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Ambiente agosto
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 MessaggioInviato: Sab Ago 06, 15:28:59  Ambiente agosto
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  mammina

Ospite
















ANIMALI, REGIONE CAMPANIA
TUTELA RAZZE AUTOCTONE

Si chiama "Rareca" ed è il progetto av-
viato dalla Regione Campania per tute-
lare le razze autoctone a rischio
estinzione. Tra queste si ricordano la
pecora laticauda e quella bagnolese, la
capra cilentana, il bovino agerolese,
il cavallo napoletano, persano e saler-
nitano, il suino casertano. L'iniziati-
va, la cui durata è di cinque anni,
coinvolge tra gli altri l'Istituto
Zooprofilattico Sperimentale del
Mezzogiorno e alcuni dipartimenti dell'
università napoletana "Federico II".

ANIMALI, REGIONE CAMPANIA
TUTELA RAZZE AUTOCTONE

"Rareca" prevede azioni mirate alla
conservazione e al recupero delle
specie in difficoltà, messe in atto da
enti e istituti di ricerca che operano
nel campo della biodiversità a livello
regionale. Interventi concertati e
finalizzati alla costituzione di una
rete di soggetti operanti nel settore
della ricerca, della programmazione e
della conservazione del patrimonio
zootecnico regionale per rafforzare il
sistema di conservazione delle razze
animali allevate in Campania.

ANIMALI, REGIONE CAMPANIA
TUTELA RAZZE AUTOCTONE

Previste inoltre azioni di accompagna-
mento tese a favorire l'informazione,
la diffusione delle conoscenze, la
consulenza aziendale e la formazione
degli operatori del settore finalizzate
alla valorizzazione e all'uso delle
risorse agro genetiche regionali. Le
razze autoctone campane, e della pro-
vincia di Napoli in particolare,
rappresentano una realtà importante
sotto il profilo storico, culturale,
sociale ed economico.

ANIMALI, REGIONE CAMPANIA
TUTELA RAZZE AUTOCTONE

L'attività del progetto procederà di
pari passo con le iniziative di valo-
rizzazione delle produzioni all'interno
di specifiche e qualificate nicchie di
mercato. L'interesse di quest'ultimo
per i prodotti derivati da sistemi
produttivi assicura prospettive di
sviluppo promettenti. Per fare il punto
sui risultati raggiunti di volta in
volta, verranno organizzati meeting per
illustrare agli allevatori e agli
operatori della filiera gli standard
delle diverse razze.


RACCOLTA DIFFERENZIATA:
NORD OK, GRANDI CITTA' BOCCIATE

L'Oscar 2011 per la più alta percentua-
le di raccolta differenziata è andata a
Ponte nelle Alpi, piccolo comune in
provincia di Belluno,che per il secondo
anno consecutivo ha conquistato il pri-
mato. In generale è ancora il Nordest a
fare la parte del leone nella gestione
dei rifiuti urbani in Italia. E' quanto
emerge dalla classifica "Comuni Rici-
cloni 2011" di Legambiente, che anche
quest'anno ha premiato le amministra-
zioni comunali con oltre il 60% di rac-
colta differenziata.


RACCOLTA DIFFERENZIATA:
NORD OK, GRANDI CITTA' BOCCIATE

Al Nord le cinque Regioni più virtuose:
Veneto, con una percentuale di raccolta
differenziata del 65,6%, Friuli Venezia
Giulia (34,2%), Trentino Alto Adige
(28,3%), Lombardia (21,4%), Liguria.
Buone performance anche in Sardegna e
Campania, dove Salerno si conferma
leader nel Meridione. Assenti dalla
classifica le grandi città: Milano è
ferma al 35% di differenziata, Torino
giunge al 42%, male Roma e Napoli.


RACCOLTA DIFFERENZIATA:
NORD OK, GRANDI CITTA' BOCCIATE

Per la prima volta comunque c'è il
Centro e non il Sud Italia in fondo
alla lista. In totale nel 2011 l'asso-
ciazione ambientalista ha premiato
1.290 comuni, a cui se ne possono
aggiungere altri 448 che hanno comunque
superato il 50% di differenziata. Un
dato inferiore allo scorso anno, quando
i comuni che superavano il 60% di rac-
colta differenziata furono 1.488.

IN VENDITA IN ITALIA IL
"SUPERPOMODORO"

E' sul mercato nazionale da alcuni
giorni il primo "superpomodoro"
italiano, con un contenuto di licopene
tre volte superiore rispetto alle
varietà di pomodoro vendute per il
consumo fresco e maggiore del 58% ri-
spetto a quelle coltivate per la tra-
sformazione. Secondo numerosi studi
scientifici il licopene risulta essere
un antiossidante efficace contro l'
invecchiamento, nella prevenzione delle
malattie cardiovascolari e dei tumori
alla prostata.


IN VENDITA IN ITALIA IL
"SUPERPOMODORO"

Il superpomodoro made in Italy è stato
ottenuto dopo anni di ricerca e speri-
mentazione con metodi naturali, che
hanno permesso di individuare una
varietà a elevato contenuto di licopene
adatta alla coltivazione nei terreni
nazionali, senza ricorrere a Organismi
geneticamente modificati (Ogm). La
tipologia di pomodoro selezionata ha
una pezzatura delle bacche di circa 70
grammi, forma rotondeggiante, buccia
liscia e più gustosa da un punto di
vista organolettico.


IN VENDITA IN ITALIA IL
"SUPERPOMODORO"
Nel 2010 il prodotto è stato coltivato
in campo da una trentina di aziende
agricole localizzate soprattutto in
Emilia Romagna e Lombardia, ma anche in
Piemonte e Veneto secondo metodi di
coltivazione integrata, cioè nel
rispetto di regole di produzione che
orientano i produttori verso processi
produttivi rispettosi dell'ambiente,
che valorizzano metodi conservativi
delle risorse naturali (acqua, suolo,
energia) e quindi ecologicamente,
economicamente e socialmente sostenibi-
li.

