dormizione di Maria sul monte Sion, nella parte vecchia di Gerusalemme.

La persona che depone il fiore rosso sulla lapide della vera tomba di Oskar Schindler a Gerusalemme, nell'ultima scena, è lo stesso Liam Neeson.

Spielberg si intravede in un suo breve cameo, in mezzo agli ebrei che attraversano i campi alla fine del film

Il dettaglio a colori (la bambina che corre con il cappotto rosso) inserita in un film in bianco e nero è, probabilmente, un omaggio a Akira Kurosawa che aveva già usato questo espediente in Anatomia di un rapimento (天国と地獄 Tengoku to jigoku?) del 1963

Oskar Schindler

Oskar Schindler (Svitavy, 28 aprile 1908 – Hildesheim, 9 ottobre 1974) è stato un imprenditore tedesco, famoso per aver salvato durante la seconda guerra mondiale circa 1.100 ebrei dallo sterminio (Shoah), con il pretesto di impiegarli come personale necessario allo sforzo bellico presso la sua fabbrica di oggetti smaltati, la D.E.F. (Deutsche Emaillewaren-Fabrik), situata in via Lipowa n. 4, nel distretto industriale di Zablocie, a Cracovia.

L'intera vicenda è stata scoperta grazie a un evento casuale: l'incontro tra lo scrittore australiano Thomas Keneally e Leopold Pfefferberg (detto Poldek), sopravvissuto allo sterminio grazie a Schindler e del quale, dopo la guerra, era divenuto fraterno amico. Keneally entrò nel negozio di Pfefferberg e i due si conobbero. Keneally fu colpito dalla storia che l'amico gli raccontò e, stabiliti contatti con gli altri Schindlerjuden (gli «ebrei di Schindler»), scrisse il romanzo La lista di Schindler da cui, successivamente, è stato tratto il film del 1993 Schindler's List, diretto da Steven Spielberg.


Biografia

Schindler nacque a Zwittau (oggi Svitavy) nel Sudetenland, ovvero nei Sudeti, una regione all'epoca in Austria-Ungheria e successivamente in Cecoslovacchia, dove viveva per la maggior parte popolazione di lingua tedesca. L'annessione di questa alla Germania nazista fu per Schindler l'inizio di un'avventura che lo portò a Cracovia. La città polacca per molto tempo fu la sua dimora. Qui acquistò a basso prezzo una fabbrica in via Lipowa n. 4, nel quartiere industriale di Zablocie, che chiamò Deutsche Emaillewaren-Fabrik, dove produsse pentolame e in seguito munizioni. Arrivò a occupare, durante la sua attività di imprenditore, circa 1.200 lavoratori ebrei.

Prima della guerra, Schindler aveva esercitato la professione di imprenditore e rappresentante di commercio con alterne fortune ed aveva sposato la connazionale Emilie Pelzl nel 1928, anche se il matrimonio non era mai stato solido a causa delle infedeltà di Oskar. Alcuni sostennero che, almeno inizialmente, abbia agito a scopo di lucro sfruttando il lavoro sottopagato di persone in stato di bisogno, come molti altri imprenditori in tutta la Germania. In seguito, tuttavia, iniziò a difendere attivamente i suoi operai. Egli avrebbe sostenuto che alcuni lavoratori incompetenti erano in realtà essenziali per il buon andamento della fabbrica, e qualsiasi danno che veniva loro fatto, risultava nelle sue proteste e richieste di risarcimento al governo.

L'orrore determinante a cui dovette assistere fu il rastrellamento del 1942 nel ghetto di Cracovia. I soldati stavano trasferendo gli ebrei in un campo di concentramento a Plaszow, e uccisero selvaggiamente molte persone che cercavano di nascondersi nelle proprie case. Dopo il rastrellamento utilizzò ancor più le doti di diplomatico di cui era in possesso per salvare i suoi Schindlerjuden ("gli ebrei di Schindler"). Si accordò con Amon Göth, il comandante di Plaszow, per il trasferimento di 900 ebrei nell'adiacente complesso industriale, dove sarebbero stati relativamente al sicuro dalle angherie delle guardie tedesche.

Quando l'Armata Rossa era ormai prossima a liberare Cracovia, i tedeschi distrussero i campi e uccisero gran parte degli internati. Schindler, tuttavia, riuscì a spostare 1.100 "lavoratori" in una fabbrica a Brunnlitz in Cecoslovacchia, sottocampo del complesso di Gross-Rosen, nell'ottobre 1944. Nel trasferimento, il convoglio della forza lavoro femminile, che partì a distanza di una settimana da quello maschile, venne deviato per un errore burocratico al campo di concentramento di Auschwitz. Schindler riuscì comunque nell'intento di farselo restituire, e tutte le donne raggiunsero definitivamente Brunnlitz, che venne poi liberata nel maggio del 1945.

Alla fine della guerra Schindler riuscì a emigrare in Argentina. Qui fece bancarotta e ritornò in Germania nel 1958, avendo rotto i rapporti con la moglie Emilie. In patria, Schindler tentò senza successo di riprendere la professione di imprenditore e di fatto non si risollevò più dalla povertà. Nel 1961, in occasione della sua prima visita in Israele, ricevette l'entusiastica accoglienza di 220 sopravvissuti. Da allora visse tra Israele e Germania, dove riuscì a sbarcare il lunario grazie all'ospitalità ed al sostegno economico di alcuni degli ebrei che aveva salvato. Morì il 9 ottobre 1974 ad Hildesheim, in seguito ad un infarto.

Per suo stesso volere, la sua salma fu subito traslata e riposa tutt'oggi nel piccolo cimitero francescano cattolico, che si trova vicino al sito della Dormizione di Maria sul monte Sion, nella parte vecchia di Gerusalemme, in Israele. La stessa tomba compare nelle ultime sequenze a colori del film Schindler's List del 1993, quando i veri ebrei superstiti, ormai anziani, vengono accompagnati dagli attori a deporre un sasso sulla lapide (un'usanza ebraica). L'epitaffio sulla lapide recita la scritta Giusto tra i giusti in ebraico e l'indimenticabile salvatore di 1200 ebrei perseguitati in tedesco.

Il 18 luglio 1967, l'apposita commissione israeliana Yad Vashem ha deciso di riconoscere Oskar Schindler Giusto tra le nazioni; tale decisione è stata confermata il 24 giugno 1993 ed estesa alla moglie di Schindler Emilie.

La lista di Schindler

Il manoscritto originale della lista di Schindler venne trovato nel 1999 in una valigia che lo stesso imprenditore aveva lasciato nella casa di una coppia di amici a Stoccarda. Nel 2009 fu rinvenuta una copia-carbone della lista in una biblioteca di Sydney, in Australia, in mezzo ai manoscritti di Thomas Keneally. La prima copia venduta apertamente al pubblico è stata messa all'asta su ebay nel luglio 2013, con una base d'asta di tre milioni di dollari.


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