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Alice Sturiale
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 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:41:18  Alice Sturiale
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Per il libro di Alice

Questo libro è nato perché doveva nascere. (Alice lo sa, lei così forte, così dolce, così trascinatrice). È nato come nascono i fiori, nascono i bambini, nascono le nuvole: perché devono nascere. È nato per il bene di molti; per addolcire gli amari e rafforzare i fragili, per rendere più leggeri i vecchi e più bambini i bambini: per renderci tutti insieme un po’ più pazienti e sapienti.
Alice dice che non si deve vergognarsi di nulla. Noi guardiamoci dal vergognarci di ridere, di piangere, di vivere, di scrivere.
Le parole di Alice sono una strada bella, sono un bagno di mare, sono “piccoli prìncipi”, sono risa e bijoux. Non stanchiamoci di leggerle, di camminarle, di bagnarvisi, di stare dentro la loro verità, dentro le loro nuvole.
È contagiosa la meraviglia di Alice. È meravigliosa.
Stiamo tutti insieme dentro il suo libro. Potremo essere più felici al mondo. Sopportarlo meglio. Renderlo più felice.
È quello che crede Alice, con il suo animo fiero, con la sua parola piena di grazia. Crediamolo con lei.

Mariella1


1Mariella Bettarini ha curato questo libro, con grande amore, insieme ai genitori di Alice, Marta Bigozzi e Leonardo Sturiale.
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:41:18 Adv
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 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:41:36  
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Un Natale diverso
Sono tre giorni
che rufolo nel mio cuore
sto cercando...
cerco il mio Natale di sempre,
il Natale felice
ed emozionante,
il Natale
della soddisfazione,
il Natale
che cerco e non trovo...
dove lo avrò messo?
L'ho infilato
in una busta
che quest'anno
non si apre
perché mancan
le forbici, manca
il mio spirito pronto
e ho voglia di urlare:
"Aspettate!
non è il momento,
non sono preparata!
Datemi ancora
un po' di tempo
perché non voglio
vedere la festa
che scappa veloce
sotto i miei occhi.
Datemi tempo,
basta una notte, questa notte..."
Alice Sturiale, 24 dicembre 1995, seconda media
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:41:58  
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L'Alba
Ecco, arriva,
rosea, leggera, tranquilla,
col suo lungo mantello
carezza il cielo
e con un soffio sottile
spegne le stelle.
Ed ora apre un sorriso,
il sole la vede
e comincia a spuntare:
sorride, sorride, sorride
e se ne va.
Alice Sturiale, 3 settembre 1995 a 11 anni
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:42:45  
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Cielo

Dentro di te
abita il vento.
Dentro di te
abitano i sogni.
E tu sei così grande
che anche le nuvole
si perdono
e gli uomini
non vi possono nemmeno entrare.
Alice Sturiale, luglio 1995 a 11 anni
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:43:02  
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Pozzanghera
E' là nel mezzo di strada
sola soletta,
rassegnata e felice
immobile e calma...
raccoglie gli ultimi raggi di sole
e con quelli gioca,
si diverte a comporre
l'arcobaleno
e lo mostra
ai passanti distratti.
C'è la mia immagine
in quella pozzanghera
l'ha fatta per me
e mi sorride,
poi
una goccia di pioggia scivola
dall'alto e
il mio volto
si rompe
in centomila tremuli d'acqua.
l'ultima poesia di Alice Sturiale, gennaio 1996
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:44:46  
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Alice Sturiale e' nata a Firenze il 18 novembre 1983 da genitori originari di Savoca della frazione Contura d'Agrò. E' morta improvvisamente la mattina del 20 febbraio 1996, a scuola, mentre rideva per la battuta di un compagno. Ha chiesto loro aiuto, agli amici, ma l'attimo dopo era gia' ''misteriosamente fuggita in Paradiso, dal suo posto di lavoro, come un eroe in battaglia'', come scrisse una suora di clausura. Alice è balzata agli onori delle cronache letterarie per aver scritto, in tenera età, l’opera intitolata “Il libro di Alice”, considerata un best seller (basti pensare che sono state vendute oltre 450 mila copie con 18 edizioni in Italia e 7 all’estero). Una vita piena, che abbiamo potuto conoscere perché il suo papà, Leonardo, e la sua mamma, Marta, ne hanno pubblicato le poesie, i temi di scuola, gli appunti del diario, come ricordo per i tanti amici. Nel giro di pochi mesi, “Il libro di Alice. Sono felice” è stato pubblicato in tutto il mondo.
Una malattia congenita le impediva di camminare ma non di vivere con intensità e gioia i suoi affetti, il gioco, la scuola, gli scout, la musica, le cose normali che condivideva con i suoi tantissimi amici.Ci ha insegnato che esiste la speranza.

Così si descrive in quarta elementare: “Io sono soddisfatta di quello che sono. Mi chiamo Alice, i miei mi chiamano 'serpe', ma io non mi offendo perché sono abbastanza contenta del mio carattere dispettoso.”

“Ho una statura media, le gambe lunghe, non sono tanto grassa, ma neanche magra. Ho gli occhi verdi, espressivi, grandi; il mio viso è leggermente spruzzato da lentiggini; la bocca piccola e due dentoni sporgenti da Zanna Bianca... Ho molti pregi, però ammetto di avere anche molti difetti, come il carattere permaloso. Fra i pregi, invece, c'è che sono estroversa, mi inserisco bene tra gli amici e mi piace la compagnia di tutti... Ho una passione per lo sport anche se non è possibile realizzarli tutti perché ho qualche problema motorio per cui non posso camminare, comunque scio e di questo sono molto contenta.