IN VENDITA IN ITALIA IL
"SUPERPOMODORO"
Un prodotto da sempre amato dagli ita-
liani. Secondo Coldiretti per il 45%
dei concittadini la pasta al pomodoro
resta il simbolo culinario dell'Unità
d'Italia che accomuna a tavola i citta-
dini del Sud, del Centro e del Nord e
batte, anche se di poco, la pizza.
Percentuali residuali (che non superano
la soglia del 3%) riguardano preferenze
per altri cibi che si sono affermati
nella tradizione gastronomica nostrana
come il gelato, la bruschetta con
l'olio extravergine d'oliva, il mine-
strone.




INCENDI, CIA E VAS INSIEME
PER LA PREVENZIONE

La prevenzione arma fondamentale per
ridurre il rischio incendi. Non uno
slogan, ma una realtà che negli ultimi
otto anni ha permesso di salvare oltre
500.000 ettari di boschi, evitando
danni economici per più di 100 miliardi
di euro. Eppure l'estate in corso ha
visto un aumento record dei roghi, che
nei primi sei mesi dell'anno sono
cresciuti del 200% rispetto al 2010,
motivo per cui la sensibilità e
l'impegno nella salvaguardia del nostro
patrimonio restano prioritari.



INCENDI, CIA E VAS INSIEME
PER LA PREVENZIONE

In questa logica s'inserisce la campa-
gna nazionale 2011 "Preveniamo gli
incendi", promossa da Vas (Verdi am-
biente e società onlus) e Cia (Confe-
derazione italiana agricoltori) con il
patrocinio del Corpo forestale dello
Stato, del Ministero dell'Ambiente e
della rappresentanza in Italia della
Commissione Ue e in collaborazione con
numerosi enti locali, Federparchi e
l'Associazione campeggiatori turisti
d'Italia.


INCENDI, CIA E VAS INSIEME
PER LA PREVENZIONE

Obiettivo dell'iniziativa, giunta alla
21esima edizione, è da un lato incre-
mentare le azioni di sensibilizzazione
ed educazione al rispetto e alla tutela
dell'ambiente, dall'altro accendere un
faro sul ruolo degli agricoltori come
"guardiani" del territorio per preve-
nire roghi e conseguenti disastri. Il
patrimonio boschivo che si estende
sulla Penisola è stimato intorno ai 10
milioni di ettari, pari a più del 30%
del territorio nazionale. Un'immensa
risorsa di biodiversità da non disper-
dere.


INCENDI, CIA E VAS INSIEME
PER LA PREVENZIONE

Per questo motivo, oltre alla campagna
di comunicazione per la difesa dal
fuoco dei nostri polmoni verdi, Vas e
Cia hanno provveduto a riattivare un
numero verde (800866158) attivo 24 ore
su 24, che raccoglierà segnalazioni di
cittadini e turisti sulle realtà di
degrado e abbandono delle aree verdi e
sulle aree a rischio incendi e danno
ambientale. Anche gli agricoltori hanno
deciso di rendersi parte attiva nella
battaglia candidandosi a "sentinelle"
del territorio.


LE FORME DEL LATTE
IN MOSTRA CON CHEESE

Dal 16 al 19 settembre a Bra (Cuneo)
torna Cheese, manifestazione interna-
zionale a cadenza biennale organizzata
dal comune piemontese e Slow Food
Italia. Giunto all'ottava edizione,
l'evento dedi cato alle forme del latte
ha dato il via a una rete internaziona-
le di casari e artigiani che ogni due
anni presentano i loro prodotti, in-
contrano i produttori, discutono vec-
chie e nuove sfide del mestiere, si
confrontano su normative e prospettive
offerte dal mercato.


LE FORME DEL LATTE
IN MOSTRA CON CHEESE

L'edizione 2011 illustrerà e approfon-
dirà la complessità - di sapienze,
esigenze, problemi e risorse - legata
ai prodotti lattieri, puntando i ri-
flettori sui tre pilastri su cui si
regge l'eccellenza casearia: latte,
mestieri, territori. Tre declinazioni
per analizzare le tematiche del settore
e leggere la biodiversità casearia,
elemento distintivo degli appuntamenti
di Cheese. Appuntamenti fissi della
manifestazione i 34 laboratori del gu-
sto organizzati da Slow Food.


LE FORME DEL LATTE
IN MOSTRA CON CHEESE
Sotto l'occhio esperto di casari, affi-
natori e consulenti Slow Food, in ogni
laboratorio si scoprirà il territorio
di provenienza e la storia del prodot-
to, lo si assaggerà, trovando l'abbi-
namento migliore con vini e birre. Il
focus di questa edizione sarà dedicato
alla Francia, con dieci appuntamenti
per le specialità d'Oltralpe tra cui
burri, caprini, erborinati e formaggi
d'alpeggio. Ma le degustazioni riguar-
deranno anche prodotti di Austria,
Germania, Olanda, Regno Unito, Spagna e
Svizzera.



LE FORME DEL LATTE
IN MOSTRA CON CHEESE

Cheese rinnova anche il legame con il
territorio, in particolare con le
Langhe e il Roero, proponendo tredici
appuntamenti a tavola: cene in dimore
storiche, cantine, castelli e rinomati
ristoranti che anticiperanno la mani-
festazione e la porteranno oltre i
confini cittadini. Quest'anno sono in
programma anche alcuni eventi in an-
teprima. Tutte le informazioni alla
pagina web cheese.slowfood.it


ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (OGM)

Un Organismo geneticamente modificato
(Ogm) è per definizione un essere
vivente nel quale è stata modificata,
grazie a procedimenti di ingegneria
genetica, una porzione di patrimonio
genetico allo scopo di ottenere nuove
caratteristiche, che non si sarebbero
mai potute sviluppare spontaneamente in
quella tipologia di organismo. Gli Ogm
possono essere utilizzati in svariati
campi, molti di essi sono ancora in
fase sperimentale, altri già applicati.


ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI

Tra questi la medicina umana e animale
(si può, per esempio, modificare ge-
neticamente un virus e renderlo in
grado di replicarsi nelle cellule
cancerose inattivandole), l'ambiente (i
microorganismi Ogm possono accelerare
decontaminazioni di terreni), la
produzione di alimenti per l'uomo e per
gli animali. In particolare, nel set-
tore vegetale, l'impiego degli Ogm ha
come scopo principale l'aumento delle
produttività che può essere stimolata
in modi differenti.


ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI

Ad esempio attraverso l'induzione della
resistenza ai parassiti o a stress
ambientali; tramite l'ottenimento di
varietà resistenti agli erbicidi; at-
traverso l'aumento delle rese per unità
del terreno coltivato; la riduzione
della taglia (per esempio dei cereali);
l'aumento delle caratteristiche nutri-
tive (contenuto in aminoacidi essenzia-
li, proteine, sali minerali, vitamine);
il miglioramento delle caratteristiche
organolettiche degli alimenti; la ri-
duzione di allergeni naturali.

ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI

Esistono diverse tecniche per la pro-
duzione degli Ogm. Per quanto riguarda
le piante, i principali metodi sono
due: il primo è l'utilizzo del batterio
Agaricus tumefaciens; il secondo
consiste nel bombardare la pianta con
piccole sfere di circa un micron di
diametro. Tali sfere portano sulla
superficie la porzione di Dna di
interesse, che penetra nella cellula e
si integra nel suo Dna.
 
 MessaggioInviato: Sab Ago 06, 15:28:59 Adv
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 MessaggioInviato: Sab Ago 13, 15:33:26  
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  mammina

Ospite
















IN ABRUZZO CRESCE
LA RETE DEI CEA

In Abruzzo la rete regionale dei Centri
di educazione ambientale (Cea) si am-
plia con sette nuove strutture istitui-
te da poco. I Centri, rispondenti ai
criteri previsti dalla normativa di
settore sono il Centro di educazione al
paesaggio "Torre del Cornone" di Fon-
tecchio (Aq), il Centro di educazione
ambientale "Ortonammare" di Ortona (Ch)
il Centro comunale di educazione, tute-
la, ricerca e documentazione ambientale
di Notaresco (Te).

IN ABRUZZO CRESCE
LA RETE DEI CEA

E ancora l'Associazione interpreti na-
turalistici onlus per il "Museo del
fiore" di Barisciano (Aq), il Centro di
educazione ambientale "Monte Genzana
Alto Gizio" di Pettorano sul Gizio
(Aq), il Centro di visita del giardino
botanico "D.Brescia" di Sant'Eufemia a
Majella (Pe) e il "Centro Ape d'Abruz-
zo" di Scerni (Ch). Un giusto premio
per strutture che raccolgono sempre
maggiori consensi per il ruolo attivo
che hanno nell'educare le nuove gene-
razioni alla conoscenza dell'ambiente.

IN ABRUZZO CRESCE
LA RETE DEI CEA

Per mantenere alta la qualità del ser-
vizio offerto dalla rete regionale di
educazione ambientale, e a seguito del
costante monitoraggio sulle strutture e
sulle attività realizzate dai Cea già
riconosciuti, la Giunta regionale ha
deliberato anche la revoca del ricono-
scimento a due Centri che nel corso
degli ultimi anni hanno perso il pos-
sesso dei requisiti minimi previsti per
il mantenimento del riconoscimento. Ad
oggi la rete regionale abruzzese risul-
ta composta da 43 Cea.



BOOM DI ASSUNZIONI DAI
CAMPI NEL 2011

In Italia è boom di assunzioni in agri-
coltura, con un aumento del 6% del
numero di lavoratori dipendenti impe-
gnati in campagna a fronte di una so-
stanziale stagnazione dell'intero si-
stema economico, dove gli occupati cre-
scono al minimo (0,4%). A dirlo sono i
dati dell'Istat relativi al primo tri-
mestre 2011. L'agricoltura fa segnare
la migliore performance occupazionale
tra i diversi settori economici che in
alcuni casi sono in calo o addirittura
in crollo.


BOOM DI ASSUNZIONI DAI
CAMPI NEL 2011

Un risultato positivo e omogeneo su
tutto il territorio nazionale. Si stima
che abbia meno di 40 anni un lavoratore
dipendente su quattro assunti in agri-
coltura, dove si registra anche una
forte presenza di lavoratori immigrati
che hanno abbondantemente superato
quota 100.000. L'agricoltura è in grado
di offrire opportunità occupazionali a
250.000 lavoratori nei prossimi dieci
anni, sulla base di un'analisi della
Coldiretti.


BOOM DI ASSUNZIONI DAI
CAMPI NEL 2011

Secondo quest'ultima a crescere sarà la
domanda di livelli più elevati di pro-
fessionalità con particolare riguardo a
figure specializzate in grado di se-
guire lo sviluppo di specifiche col-
tivazioni, la conduzione di macchinari
o la gestione di attività che oggi si
sono integrate con quella agricola
all'interno dell'azienda: dalla vendita
diretta dei prodotti tipici, alla
trasformazione aziendale del latte in
formaggio, dell'uva in vino o delle
olive in olio.


BOOM DI ASSUNZIONI DAI
CAMPI NEL 2011

Le difficoltà di reperimento di mano-
dopera si registrano per figure profes-
sionali tradizionali che vanno dal
trattorista al taglialegna fino al po-
tatore, ma anche per quelle innovative
all'interno dell'impresa agricola come
l'addetto alla vendita diretta di pro-
dotti tipici, alla macellazione, alla
vinificazione o alla produzione di
yogurt e formaggi. Si tratta del risul-
tato della profonda trasformazione che
si è verificata nelle campagne negli
ultimi anni.


PRODUZIONE JEANS:
SETTORE AD ALTO INQUINAMENTO

Chimica nei tessuti, diritti dei lavo-
ratori negati, poco rispetto per l'am-
biente. Questo il quadro che emerge da
un'inchiesta internazionale, ripresa da
roconsumo, su undici delle maggiori mar
che di jeans condotta nelle fabbriche
in Cina, Pakistan, Marocco, Turchia e
Italia attraverso analisi di laborato-
rio sui capi per verificare l'eventuale
presenza di residui chimici e allergiz-
zanti.


PRODUZIONE JEANS:
SETTORE AD ALTO INQUINAMENTO

Sono sei le marche che hanno deciso di
aprire le porte dei propri stabilimenti
e che hanno permesso di arrivare ad una
conclusione: il settore non splende in
salubrità. Un ciclo di produzione che,
innanzitutto, prevede consumi d'acqua e
di energia elevatissimi e impone trat-
tamenti chimici sull'intero processo di
produzione: dalla coltivazione del co-
tone, alla filatura, tessitura, tintura
e manifattura dei pantaloni.



PRODUZIONE JEANS:
SETTORE AD ALTO INQUINAMENTO

La tecnica della "sabbiatura" per
conferire al jeans l'effetto usato, è
letale se non realizzata con le prote-
zioni necessarie per evitare di inalare
silice. Si calcola che in Turchia, sino
a quando non è stata bandita come tec-
nica (nel 2009), a partire dal 2005
abbia prodotto oltre 5.000 morti per
silicosi. Ma la produzione è stata
dislocata in territori meno esigenti
sul rispetto della salute degli operai,
come Cina, India, Bangladesh, Pakistan.



PRODUZIONE JEANS:
SETTORE AD ALTO INQUINAMENTO

Il 60% delle aziende coinvolte nell'
indagine ha dichiarato di aver abban-
donato la tecnica, ma la prudenza non è
mai troppa. La chimica può arrivare si-
no a chi indossa il jeans, perché non
tutte le sostanze si lavano via. Almeno
tre modelli portati in laboratorio han-
no evidenziato tracce di arsenico,
antimonio e formaldeide pur in quantità
non preoccupanti. Un buon consiglio per
i consumatori potrebbe essere quello di
lavare sempre il capo acquistato prima
di indossarlo.


PESCA, DA UNIONE EUROPEA LA
RIFORMA DEL SOTTORE

Via libera della Commissione europea ad
una vasta e radicale riforma della Po-
litica comune della pesca (Pcp) in Eu-
ropa.
La parola d'ordine, varata dalla Com-
missione europea, con la quale si
provvederà a migliorare l'intero set-
tore ittico è sostenibilità. Motivo per
cui entro il 2015 gli stock dovranno
essere sfruttati a livelli sostenibili
in tutto il Vecchio continente.



PESCA, DA UNIONE EUROPEA LA
RIFORMA DEL SOTTORE

Le misure proposte sono racchiuse in
alcuni documenti che riguardano il
regolamento sulla futura Pcp. Tra
queste il rapporto sulla conservazione
e lo sfruttamento delle risorse itti-
che; il regolamento sull'organizzazione
comune dei mercati della pesca e dell'
acquacoltura; la dimensione esterna
della Politica comune della pesca. Tra
le novità l'introduzione, dal 2014, di
un sistema di quote di cattura trasfe-
ribili per le navi di lunghezza su-
periore ai 12 metri e per tutte le navi
con attrezzi trainati.


PESCA, DA UNIONE EUROPEA LA
RIFORMA DEL SOTTORE

Tali concessioni, della validità minima
di 15 anni, potranno essere scambiate a
livello nazionale ma non con altri
Stati membri. Previsti sostegni alla
pesca artigianale, allo sviluppo di
un'acquacoltura sostenibile, al divieto
dei rigetti in mare sulla base di un
calendario preciso di attuazione e in
combinazione con misure di accompagna-
mento. Il pacchetto prevede un nuovo
approccio per decentrare il processo
decisionale, abbandonando la "micro
gestione" a livello regionale e locale.


A FIRENZE TORNA ENERGETHICA

Si svolgerà a Firenze la settima edi-
zione di Energethica, rassegna dedicata
all'energia sostenibile e alle energie
alternative. Alla Fortezza da Basso,
dal 22 al 24 settembre, protagonista la
protagonista la filiera della green
economy, a partire dalla ricerca che
produce innovazione nel settore. Tra le
aree tematiche dell'evento le costru-
zioni ecocompatibili, le fonti rinno-
vabili e la produzione di energia per
uso domestico, la mobilità sostenibile.


A FIRENZE TORNA ENERGETHICA

Su una superficie espositiva di oltre
8.000 metri quadrati, Energethica pro-
porrà scoperte, invenzioni e prodotti
per la quotidianità a impatto zero,
oltre a convegni tematici, approfondi-
menti sulla svolta "verde" nella ricer-
ca e nella produzione, l'analisi delle
best practices più interessanti sul
territorio. L'evento si svolgerà in
contemporanea con il quarto "Festival
dell'Energia-L'energia spiegata" (Fi-
renze, 23-25 settembre) anch'esso in-
centrato sulle politiche energetiche.

A FIRENZE TORNA ENERGETHICA

Patrocinata da Regione Toscana, Comune
di Firenze e Province di Firenze, Siena
Pisa e Grosseto, Energethica vedrà la
partecipazione, tra gli altri, di Con-
findustria Firenze, della locale Con-
federazione nazionale dell'artigianato,
del Centro nazionale delle ricerche di
Firenze, del Consorzio per lo sviluppo
della Geotermia, dell'Università degli
studi del capoluogo toscano.
Tutte le informazioni sul sito web
Solo gli utenti registrati possono vedere i link!
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GREEN JOB

In questo termine, che letteralmente
significa "lavoro verde", si fanno
ricadere tutte le occupazioni che in
qualche modo possano avere attinenza
con l'ambiente. Ogni tipo di lavoro che
contribuisca al risparmio energetico o
del settore delle rinnovabili, che
abbia a che fare con la tutela del
territorio e della biodiversità può
definirsi a tutti gli effetti un green
job.


GREEN JOB

Il Programma delle Nazioni Unite per l'
Ambiente ha classificato e determinato
che tra questi possono rientrare lavori
in agricoltura, attività produttive,
ricerca e sviluppo, amministrativi e di
servizio che contribuiscono sostanzial-
mente a preservare o ripristinare la
qualità ambientale. Ma non solo: sono
green job i lavori che aiutano a pro-
teggere gli ecosistemi, ridurre il
consumo di energia, materiali, acqua e
rifiuti attraverso le strategie ad alta
efficienza.


GREEN JOB

Ce ne sono davvero tanti di lavori
"verdi" vista anche la rinnovata at-
tenzione che l'ambiente ha portato alla
crescita esponenziale di tutte le at-
tività ad esso connesse. Normale che vi
siano settori che tirino maggiormente
di altri: negli ultimi anni si sta af-
fermando più di altri il settore delle
rinnovabili. Non è un caso che si stia-
no diffondendo anche corsi di laurea, e
altri percorsi formativi, pensati pro-
prio per trasferire competenze ecolo-
giche alle nuove generazioni di lavora-
tori.
 