L'Associazione Alice, fondata nel suo nome, promuove iniziative a favore di bambini e giovani in difficolta' psicofisiche. Si trova a Firenze in via Alfieri 22, tel e fax 055.24.17.63.

Il consiglio comunale di Savoca,lo scorso 21 dicembre,ha approvato la realizzazione, ad opera del maestro Nino Ucchino,di un monumento denominato ‘’Spazio Alice’’, che verrà collocato nello spazio antistante la biblioteca di Savoca centro e sarà dedicato alla memoria di Alice Sturiale. La scultura realizzata da Ucchino sarà in acciaio e ceramica formante un pannello in rilievo.
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:45:01  
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LA PRIMAVERA

La primavera era dentro di me, godevo del primo tepore della stagione; la mia anima e la mia mente erano libere, avvolte nella felicita', ero serena, non pensavo a niente pero' sentivo il cuore pieno, grande, padrone dell'universo intero.
Mi sentivo calda, sorridevo e cantavo guardando il cielo terso e io ero un uccello che volava nell'immensita', guardavo l'acqua che sgorgava dalla fontana e mi sentivo limpida, pura e fresca come lei, guardavo i fiori del prato e io sbocciavo con loro. All'improvviso chiusi gli occhi e mi sentii grande.
La mamma mi chiamo': ed era tutto tristemente finito.
30 marzo 1993, IV elementare
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:45:19  
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RICORDI (4 novembre 1995 - 2^ media)


Ricordo
Quando andavo all'asilo;
ricordo
quando portavo il grembiulino a quadretti rosa;
ricordo
quando stavamo seduti in cerchio
sul grande tappeto rosso,
quando si cantavano
ritornelli stonati.
Ricordo, ricordo, ricordo…
Ma perché dico così?
Perché mi accorgo
Che il pennarello giallo
Con cui tante volte ho disegnato
Grandi soli con i raggi storti
Su fogli sporchi e stracciati
Adesso lo sto usando
Per sottolineare
Un libro di storia dell'arte.
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:46:03  
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Handicap ( 24 dicembre 1995) 2° media


Forse senza quattro ruote

è più facile.
E' più facile divertirsi.
E' più facile muoversi

E' più facile

E' anche più facile
conquistare i ragazzi.

Ma io credo

che le quattro ruote

servano a conoscere

tutta quanta

la vita

e saperla affrontare

e vincere.
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:47:07  
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atale (23 dicembre 1995, II media)


"Buon Natale,

buon Natale..."

Gridò forte il mio cuore.

E in quell'istante

cambiò l'atmosfera:

centomila luci si accesero

in un unico bagliore,

al ritmo frenetico

di milioni di passi agitati,

i pensieri si affollavano nelle menti di ognuno

con rapidità

con chiarezza,

e la gente eccitata

si scambiava

pacchetti e sorrisi

e ognuno gridava

qualcosa di bello

ad un altro

e i cuori battevano veloci.

Ecco

all'improvviso

si era accesa

la scintilla che aveva fatto scoppiare

la gioia, l'emozione,

il desiderio,

il desiderio di cambiare,

di riniziare da capo,

di volersi bene,

il desiderio

di quel momento

tanto atteso

che era arrivato...

e c'era qualcuno

che nella confusione

si ricordava

di un bambino

nato in una capanna

alla luce

di una stella cometa.
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:47:31  
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E IL MARE CANTAVA




E il vento

Raccontava le storie,

la sabbia mi apriva

un soffice letto…

E allora sapevo di sognare!

Le stelle mi illuminavano,

la luna mi proteggeva,

il cielo

mi liberava lo spirito…

…E allora sapevo di sognare.

Ma quando Dio mi disse

“Io ti ho creato!”

e il mare era mare

e le stelle erano stelle

e tutto era vero…

… Allora io sapevo di vivere!
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:49:57  
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Il libro di Alice

Titolo: Il libro di Alice

Autore: Alice Sturiale, la piccola autrice, è morta all’età di 12 anni. Affetta da una malattia congenita che la costringeva sulla sedia a rotelle, attraverso la scrittura ha saputo esprimere la sua gioia di vivere.

Casa editrice: BUR

Anno: 2000

Trama: Alice lascia il segno della sua breve e intensa storia attraverso le pagine dei diari, gli appunti e le poesie scritte di suo pugno. Una vita gioiosa nonostante le “quattro ruote”, vissuta in tutta la sua intensità e ricchezza. Le amicizie a scuola, le avventure con gli scout, i viaggi con mamma e papà, le letture, il saggio di pianoforte sono le grandi, a volte immense, sfide di ogni giorno, che Alice affronta con determinazione e il sorriso sul viso, ripetendo di frequente: “Sono felice”.

Consigliato: A tutti, dai più piccoli ai più grandi, anche ai lettori esperti.

A chi crede di non poter essere felice.

A chi vuole imparare a confrontarsi con i suoi limiti e provare a spostarli un po’.

Il nostro parere:

È un libro di una bellezza e di una tenerezza davvero singolari, capace di sfiorare le più delicate corde dei sentimenti e di commuovere senza scadere mai in una facile retorica strappalacrime. In queste semplici pagine si racchiude la testimonianza di come le meraviglie della vita possano non essere immediatamente visibili.

Quella di Alice è la storia di una sofferenza capace di generare intorno a sé amore e voglia di vivere.
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:53:14  
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La scrittrice Alice Sturiale è nata a Firenze il 18 novembre del 1983. Ha frequentato la scuola materna, la scuola elementare, la scuola media e perfino gli scout. La povera Alice era affetta da una malattia gravissima di nome atrofia muscolare che le impediva lo sviluppo di tutti i muscoli del corpo. (Camilla) Ha vissuto solo 12 anni e poi è morta, il 20 febbraio 1996, a causa della sua malattia, ridendo di cuore, seduta al suo banco. (Lorenzo)
I suoi genitori e alcuni amici hanno raccolto le sue poesie, le sue composizioni e pagine del suo diario in un libro. Attraverso le sue pagine si ripercorre \la vita quotidiana di Alice, i suoi sentimenti, il suo mondo, i suoi affetti. (M.Flora)

La più forte della scuola
Alice aveva un carattere molto forte perché nonostante la grave malattia era felice e viveva bene ed aveva molti amici a scuola ed anche fuori dalla scuola. (Alessio). I problemi li prendeva con leggerezza e riusciva a farli scordare agli amici e compagni che, vicino a lei, capivano di non avere problemi tanto grossi. Inoltre era amica di tutti: per lei non faceva differenza giocare con i maschi o con le femmine (Cristina).
Aveva buonissimi rapporti con gli amici perché si sentivano attratti da lei. (Matteo B.) Non si arrendeva mai; voleva andare avanti a tutti i costi e non voleva trascurare la vita solo perché sapeva di avere un handicap. (Costanza) Aveva uno spirito d’animo eccezionale: insomma, era la bambina più “forte” della scuola. (Manuel).

Parole diverse
Alice era anche una grande scrittrice, scriveva poesie, temi e raccontava momenti della sua vita però con parole diverse da quelle che userebbe un bambino qualunque. (Matteo C.) In una poesia bellissima (Per la Francy), Alice ci insegna che le nostre giornate sono come le onde del mare che passano. (Matteo D.) I suoi dodici anni di vita sono stati molto duri ma quando era triste si metteva a scrivere poesie come nessun ragazzo della sua età aveva mai scritto. (Silvia)

L’handicap e le barriere architettoniche.
La sua malattia, l’atrofia muscolare, la farà ragionare su molte cose della vita e soprattutto sulle barriere architettoniche. (Matteo P.) Alice ha scritto una poesia sull’ handicap in cui dice che con le 4 ruote è più difficile vivere e conquistare un ragazzo, ma è più facire capire la vita. (Matteo B.) Nonostante il suo coraggio, Alice ha avuto anche momenti di crisi, in cui ha dovuto affrontare scalini o marciapiedi stretti senza scivoli, ma è riuscita a conservare sempre il suo spirito; infatti in quinta elementare è andata a Bologna per il “Primo congresso nazionale dei bambini” per presentare una relazione suille barriere architettoniche. (M.Flora)

Un grande messaggio
Per lei la cosa più importante non era camminare ma era vivere. (Manuel) Mi ha fatto capire che si può essere felici per quello che siamo. (Matteo Br.) Con le sue parole, Alice dà un grande coraggio e vorrei tanto che questo libro fosse letto da tutti i ragazzi delle scuole, perché capissero il grande dono della vita…, si potrebbero fare dei volantini al computer, scrivendo una delle poesie di Alice, farne delle copie e metterle nelle cassette della posta a tutte le famiglie. (M:Flora) Alice mi ha fatto capire che devo pensare un po’ di più ai malati. (Matteo P.)
Si potrebbe proporre al Ministro dell’istruzione di dedicare ad Alice una giornata in cui si potrebbero leggere le sue poesiein tutte le scuole (Cristina).

“Il libro di Alice” esce nel 1996. Il pubblico italiano, quello dei lettori comuni come quello degli esperti, lo riconosce subito come un “piccolo capolavoro”. Recensioni lusinghiere e critiche autorevoli si susseguono sulla stampa nazionale. Dopo pochi anni una grande casa editrice ne cura la ristampa e la diffusione. Il libro vende, in pochi anni, centinaia di migliaia di copie; taluni brani vengono inseriti in testi scolastici; l’opera viene tradotta in numerose lingue.
Dove sta il segreto di tanto successo?
Possiamo fare un’ipotesi. Alice parla della vita nelle sue manifestazioni più vicine a tuti noi (la natura, il tempo, i ricordi, gli affetti, …) con una immediatezza inconsueta. Parla con la raffinata semplicità di chi sa essere piccolo e adulto insieme, arrivando a toccare tasti del nostro ricordo che altri autori non raggiungono e facendoci riscoprire un’infanzia piena di impressoni e considerazioni che, non lo ricordavamo, invece sì, esisteva proprio così dentro di noi. Fra tante immagini vogliamo ricordare con quanta efficacia Alice ti restituisca quelle lontane impressioni degli autunni scolastici, con l’osservazione della pioggia dai vetri della classe e il senso piacevole del ritorno, della riflessione, della nuova partenza che trasmetteva ad ognuno l’inizio dell’anno scolastico. E lo fa, essendo una bambina, completamente immune da obsolete oleografie. Attinge ai repertori letterari che la sua rapida esperienza di vita le ha fatto conoscere, ma li atrtraversa con uno stile proprio e, cosa che sorprende di più, data l’età, con una equilibrata misura. La Alice “riflessiva” che emerge in molte poesie e prose, ha poi il dono di presentare fatti, circostanze, problemi (dolore, guerra, malattia), parlandone senza veli, presentandoli nella loro profonda natura consegnandoli al lettore con il linguaggio dell’evidenza sapientemente filtrato da una costante vena di speranza e di ottimismo che non è mai segnata da forzature. La sua visione del mondo “da seduta”, le conferisce una autorevolezza che si fa sentire in ogni pagina, qualunque sia l’argomento.