 MessaggioInviato: Sab Ago 20, 19:03:41  
Descrizione:
Rispondi citando
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  nuvolotta

Site Admin


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Sesso: Sesso:Femmina
Età: 58
Registrato: 01/12/05 18:04
Messaggi: 37815
nuvolotta is offline 




Sito web: http://www.nuvolotta.a...


NULL

IN ITALIA SEMPRE PIU'
IMPRESE ECOCERTIFICATE

Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte
sono le Regioni italiane in cui è più
alto il numero di imprese ecocertifica-
te. Questa la foto del settore scattata
dalla recente indagine di Accredia,
l'Ente unico italiano di accreditamento
secondo cui, a maggio 2011, i certifi-
cati emessi in conformità allo standard
UNI EN ISO 14001:2004 (norma che regola
i sistemi di gestione ambientale) sono
stati 8.910 e i siti produttivi certi-
ficati 15.661.

Lo standard ISO 14001 riguarda, tra gli
altri aspetti, la gestione delle risor-
se, la riduzione degli sprechi, il con-
tenimento dei consumi di materiali e il
miglioramento dell'efficienza energeti-
ca. Nonostante la crisi, dunque, le
aziende italiane sembrano sempre più
attente a costruire il proprio business
anche nel segno della certificazione
ambientale. Una tendenza che ha tra
l'altro una distribuzione geografica
omogenea.




Dall'osservatorio Accredia risulta che
il 55% delle certificazioni si concen-
tri al Nord, seguito dal Sud e dalle
Isole (24%) e dal Centro (21%). La
"palma d'oro" di Regione più verde va
alla Lombardia, con 2.350 imprese
certificate seguita dall'Emilia Romagna
(1.519) che, rispetto alla precedente
rilevazione, ha superato il Piemonte al
terzo posto. Da segnalare come la
Campania guidi, invece, le regioni del
Mezzogiorno con 1.191 siti.




Bene anche Veneto (1.343 imprese),
Lazio (878), Sicilia (773) e Puglia
(758): ciascuna delle quali ospita fra
il 5% e il 9% delle imprese ecocertifi-
cate del Paese. Stringendo la lente a
livello provinciale, si osserva come
siano Milano, Torino e Ravenna le
province con le imprese maggiormente
attente all'ambiente. La provincia
lombarda ospita da sola quasi il 37%
dei siti produttivi certificati
dell'intera Regione.


A BARI SOSTENIBILITA' IN PORTO

Bari porto all'avanguardia in tema di
efficienza energetica e abbattimento
delle emissioni inquinanti e gas serra.
E' quanto si punta a realizzare nel
capoluogo pugliese attraverso il
protocollo di intesa per l'innovazione
tecnologica e l'abbattimento delle
emissioni derivanti dalle attività
degli scali, siglato nelle scorse
settimane tra l'Autorità Portuale del
Levante e la Divisione Infrastrutture e
Reti di Enel.



A BARI SOSTENIBILITA' IN PORTO

Obiettivo dell'intesa è quello di ela-
borare un articolato sistema di inter-
venti con cui ottimizzare l'uso dell'
energia per le attività portuali, par-
tendo proprio dall'analisi dell'attuale
realtà. L'inserimento di innovazioni
tecnologiche sulla rete esistente e di
sistemi abilitanti l'integrazione ot-
timale di fonti di produzione di ener-
gia rinnovabile, permetterà un miglio-
ramento complessivo della gestione
energetica e dell'impatto ambientale
nell'area portuale.


A BARI SOSTENIBILITA' IN PORTO

Il protocollo d'intesa prevede l'offer-
ta di un'ampia gamma di interventi ad
alto valore ambientale: uno studio di
sistemi di mobilità elettrica ed inte-
grazione ottimizzata nella rete esi-
stente di fonti rinnovabili nell'area
portuale; l'adozione di sistemi di
illuminazione a led a basso consumo
nella rete di illuminazione delle aree
pubbliche portuali; iniziative di
illuminazione artistica e, in generale,
miglioramento dell'efficienza dei si-
stemi energetici dei porti.



A BARI SOSTENIBILITA' IN PORTO

E' previsto anche lo studio di un si-
stema di alimentazione elettrica delle
grandi navi che permetta, durante la
loro sosta in porto, l'abbattimento di
ingenti quantità di emissioni atmosfe-
riche prodotte dai generatori di bordo.
La maggiore efficienza e i sistemi di
abbattimento delle emissioni presenti
nelle centrali elettriche, infatti,
consentono, rispetto ai generatori di
bordo, una riduzione di oltre il 30%
delle emissioni di CO2 e di oltre il
95% per gli ossidi di azoto e il parti-
colato.



MINISTERO POLITICHE
AGRICOLE PROMUOVE L'OLIO D'OLIVA

Si chiama "Olio d'oliva, alta qualità
europea" ed è il progetto triennale
avviato dal Ministero delle politiche
agricole, Alimentari e Forestali per
aiutare il consumatore a distinguere
l'eccellenza dell'extravergine d'oliva.
Un'iniziativa che vale complessivamente
oltre cinque milioni di euro, il 50%
finanziato dall'Unione europea, il 20%
dall'Italia e il 30% dall'Unaprol (il
Consorzio olivico italiano).


MINISTERO POLITICHE
AGRICOLE PROMUOVE L'OLIO D'OLIVA

Due gli obiettivi principali del pro-
getto: la promozione del consumo con-
sapevole dell'olio extra vergine di
oliva negli Stati dell'Unione europea
considerati "nuovi consumatori" - come
Belgio, Danimarca e Paesi Bassi - e il
consolidamento dell'utilizzo in Italia,
in cui il mercato dell'olio è tradizio-
nalmente molto radicato. Un prodotto
che unisce, fa reddito per le imprese,
garantisce i consumatori ed esalta i
valori del territorio.