Due tracce di lavoro, un entusiasmante finale.
“Si dice che i bambini non hanno pensieri, vivono sempre felici e si possono godere la vita finchè non diventano grandi, allora saranno tormentati dalle preoccupazioni. Ma per mia esperienza so che questo non è assolutamente vero…”(pag.117).
Con queste parole Alice ci mette in guardia sulla presunta “spensieratezza” dei preadolescenti: ci serviamo dunque delle sue riflessioni come di un ottimo strumento per stimolare e poi approfondire la riflessione su il valore dell'amicizia
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 09:56:28  
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La prima cotta


Il tuo nome
provoca un caos,
dentro di me,
dentro la casa:
''dicevo che Lapo...''
e un sorriso
compare sul volto di tutti,
il piu' grande sul mio.
Sembra un gioco
e forse lo e'!
Ed e' il piu' bel gioco
che io abbia mai imparato.

Luglio, 1995
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 10:02:38  
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POESIA PER IL WEEKEND: NUVOLE

Voi,

che siete così lontane,

così irraggiungibili

e belle,

che siete tanto superiori

alle cose terrestri,

ditemi:

cosa sapete voi del cielo?

Nelle vostre ali grandi

e misteriose

sapete forse sognare?

E allora diteci, maestre:

dov’ è Dio?

Chi è?

E se voi conoscete tutto

guidateci in paradiso

nel calore

della vostra immensità.



Alice Sturiale
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 10:03:23  
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29/10/2001
ALICE STURIALE - Il libro di Alice

E' per lo più una raccolta di poesie che portano il lettore ad una riflessione costante sul vero significato della vita e su come basti poco per raggiungere la felicità.

di Stefano Orofino


Ho visto per la prima volta Alice in via Fossombroni. Io accompagnavo mio fratello a lezione di musica, lei aveva appena finito la sua ora di pianoforte. All'epoca non lo sapevo che lei sarebbe diventata una scrittrice importante, autrice di un autentico best seller, che ha venduto più di 22 mila copie nelle primissime settimane, tradotto poi in molte lingue straniere e con una versione adirittura in braile.

Anche se la mia conoscenza di Alice non è stata molto profonda, quegli incontri casuali mi sono bastati per accorgermi di quanta felicità
scaturisse dai suoi occhi. La stessa felicità e gioia che sono caratteri pregnanti del suo “best seller”.
Se si pensa che a scrivere il libro è stata una ragazzina che ha avuto il tempo di apprezzare la vita per soli dodici anni, tutto appare ancora più profondo.
Vita stroncata in una mattina a scuola per complicazioni respiratorie legate all’atrofia muscolare spinale che le aveva impedito di camminare condannandola su una carrozzella,ma non togliendole la gioia di vivere e di dare gioia a chi gli era vicino.
Ed è proprio questa gioia che noi ritroviamo nelle 240 pagine del libro.

Un libro per tutti, un libro che può cambiare la vita! Grazie Alice grazie per la tua lezione di vita: ora si che puoi giocare con quelle nuvole di cui parli nelle tue poesie.

Stefano Orofino
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 10:13:24  
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NOME:
Alice Sturiale
COMPLEANNO:
è nata a Firenze il 18 novembre 1983
LA SUA FAMIGLIA: papà e mamma Marta, più volte suoi soggetti di poesie, una bisnonna, 2
nonne, la zia Lucia e lo zio Carlo + i cuginetti.
È FAMOSA PERCHÉ: ha vissuto solo 12 anni: è morta improvvisamente il 20/2/96 sul banco di
scuola, in seconda media. Una malattia avuta fin dalla nascita le impediva di camminare ma non di
vivere con intensità la Vita che condivideva con tantissimi suoi amici.
Si è sempre divertita a scrivere e a raccontare storie e poesie che parlavano di lei stessa, dei suoi
amici, dei suoi sentimenti, di Dio.
Nonostante la sofferenza di non avere una vita normale – è stata in carrozzina dalle elementari in
poi – anche lei voleva gustare tutti i doni della vita che Dio ha voluto farle: prima i doni per lei
stessa, con un’intensa vita del cuore, e poi nella famiglia, nel gruppo di amici e nel gruppo scout, di
cui era orgogliosa.
È sempre stata ricercata dagli amici perché aveva il dono naturale di comunicare serenità e felicità.
Era innamorata della Vita: la gente, il cielo, la montagna, le città da scoprire, la scuola, la musica
(suonava il pianoforte) e la poesia. E’ riuscita perfino a sciare, certo sorretta da papà e senza
nascondersi i propri limiti, ma accettando felice quello che poteva venirgli dall’aiuto degli altri.
La sua forza è stata la meraviglia: si stupiva e contemplava ogni cosa, e così facendo, sapeva
“divertirsi” e continuare a sperare.
DI LEI SI DICE CHE…:
“Avevi una missione da compiere: colorare i nostri cuori. Avresti potuto
colorarli di nero, ma tu non lo hai fatto, hai scelto il colore più bello, quello della speranza, della gioia e
dell’amicizia”. (l suoi amici scout).
Dalla carrozzina Alice “divorava il cielo con i suoi grandi occhi azzurri…”.
“Ciao Ali, è difficile crederci, senza di te tutto è diverso, anzi ci manchi già, ci manca il tuo buon umore, la
tua speranza, la gioia immensa e la serenità che ci hai sempre dato. Con te se n’è andata una parte di noi che
non potrà più essere riempita, perché nessuno può occupare il tuo posto: sei sempre stata speciale! Un
grosso bacio: la tua classe”.
“Cara Alice, senza di te qui è un mortuorio, ti puoi sbrigare a tornare!?! Oh stammi bene, t.v.b. Francy”.
“Ali per me è come una medicina: quando la incontro i miei dolori e le mie noie scompaiono. Se la
simpatia, la saggezza, la grandezza, la furbizia, l’ironia si misurassero in fili d’erba, tu per me saresti
Central Park (quello di New York). Ali per me è come l’acqua: 4 giorni senza di lei e il mio corpo si
disidrata e io divento triste, mogia e mi essico” (Camy).
“Conserverò il sorriso di Alice fra le cose buone dei nostri anni.” (Claudio)
HA DETTO:
“Io sono contenta di quello che sono…”. “Essere uniti non vuol dire esser uguali.” “Per
andare d’accordo con gli amici: 1. Sii gentile con loro; 2. lnteressati ai loro problemi; 3. Racconta loro
cose allegre” (1990, II elementare).
“Forse senza le 4 ruote è più facile. È più facile divertirsi. È più facile muoversi, è più facile conquistare i
ragazzi. Ma io credo che le 4 ruote servano a conoscere tutta quanta la vita e saperla affrontare e vincere”
(Luglio 95).
I SUOI AMICI SONO: Francy, Lapo, Cami, Gaia, Claudia, Bea, nonna Laura, don Paolo,
Phuong, Niccolò, Valeria, Andrea, Boby, Ale, Giulia, Elena, Silvy, Federica, Alfredo, Livia, i
lupi del branco Firenze 9, Roberta, Rossella, Paola, la mitica quinta B, Nerina, nonna Armanda,
Mimma, Anna Maria, Carla, Vanna, Giulio, Lucia, Franca, David e Andrea, Laura e Paolo,
Maddalena e gli amici delle vacanze, Marta capo scout, Martino, Chiara….
Page 2
SOGNAVA DI: andare su Marte accompagnata dagli extraterrestri. Al risveglio espresse il
desiderio di diventare un’astronoma. E poi, da grande, diventare una famosa e bravissima
indovina per prevedere le guerre che si sarebbero state in futuro, e così avvisare i capi di Stato
delle grandi potenze per cercare di evitarle.
Questa scheda biografica è tratta da STURIALE A., Il libro di Alice, Rizzoli, Milano 1997
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 10:18:16  
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Un libretto semplice, essenziale, dalla copertina gialla: al centro campeggia un disegno infantile, un'auto rossa con una famiglia in partenza che saluta: "Ciao ciao ciao". Sotto, in uno stampatello maiuscolo colorato, due parole: SONO FELICE. E' così che si presenta "Il libro di Alice", una di quelle letture che hanno il potere di far sentire bene chi legge, perché lo aiutano a vedere le cose dal giusto punto di vista, facendogli capire l'importanza di quello che ha e come il modo che si sceglie per affrontare le difficoltà possa essere a volte risolutivo per un'esistenza qualitativamente migliore.

Non è lungo, non è difficile, si può portare con sé facilmente... è un libro "leggero" in molti sensi. Leggero, perché si legge agevolmente nonostante contenga significati profondi, leggero perché mette di buonumore, leggero perché leggera è la sua protagonista, una creatura fragile e tuttavia salda come una roccia. E' un libro lieve come lo sfiorare dell'ala di un angelo che raccoglie le impressioni, i commenti, le poesie di una ragazzina; ad una prima analisi superficiale potrebbe essere un libro senza storia, perché, anche se è vero che Alice ha iniziato a scrivere molto presto (infatti i primi scritti risalgono alla seconda elementare, sette anni circa) ed è sicuramente dotata, si potrebbe pensare che la felicità sia normale per una ragazzina brava, simpatica ed amata.
"Dovrebbe" essere normale, ma invece è qualcosa di straordinario, perché la felicità di Alice è il frutto di una decisione difficile e sofferta ed ha avuto bisogno di una paziente costruzione giornaliera, di una grande forza di volontà e di una costante fatica, se si tiene presente che questa ragazzina non è mai stata come le altre, dato che una malattia congenita le ha impedito di camminare dalla nascita e l'ha costretta a muoversi sempre su quattro ruote. Avrebbe potuto (e a ragione, conosco molti bambini e ragazzi che lo hanno fatto) ribellarsi, prendere questa sua malattia come una maledizione e rendere difficile la vita a se stessa e a chi le stava vicino, mentre invece ha deciso che il suo stato non le avrebbe impedito di vivere nel modo più intenso e completo possibile ed ha scelto la via della felicità... Veramente dovrei parlare della sua breve vita, visto che se ne è andata improvvisamente a dodici anni, addormentandosi per sempre in classe, sul suo banco (un particolare che considero molto commovente, perché la scuola, lo studio e soprattutto i compagni erano il centro ed il motore della sua vita).

Questa era Alice Sturiale ed è questo suo essere stata così positiva e determinata da rappresentare uno sprone ed un esempio per tutti quelli che le sono stati accanto che ha fatto sì che, quando è andata via, si sentisse il bisogno di rendere pubblica questa esperienza, raccogliendo in un libro non solo le sue storie, i suoi pensieri e le sue considerazioni, ma anche le testimonianze di coloro che l'hanno avvicinata e che hanno condiviso con lei gioie e dolori, esperienze e difficoltà.