MINISTERO POLITICHE
AGRICOLE PROMUOVE L'OLIO D'OLIVA

Attraverso il progetto si proverà anche
a migliorare la comunicazione sull'
olio, facendo capire quanto siano all'
avanguardia in Italia il sistema di
qualità, la certificazione e il con-
trollo. Lo si farà attraverso campagne
stampa, promozioni nei punti vendita,
corsi di formazione per cuochi e visite
guidate. Target delle iniziative pro-
mozionali saranno i consumatori fino a
50 anni con una buona capacità di spe-
sa, in grado quindi di supportare un
prodotto di qualità.


MINISTERO POLITICHE
AGRICOLE PROMUOVE L'OLIO D'OLIVA

Alimento fondamentale della dieta medi-
terranea, l'olio d'oliva è considerato
un elemento fondamentale per la cura e
la prevenzione di diverse patologie. Il
suo uso abituale riduce la presenza di
colesterolo "cattivo" e aumenta la
percentuale di quello "buono". Diminui-
sce di circa il 30% la possibilità di
infarto cardiaco e la pressione arte-
riosa. I polifenoli e la vitamina E
presenti nell'olio contribuiscono a
prevenire l'arteriosclerosi e rallen-
tano l'invecchiamento delle cellule.



BOCCHE DI BONIFACIO PRIMA
ZONA "SENSIBILE"

Lo Stretto di Bonifacio, tra la Corsica
e la Sardegna, e le zone circostanti
sono riconosciute "Area marina partico-
larmente sensibile". Una designazione -
adottata su proposta italo-francese
nella 62esima Sessione della Commissio-
ne per la protezione dell'ambiente ma-
rino (Mepc) dell'International Maritime
Organization - che consente di adottare
misure volte a rafforzarne la protezio-
ne ambientale, in considerazione del
valore speciale e della fragilità dell'
area.


BOCCHE DI BONIFACIO PRIMA
ZONA "SENSIBILE"

Una grande sfida per la conservazione
di uno degli angoli più suggestivi del
Mare nostrum e per un suo sviluppo
all'insegna dell'ecosostenibilità. Si
tratta del primo tipo di area sensibile
istituita nel Mar Mediterraneo e la
seconda al mondo a riguardare uno
stretto internazionale. Il provvedi-
mento prevede che nel 2012, nell'area
dello Stretto, entri in vigore un
sistema di ''pilotaggio raccomandato''
che consentirà di far 'accompagnare' le
navi che trasportino merci pericolose.



BOCCHE DI BONIFACIO PRIMA
ZONA "SENSIBILE"

Verrà inoltre agevolata la costituzione
del previsto Gruppo europeo di coope-
razione territoriale (Gect) tra il
Parco nazionale dell'Arcipelago della
Maddalena e le parallele aree protette
della Corsica, destinato a promuovere
la predisposizione di progetti comuni
per lo sviluppo sostenibile dei terri-
tori compresi tra i due parchi, e la
proposta di dichiarare l'area dello
Stretto delle Bocche di Bonifacio
patrimonio dell'Unesco.


SULLE MADONIE CON ECO
TARGA FLORIO

Il primo week end autunnale vedrà la
Sicilia tingersi di verde grazie all'
Eco Targa Florio: dal 29 settembre al
2 ottobre auto di nuova generazione e
modelli d'epoca si confronteranno in
una gara di regolarità della durata di
tre giorni e due notti, lungo il cele-
bre circuito delle Madonie. Tre i mo-
menti più interessanti legati alla so-
stenibilità: l'Eco Targa Florio Green
Prix, l'Eco Targa Florio Classic e il
Forum Internazionale della Mobilità
Sostenibile.


SULLE MADONIE CON ECO
TARGA FLORIO

L'Eco Targa Florio Green Prix è una
gara rivolta a veicoli a energia al-
ternativa: un vero e proprio laborato-
rio di sviluppo, dove le più importanti
case automobilistiche potranno promuo-
vere e testare i loro modelli ecologi-
ci. L'Eco Targa Florio Classic coinvol-
gerà il top del collezionismo interna-
zionale con le auto d'epoca: parte di
queste utilizzeranno carburanti alter-
nativi, soluzioni tecniche d'avanguar-
dia che permetteranno ai gioielli del
passato di sopravvivere alla modernità.


SULLE MADONIE CON ECO
TARGA FLORIO

Il Forum Internazionale della Mobilità
Sostenibile, gestito tra gli altri
dall'Automobile club di Palermo, sarà
invece un momento d'incontro e di
discussione su temi legati alla soste-
nibilità e alle fonti rinnovabili che
coinvolgerà rappresentanti delle case
automobilistiche, addetti ai lavori,
ricercatori ed esponenti politici. Temi
quanto mai attuali in un territorio,
qual'è quello siciliano, votato natu-
ralmente alla produzione di energie
alterative.

CERTIFICAZIONE UNI EN ISO 14001

La UNI EN ISO 14001 è uno standard in-
ternazionale per guidare le aziende
attraverso un processo di miglioramento
continuo delle performance ambientali e
l'introduzione di un sistema gestiona-
le.
La ISO 14001 è una norma a carattere
volontario, applicabile a tutte le ti-
pologie di imprese, che definisce come
sviluppare un efficace sistema di ge-
stione ambientale.

CERTIFICAZIONE UNI EN ISO 14001

In particolari settori, una corretta
gestione ambientale influisce notevol-
mente sull'immagine del prodotto o del
servizio offerto e può costituire un
fattore differenziante nelle scelte dei
consumatori: essere già in possesso
della certificazione ISO 14001 rappre-
senta un vantaggio competitivo. La
norma richiede che l'azienda definisca
i propri obiettivi e target ambientali
e implementi un sistema di gestione
ambientale che permetta di raggiunger-
li.