Il libro (breve, neanche 250 pagine) è diviso in quattro parti: la prima raccoglie le impressioni di Alice sulla natura, sugli animali, su di sé e sui suoi affetti sotto forma di brevi poesie, di storie vere ed inventate, di pensieri provocati dall'osservazione e dalla riflessione sul mondo fuori e dentro di lei; la seconda è dedicata ai pensieri ed ai commenti nati dalle letture fatte a casa e a scuola, la terza ne raccoglie le poesie, mentre la quarta è dedicata al racconto della sua storia personale, alle testimonianze dei suoi amici e parenti ed al suo trascinante sorriso. Il mondo che emerge da queste pagine è un piccolo universo di affetti e di gioia e racconta di una bambina che, duramente colpita dal male, non si è lasciata abbattere e non si è accontentata di restare a guardare, ma si è fatta leader di un gruppo, ha partecipato a tutte le attività che le venivano proposte ed ha "inventato" la propria vita, rendendo migliore anche quella di chi le è stato vicino per tutti i dodici anni che ha vissuto come di chi l'ha incontrata solo per un breve istante. Una bambina che si stava trasformando in un'adolescente quando la sua vita si è fermata. Non c'è dolore in queste paginette, ma l'immagine e la personalità gioiosa e matura di una creatura speciale che ha sconfitto il male, la paura ed i problemi con la volontà e con il sorriso.
Il sorriso di Alice, infatti, è l'immagine più netta che si presenta alla mente pensando al libro, una lettura che piace e che appaga, perché fa riflettere: come è possibile lamentarsi per noie tutto sommato superabili, prendersela per delle sciocchezze, agitarsi inutilmente dopo aver fatto conoscenza con Alice e con il suo modo di affrontare le difficoltà?

John Ruskin diceva che ' I libri si possono dividere in due categorie: quelli "dell'ora'" e quelli "di sempre" '. Secondo me Il libro di Alice appartiene alla categoria dei libri "di sempre", perché ti resta dentro e senti il bisogno di ritrovarlo di tanto in tanto.
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 10:21:00  
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Io e te
siamo stati creati
diversamente.
Io ho i miei difetti
tu i tuoi difetti
io le mie idee
tu le tue idee.
Non è colpa tua
se hai un carattere
che a me non piace!
Non puoi cambiarlo
ed io non poso cambiare il mio!
Impariamo allora ad accettarci
a vicenda
senza discutere
su ogni cosa
su cui non siamo d'accordo perchè non c'è niente da fare:
o tu accetti il mio essere
ed io il tuo
oppure l'odio continuerà a sfasciare
ferocemente
la nostra umanità.
(maggio 1994, V elementare)
da "Il libro di Alice" Di Alice Sturiale
 
 MessaggioInviato: Lun Set 10, 10:26:32  
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  tmina

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una lezione di vita..che dolce Alice..

grazie per avercene parlato Dani..
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 MessaggioInviato: Mar Gen 08, 18:10:05  
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  piumola

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Azz Dany!!!
Conoscevo la storia di questa bimba, e avevo letto a suo tempo il libro.....
Grazie davvero per averla ricordata qui.
Baci
L.
 
 MessaggioInviato: Ven Apr 13, 16:51:53  
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  nuvolotta

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Ho trovato su un banchetto durante un controllo di Guido Il libro di
alice e mi sono messa a leggerlo
mi ha commosso e allora ho cercato di trovare più cose possibili su di lei
in rete
Ecco quello che ho trovato

Daniela


Questa raccolta di poesie, pensieri, storie vere e fantastiche, sospese in
quello spazio della mente così amico per Alice, è un regalo di lei a tutti
quanti lo hanno chiesto. Alice Sturiale è nata a Firenze il 18 novembre del
1983. Ha vissuto solo 12 anni: è morta improvvisamente la mattina del 20
febbraio 1996 al suo banco, in seconda media. Una malattia congenita le
impediva di camminare ma non di vivere con intensità e gioia i suoi affetti,
il gioco, la scuola, gli scout, la musica, le cose normali che condivideva
con i suoi tantissimi amici. Si è sempre divertita a scrivere, a raccontare,
a pennellare poesie, per lei un "dono spontaneo della mente". "Il suo libro
è un piccolo capolavoro. Che merita di andare nelle scuole, in tv e dentro i
nostri cuori. Alice Sturiale è la Anna Frank d'Italia" (Gianni Riotta,
Corriere della Sera).


Alice ha saputo visitare il Paese delle Meraviglie, oltre i confini della
sua malattia "Il libro di Alice" corre nella corsia dei libri più venduti.
Racconta la storia autobiografica, altrettanto fugace quanto intensa, di
Alice Sturiale. La quale apre gli occhi a Firenze il 18 novembre 1983 e
spegne il respiro il 20 febbraio 1996. Una creatura segnata dall'atrofia
muscolare spinale. Colpita nelle facoltà motorie, dapprima, in seguito
aggredita anche nelle vie respiratorie, esala il respiro a scuola ridendo.
Un compagno di classe aveva detto una battuta spassosa e quel ridere
istintivo le stroncò il respiro. Commentando il trapasso una suora di
clausura ha detto: "Era misteriosamente fuggita in paradiso dal suo posto di
lavoro, come un eroe in battaglia". Con gli arti inferiori nell'handicap,
c'era il presupposto per un'infanzia emarginata e infelice, una bambina da
consolare e compatire. Sovvertendo ogni luogo comune, Alice sa vivere
intensamente i suoi dodici anni. Decisa a superare i suoi limiti fisici e
morali in modo attivo e creativo. Di lei non è stato scritto alcunché. La
sua storia se l'è costruita da sola, annotando sul diario impressioni e
sentimenti, pensieri in prosa e poesie. La prosa, anzitutto. "Il libro di
Alice" è una raccolta in tre parti. La prima sezione comprende descrizioni
della natura, storie vere e inventate sugli animali, riflessioni e stati
affettivi. Sa di reale e fiabesco il racconto di don Carlo, superiore
dell'Eremo di Camaldoli, che dà il pane e parla con la volpe randagia fra le
celle eremitiche. Nel capitolo "Io" è intagliato l'animo di Alice: lo sforzo
eroico di essere una bambina normale, combattiva, decisa a riuscire al
meglio in tutto. In quarta elementare si esprime già da persona adulta: "La
primavera è dentro di me. La mia anima e la mia mente erano libere, avvolte
nella felicità... Mi sentivo calda, cantavo, guardando il cielo terso e io
ero un uccello che volava nell'immensità... All'improvviso chiusi gli occhi
e mi sentivo grande". La seconda parte del volume raccoglie i pensieri e le
lettere. Si intravvede la maturità precocissima. Appena qualche spigolatura
della messe cromatica e scintillante. A sorprenderci c'è l'intuito critico
su Roberto Benigni. "Io lo definisco quasi un Pinocchio, un burattino che si
muove senza fili e che parla da solo... Egli non passa mai quei limiti oltre
cui la comicità non è più divertente". A centrare il bersaglio sull'arte
fluviale e la mimica pirotecnica non è il critico televisivo Vincenzo
Mollica, bensì la piccola Anna Frank, Alice Sturiale. Direi che, nella terza
parte, Alice supera Anna nel senso che "Il Diario" della Frank non contiene
il dono divino delle Muse. I primi saggi poetici risalgono, nientemeno, alla
seconda elementare. Ma il getto della lirica fluisce dall'anima di Sturiale
dal '94 al '96. Già in terza elementare era capace d'interiorizzare la fede.
"E' la mano di Dio che mi guida/per la strada dell'amore./E' Dio il nostro
Signore". In quinta assaggiamo qualche baleno dell'infinito leopardiano:
"Non sono più/me stessa/ma sono/forse soltanto/un'idea: d'infinita libertà".
L'ultima lezione Dal giugno '95 al gennaio '96 compone ben 17 liriche.
Bastano pochi saggi perché il lettore si renda conto del livello di
ispirazione e di tecnica compositiva. Alba : "Nel suo lungo mantello/carezza
il cielo/e con un soffio sottile/spegne le stelle". Per la Bea (l'amica
Beatrice Ferrante). "Quando il mio motore/era in folle/mi hai fatto
spuntare/le ali.../Mi hai fatto volare.../e io mi sono innalzata/ più in
alto di prima/ più in alto di tutti/perché adesso/avevo toccato/il cielo
della vita". In montagna è l'ultima composizione. Praticamente il congedo
dal viaggio terreno. "Il mio pensiero era nel sole,/il gelido sole/che
brillava d'inverno/e disegnava chiari profili/sulla foresta di vetro".
Spirava con gli amici di classe il 26 febbraio, tra banchi, libri, compiti e
lezioni. Con un candore al limite dell'incoscienza aveva commentato: "Io non
so vivere fino in fondo il Vangelo". Perché, piccola dolce Alice? "Perché
finora non ho sofferto. Sono fortunata". Suggerire "Il libro di Alice" come
un classico per le scuole elementari (quarta e quinta) e le medie inferiori,
penso non sia una stravaganza. Sono del parere che gli insegnanti dovrebbero
conoscere "Il libro di Alice" e leggerne agli alunni brani di prosa e
poesia. Una scuola nuova con docenti aggiornati nella pedagogia implica
l'uso di nuove tematiche ed esperienze. Per i genitori, poi, è un regalo
pasquale da non omettere. Merita la precedenza sulla sorpresina dell'uovo di
cioccolato. Circa la validità e l'originalità del testo, vuoi didattica che
poetica, hanno speso parole elogiative persino il decano dei poeti Mario
Luzi e la scrittrice attualmente più letta Susanna Tamaro. Personalmente
sono passato dalla lettura dei premi Nobel del Novecento, che la rivista
"Poesia'" ha dedicato ai suoi lettori, alla scrittrice di Firenze. Posso
dire che la brava Alice ha ben figurato a fianco delle celebrità della
lirica universale. Nella casetta dove abito ci vive una bimba di seconda
elementare. E' una scolaretta ricca di fantasia, di intelligenza con la
capacità di apprendere e il proposito di riuscire in tutto. Gli insegnanti
la onorano quasi sempre di "bravissima" ovvero "super brava". A volte scende
a farmi leggere i suoi compiti e guardare i disegni nei quadernoni di casa e
di classe. Quando dissi che le donavo "Il libro di Alice" si è trasformata
spiritualmente. Sono sicuro che vi troverà disegni, fotografie, sunti,
pagine da leggere e poesie da mandare a memoria nei giorni dell'infanzia e
dell'adolescenza secondo lo spirito della dedica: "Alla piccola Eleonora
perché nella vita sia disponibile, gioiosa e volitiva come nella scuola". A
tutti coloro che amano conoscere i risultati splendidi e costruttivi,
piccoli o grandi, intellettuali o gente comune, riferisco le parole dello
scrittore giornalista Gianni Riotta: "Se quest'anno leggete un solo libro,
leggete questo". Leggetelo e fatelo leggere. Vi renderete conto che, per
cambiare l'Italia almeno in parte, sono necessarie tante Alice. Esistono più
modi di soffrire, ma c'è solo un modo per essere migliori: credere nel
prossimo e in se stessi. ...............................................Aldo
Magnani


poesia di Alice Sturiale
Alice Sturiale una bambina che, dalle sue " quattro ruote ", dice " Sono
felice ".Alice se n'è andata nel febbraio 1996 all'età di dodici anni e ci
ha lasciato testi bellissimi per grandi e per piccoli.Un libro che insegna e
regala la vita da " Il libro di Alice " - Rizzoli L'Alba Ecco,
arriva, rosea, leggera, tranquilla, col suo lungo mantello carezza il
cielo e con un soffio sottile spegne le stelle. ed ora apre un sorriso,
il sole la vede e comincia a spuntare; sorride, sorride, sorride e se ne
va ( 3 settembre 1995 - prima media )