CERTIFICAZIONE UNI EN ISO 14001

La certificazione, riconosciuta a li-
vello mondiale, viene concessa da
organismi privati qualificati. La norma
ISO 14001 consente alle aziende, oltre
a ridurre l'impatto ambientale, di
raggiungere anche i seguenti obiettivi:
il miglioramento della propria immagi-
ne, la diminuzione dei rischi di san-
zioni penali o amministrative, la ridu-
zione dei premi assicurativi per inci-
denti ambientali.
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SOSTENIBILITA' TRA I BANCHI
CON IL WWF

Anche nell'anno scolastico ormai pros-
simo il Wwf porterà la natura nelle
classi con nuove proposte di educazione
ambientale, pensate per bambini e
ragazzi dalla scuola dell'infanzia fino
alle superiori. Nessun libro da impa-
rare a memoria visto che a tutte le età
natura e vivere sostenibile si imparano
giocando, sperimentando, osservando,
costruendo, leggendo, andando in gita
scolastica nelle aree protette o anche
nel giardino della scuola


SOSTENIBILITA' TRA I BANCHI
CON IL WWF

I percorsi educativi proposti dal Wwf
sono legati ai principali temi ambien-
tali, all'attualità e alle scelte d'
approfondimento indicate dai Ministeri
dell'Istruzione e dell'Ambiente. Si
tratta di programmi didattici pensati
per stimolare nei ragazzi l'osservazio-
ne del mondo che li circonda, che
partono dalle loro esperienze concrete
e li invitano all'individuazione e
all'adozione di soluzioni personali e
praticabili.

SOSTENIBILITA' TRA I BANCHI
CON IL WWF

Sono ormai trent'anni che l'associazio-
ne del Panda s'impegna per diffondere
nei giovani l'amore per l'ambiente in
cui vivono e il rispetto per tutte le
specie viventi. Lo fa attraverso i per-
corsi educativi "Panda Club" e "Panda
Explorer", programmi didattici all'
avanguardia realizzati dai migliori
esperti di educazione ambientale. Oltre
15.000 gli insegnanti che hanno scelto
questi percorsi educativi, quasi 4.000
ogni anno le classi che prediligono un
programma didattico Wwf.


SOSTENIBILITA' TRA I BANCHI
CON IL WWF

Molteplici i riconoscimenti ricevuti:
dal premio per l'impegno nell'educa-
zione ambientale consegnato dal Presi-
dente della Repubblica, all'accredita-
mento del Wwf, da parte del Ministero
dell'Istruzione, come ente certificato
per la formazione dei docenti, al ri-
conoscimento della Commissione Italiana
Unesco che promuove nel nostro Paese il
Decennio Onu (2005-2014) dell'educazio-
ne allo Sviluppo Sostenibile. Tutti i
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FOTOVOLTAICO EMILIA-ROMAGNA:
+230% IN SEI MESI

Con una crescita del 230% in soli sei
mesi, l'Emilia-Romagna si conferma nel
primo semestre 2011 come una delle lo-
comotive del fotovoltaico italiano. La
Regione è terza in Italia per potenza
installata con 738,3 megawatt (una po-
sizione in più rispetto al dicembre
2010), scavalcando il Veneto (688,7 mw)
e preceduta solo da Puglia (1.154,4 mw)
e Lombardia (805,2 mw). Al 30 giugno
2011 l'Emilia-Romagna è terza anche per
numero di impianti con 21.530 installa-
zioni.


FOTOVOLTAICO EMILIA-ROMAGNA:
+230% IN SEI MESI

Impressiona l'accelerazione emiliano
romagnola considerando che nel 2009 la
potenza installata in Regione era di 65
megawatt, passati a 223 alla fine del
2010, con un incremento in un anno del
246%. Se il trend del primo semestre
fosse confermato per tutto l'anno, si-
gnificherebbe che l'incremento del fo-
tovoltaico in Emilia-Romagna superereb-
be abbondantemente il 400%. Altro dato
significativo è quello per cui sul ter-
ritorio è installato il 10,4% della
potenza fotovoltaica italiana.


FOTOVOLTAICO EMILIA-ROMAGNA:
+230% IN SEI MESI

Tra le province dell'Emilia-Romagna, il
primo semestre dell'anno ha visto il
primato di Ravenna, che si conferma
provincia solare con un totale di po-
tenza installata pari a 194.745
chilowatt, davanti a Bologna (119.733
kw) e Forlì-Cesena (94.496 kw), che ha
raggiunto il terzo posto scavalcando
Modena (83.315 kw). Rimini resta all'
ultimo posto di questa graduatoria: il
fotovoltaico installato è aumentato ma
in maniera minore rispetto alle altre
circoscrizioni regionali.


CIBI E IMPATTO AMBIENTALE,
ECCO QUALE INQUINA DI PIU'

Per quanti fossero curiosi di sapere
quali siano i cibi la cui produzione
comporti il maggior impatto ambientale,
c'è da oggi il rapporto americano
"Meat. Eat less. Eat greener". Dallo
studio emerge come in cima alla
classifica vi sia l'agnello - oltre 39
chili di CO2 rilasciati in atmosfera
per ogni kg di carne prodotta - seguito
dal manzo e come la produzione di for-
maggio generi più gas serra di quanti
se ne producano per il maiale.


CIBI E IMPATTO AMBIENTALE,
ECCO QUALE INQUINA DI PIU'

Al contrario, tra gli alimenti più
"virtuosi" figurano pomodori e lentic-
chie che per ogni kg di prodotto rila-
sciano in atmosfera la stessa quantità
di anidride carbonica. Le rilevazioni
sono state fatte basandosi sui metodi
produttivi statunitensi. Nel caso dei
bovini e dei prodotti caseari le emis-
sioni sono dovute in particolare alle
grandi quantità di metano e anche al
massiccio ricorso a carburanti, acqua e
fertilizzanti.


CIBI E IMPATTO AMBIENTALE,
ECCO QUALE INQUINA DI PIU'

Secondo le previsioni il consumo annua-
le di carne pro capite nel mondo aumen-
terà dai 37 kg attuali ai 52 del 2050,
con il numero dei capi bovini che cre-
scerà del 70% dal miliardo e mezzo del
2000 a 2,6 miliardi entro la metà di
questo secolo. Tra i problemi causati
da questa tendenza, gli studiosi evi-
denziano quello dei prezzi globali del
cibo che, a causa delle sempre più
vaste colture dedicate alla produzione
di mangimi per bestiame, continueranno
a essere più alti.

CIBI E IMPATTO AMBIENTALE,
ECCO QUALE INQUINA DI PIU'

Quello legato alle risorse destinate
all'allevamento è un problema che ri-
guarda anche il pesce e in modo parti-
colare il salmone. Sempre più diffuso
sulle nostre tavole, questo vorace
predatore necessita di grandi quanti-
tativi di farina di pesce - ottenuta
dalla macinazione di pesci di piccola
taglia, ossa e viscere incluse, e delle
carcasse di pesci e crostacei più gros-
si - che per essere prodotta genera a
sua volta elevate quantità di gas
serra.


ALLARME TONNO ROSSO
NEL MAR LIGURE

Negli ultimi tempi è tornato alla ri-
balta delle cronache per aver disturba-
to i pescatori liguri impegnati nella
pesca alla lampara, bucando le reti con
dentro le acciughe o avventandosi sotto
le luci e mangiando tutti i pesci.
Eppure quella del tonno rosso è un
pesce a rischio estinzione, a causa di
una pesca industriale in passato senza
regole. L'Unione internazionale per la
conservazione della natura (Iunc) lo ha
classificato nella lista nera delle
specie in grave pericolo di estinzione.


ALLARME TONNO ROSSO
NEL MAR LIGURE

A correre i pericoli più immediati sono
ben cinque delle otto specie conosciute
di tonno, in particolare il tonno rosso
(Tunnus Thynnus) e il tonno australe,
ma sono considerati a rischio anche il
tonno obeso, il tonno a pinne gialle e
il tonno alalunga: in altri termini le
specie più richieste dai mercati ittici
e utilizzate dall'industria conservie-
ra. Si tratta di animali longevi, che
crescono lentamente e hanno un ciclo
riproduttivo più lungo rispetto ad
altre specie.


ALLARME TONNO ROSSO
NEL MAR LIGURE

Attualmente la pesca al tonno rosso è
sospesa, sia per i dilettanti che per i
professionisti, ai quali resta una
quota di soli sei quintali all'anno.

Quando si pesca un tonno però, bisogna
seguire un iter abbastanza scrupoloso:
è necessario innanzitutto che il pe-
scatore compili una dichiarazione,
successivamente prima di essere venduto
il pesce viene pesato e fotografato e
la pratica inviata a Roma, dove si
stanno effettuando vari studi su questa
tipologia di pesce.


IL FORUM INTERNAZIONALE DEGLI
ACQUISTI VERDI

A che punto è la Pubblica amministra-
zione italiana rispetto a quelle euro-
pee in tema di acquisti verdi? Quanti
Comuni, Province, Regioni inseriscono
green nei loro appalti e nelle scelte
di acquisto? Quale quota di mercato dei
prodotti e dei servizi sostenibili in-
crocia nel nostro Paese la domanda del-
PA? Intorno a queste domande si svilup-
perà la quinta edizione di "Compraverde
Buygreen", il forum internazionale de-
gli acquisti verdi in programma il 6 e
7 ottobre a Cremona.


IL FORUM INTERNAZIONALE DEGLI
ACQUISTI VERDI

Evento di riferimento per gli attori
coinvolti nella diffusione degli acqui-
sostenibili pubblici e privati -promos-
so tra gli altri da Provincia di Cremo-
na, Coordinamento Agende 21 Locali Ita-
liane, Regione Lombardia -"Compraverde
Buygreen" punta a promuovere e valoriz-
zare progetti e politiche, beni e ser-
vizi di green procurement pubblico e
privato, favorire il confronto tra enti
imprese e realtà del non profit, e in-
centivare la produzione e il mercato
"verde".


IL FORUM INTERNAZIONALE DEGLI
ACQUISTI VERDI
"Comprare verde" significa acquistare
servizi e beni sostenibili, valutando
prima il loro impatto ambientale nell'
intero ciclo di vita, dalla produzione
allo smaltimento. Dagli alimenti e
servizi di ristorazione all'arredamento
e all'edilizia, dalla carta alla can-
celleria, alle attrezzature elettriche
e informatiche. Ancora prodotti tessi-
li, gestione dei rifiuti, servizi ener-
getici, trasporti, servizi di pulizia e
al territorio (verde pubblico, arredo
urbano), fino all'organizzazione di
eventi.

IL FORUM INTERNAZIONALE DEGLI
ACQUISTI VERDI

In Italia sono molte le esperienze
virtuose e innovative, ma la strada da
percorrere è ancora lunga per poter
vantare risultati incisivi negli
acquisti verdi della Pubblica Ammini-
strazione (oggi la spesa complessiva è
pari al 17% del Prodotto interno lordo
nazionale). "Compraverde Buygreen", a
ingresso gratuito, propone anche un
programma di convegni, seminari per
operatori, dibattiti, laboratori e
un'area espositiva con le esperienze
più innovative.


IMPRONTA ECOLOGICA

Si definisce impronta ecologica l'indi-
ce statistico utilizzato per misurare
la richiesta umana nei confronti della
natura e dell'ambiente. L'impronta met-
te in relazione il consumo umano di ri-
sorse naturali con la capacità della
Terra di rigenerarle: in altri termini
misura l'area biologicamente produttiva
di mare e di terra necessaria per ri-
creare le risorse consumate da una po-
polazione umana e per assorbire i ri-
fiuti corrispondenti.


IMPRONTA ECOLOGICA

Il termine compare per la prima volta
nel 1987, con la presentazione del
"Rapporto Bruntland". La metodologia
dell'impronta ecologica è centrata sui
consumi di una popolazione e non sulle
produzioni: in questo modo essa non
fornisce informazioni sull'inquinamento
locale causato dalle produzioni che
avvengono all'interno della regione
considerata, ma riesce a conteggiare
l'impatto ambientale provocato, a
livello mondiale, dalla popolazione
stessa.

IMPRONTA ECOLOGICA

L'impronta ecologica di un italiano è
in media di 5,5 ettari pro capite:
ognuno di noi oltrepassa di ben tre
volte il tetto dei consumi accettabile
per avere un'economia ambientalmente
sostenibile e un'equa ripartizione
delle risorse. Si può inoltre confron-
tare l'impronta ecologica italiana con
la capacità biologica della nazione,
pari a 1,92 ettari pro capite. La
differenza fra l'impronta ecologica e
la capacità biologica rappresenta il
"deficit ecologico" del Paese.
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