NATALE Alice Sturiale "Buon Natale, buon Natale..." Gridò forte il mio
cuore. E in quell'istante cambiò l'atmosfera: centomila luci si accesero
in un unico bagliore, al ritmo frenetico di milioni di passi agitati, i
pensieri si affollavano nelle menti di ognuno con rapidità con chiarezza,
e la gente eccitata si scambiava pacchetti e sorrisi e ognuno gridava
qualcosa di bello ad un altro e i cuori battevano veloci. Ecco
all'improvviso si era accesa la scintilla che aveva fatto scoppiare la
gioia, l'emozione, il desiderio, il desiderio di cambiare, di riniziare
da capo, di volersi bene, il desiderio di quel momento tanto atteso che
era arrivato... e c'era qualcuno che nella confusione si ricordava di un
bambino nato in una capanna alla luce di una stella cometa. (23
dicembre 1995, II media)

Cielo Dentro di te abita il vento. Dentro di te abitano i sogni. E tu
sei così grande che anche le nuvole si perdono e gli uomini non vi
possono nemmeno entrare. Alice Sturiale, luglio 1995 a 11 anni


Pozzanghera E' là nel mezzo di strada sola soletta, rassegnata e felice
immobile e calma... raccoglie gli ultimi raggi di sole e con quelli gioca,
si diverte a comporre l'arcobaleno e lo mostra ai passanti distratti.
C'è la mia immagine in quella pozzanghera l'ha fatta per me e mi sorride,
poi una goccia di pioggia scivola dall'alto e il mio volto si rompe in
centomila tremuli d'acqua. l'ultima poesia di Alice Sturiale, gennaio 1996

Un Natale diverso Sono tre giorni che rufolo nel mio cuore sto
cercando... cerco il mio Natale di sempre, il Natale felice ed
emozionante, il Natale della soddisfazione, il Natale che cerco e non
trovo... dove lo avrò messo? L'ho infilato in una busta che quest'anno
non si apre perché mancan le forbici, manca il mio spirito pronto e ho
voglia di urlare: "Aspettate! non è il momento, non sono preparata!
Datemi ancora un po' di tempo perché non voglio vedere la festa che
scappa veloce sotto i miei occhi. Datemi tempo, basta una notte, questa
notte..." Alice Sturiale, 24 dicembre 1995, seconda media


I ricordi scandiscono il tempo e abitano spazi "Ricordi" di Alice
Sturiale (4 novembre 1995 - 2^ media) Ricordo Quando andavo all'asilo;
ricordo quando portavo il grembiulino a quadretti rosa; ricordo quando
stavamo seduti in cerchio sul grande tappeto rosso, quando si cantavano
ritornelli stonati. Ricordo, ricordo, ricordo. Ma perché dico così? Perché
mi accorgo Che il pennarello giallo Con cui tante volte ho disegnato Grandi
soli con i raggi storti Su fogli sporchi e stracciati Adesso lo sto usando
Per sottolineare Un libro di storia dell'arte³.


IL CIELO Dentro di te abita il vento. Dentro di te abitano i sogni. E tu
sei così grande che anche le nuvole si perdono e gli uomini non vi possono
nemmeno entrare. Alice Sturiale


----------------------------------------------------------------------------
---- Ti è mai capitato di vedere animarsi le cose? Era autunno. Io ero
seduta sotto un albero quasi pieno di foglie dai colori indescrivibili, che
neanche il più bravo pittore riuscirebbe mai a riprodurre. Guardavo in alto,
ed ecco su un ramo una grande prateria verde e cani e cavalli e cavalieri
vestiti di giallo, di rosso, di marrone, di arancio, ed altri colori
stupendi che vi scorrevano sopra. Voltai lo sguardo e vidi d'un tratto un
volto di un bambino, poi di un mostro che cambiava espressione ogni volta
che il vento lo sfiorava. Ad un tratto il vento soffiò con gran violenza ed
alcuni cani caddero dalla prateria e i capelli del bambino con loro. Le
seguivano volteggiare nell'aria lentamente: si voltavano in un modo ed erano
barchette a vela, si voltavano così e si trasformavano in uccelli e pesci, e
poi si posavano una alla volta dolcemente, e per terra formavano altri
disegni fantastici, montagne, campagne, fiori, solo se fossi un poeta potrei
descriverli. È bello poter avere occhi per vedere le figure che la natura
nasconde imprigionate dentro di sé e che solo gli occhi della fantasia
potranno liberare. (4 Novembre 1993, IV elementare) Albero d'inverno
Schizzi d'oro allegri si librano verso il cielo. L'opaco sole sfiora con
fatica il triste albero spoglio; uno splendido dipinto appare ai miei occhi.


Handicap Forse senza le quattro ruote è più facile. E' più facile
divertirsi E' più facile muoversi. E' più facile, è anche più facile
conquistare i ragazzi. Ma io credo che le quattro ruote servano a conoscere
tutta quanta la vita e saperla affrontare e vincere.



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