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Gaia la fioraia
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 MessaggioInviato: Ven Nov 07, 07:34:37  Gaia la fioraia
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  nuvolotta

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Gaia la fioraia
Il negozio di fiori di Gaia era bello, ampio spazioso, con tanta luce come e giusto che sia un ambiente per fiori e piante. Inoltre, Gaia, era riuscita a ricavare in un angolo, una specie di salottino con poltroncine e tavolino dove ogni giorno si davano appuntamento alcune sue amiche...
di Paolo Leali

Gaia la fioraia
di Paolo Leali
Il negozio di fiori di Gaia era bello, ampio spazioso, con tanta luce come e giusto che sia un ambiente per fiori e piante.
Inoltre, Gaia, era riuscita a ricavare in un angolo, una specie di salottino con poltroncine e tavolino dove ogni giorno si davano appuntamento alcune sue amiche, e dove pure lei si fermava ogni volta che il lavoro lo permetteva.

«Buongiorno signora, desidera?».
«Voglio una pianta fiorita con un grosso vaso...»
Gaia la interruppe con modi garbati.
«Voglio...., sarebbe meglio un «vorrei», visto che forse potremmo anche non essere in grado di accontentare le sue attese».
La cliente si irrigidi solo per un attimo, sorpresa dalla precisazione della fioraia, ma non diede seguito alla faccenda, considerando che aveva fretta.
«Guardi, lasciamo perdere. Ho parcheggiato il Mercedes sul marciapiedi con dentro Birillo che, se non torno subito, mi distrugge i sedili. Quella pianta li, con quel fiore giallo-arancio che sembra il becco di un pellicano e la cresta da pappagallo dell'Amazzonia; lo mandi a questo indirizzo, confezione regalo. Ecco 50 euro. Bastano?»

«Mi scusi, signora, i soldi sono sufficienti, ma noi non facciamo consegne».
«Come sarebbe che non fate consegne a domicilio! Oggi si spediscono fiori in tutte le parti del mondo, e voi non consegnate una pianta in citta? Ma dove sono capitata? Tanti negozi di fiori, proprio qui dovevo entrare?»
«Si, in effetti, il nostro e un negozio diverso dagli altri. Vede, non e che non facciamo consegne a domicilio, noi non facciamo nessuna consegna in assoluto, non diamo via niente. Tutti i fiori e le piante che lei vede non escono da questo negozio».

La signora era rimasta immobile con i suoi 50 euro tra le dita, lo sguardo fisso in cerca di risposte.
«E poi, mi scusi, la pianta che lei ha cosi pittorescamente descritto, paragonandola al becco di un volatile, e in realta, una Strelitzia. Cresce spontanea nelle isole Canarie, ma si adatta facilmente a vivere anche da noi; ha bisogno di terra acqua e luce come la maggior parte delle piante. Sembra che sia sensibile anche ad attenzioni di tipo spirituale».

La signora ascolto con attenzione, poi ripose i soldi nel portafoglio e disse «Mi aspetti, torno tra cinque minuti».
Torno dopo dieci, ma non era piu la stessa di prima.
«Ho cercato un parcheggio, ho messo la museruola a Birillo e l'ho legato al palo del parcheggio, ho telefonato per disdire gli impegni. Adesso mi spieghi: lei non vende piante.»
«Al contrario - rispose la Gaia fioraia - la maggior parte delle piante che lei vede qui sono vendute, solo che restano in negozio. Spesso le piante in appartamento soffrono per mancanza di cure o per esposizioni sbagliate e quindi deperiscono velocemente. Noi garantiamo cure continue ed adeguate».

La cliente cominciava ad appassionarsi alla novita.
«Ma in questo modo viene meno il piacere di regalare e soprattutto di ricevere fiori».
«Mi consenta di correggere le sue affermazioni che appaiono di uso abbastanza comune e condiviso, ma vede signora...a proposito non ci siamo ancora presentate; io sono Gaia la fioraia».

«Margherita» rispose.
«Complimenti Margherita, cosa darei per avere io un nome come il suo...

Gaia la fioraia
le dicevo: lei puo godere ugualmente del regalo che sta per fare, puo compilare uno di questi fogli dove lei annuncia alla sua amica che presso il nostro negozio e in deposito una pianta che lei le ha regalato e che puo venire a vedere tutte le volte che riterra opportuno. In fondo al negozio abbiamo allestito un salottino dove e possibile fermarsi e scambiare due parole con altre signore proprietarie di una o piu piante. Ma, la prego, si accomodi, venga a conoscere le altre signore. Sono quasi le cinque, tra pochi minuti serviremo il the, alle otto verranno offerti salatini e voul au vent con prosecchino perche oggi e venerdi e il negozio rimane aperto fino alle undici».

Margherita era entrata di corsa per una commissione veloce, ed ora si trovava coinvolta in una situazione nuova imprevista ed imprevedibile, ma proprio per questo, carica di intensita intrigante.
Alle undici, sulla porta del negozio, mentre si infilava i guanti, Margherita disse: «No, care amiche, non insistete, domani proprio non posso. Devo portare Birillo dal veterinario... Mio Dio! Birillo, l'ho lasciato legato al parcheggio vicino al Mercedes. Scusate, devo scappare».
L'auto c'era ancora.
Accese il cellulare; c'erano venticinque chiamate senza risposta.

Birillo le salto addosso per farle festa appena apri la porta di casa. Fu l'unico.
«Ho dovuto interrompere una riunione col presidente per andare a recuperare il cane. - disse il marito senza staccare gli occhi dalla Tv - L'associazione degli amici di Fido o come diavolo si chiama, ha rintracciato il mio numero attraverso il tatuaggio di Birillo e mi ha martellato di telefonate minacciandomi di denuncia per maltrattamenti se non fossi andato a recuperarlo immediatamente presso la loro sede. Ho provato a cercarti sul cellulare per almeno venti volte, ma era sempre muto e cosi sono andato io. Senti Margherita, ormai siamo grandi e vaccinati. Non ho nessuna intenzione di fare delle scenate, non c'e n'e mai stato bisogno. Non voglio sapere dove sei stata tutto il giorno, con chi e cosa tu abbia fatto. Se vuoi dirmelo ti ascoltero con tutta l'attenzione e comprensione possibile. Una cosa sola ti chiedo: non tirare fuori scuse banali, non inventarti storie inverosimili. Abbi rispetto per la mia intelligenza».

Margherita rimase immobile per tutto il tempo che le servi per ripensare al pomeriggio appena trascorso, considero cosa potesse dire e cosa suo marito si aspettava che dicesse. Poi parlo: «Ho un amante»..
_________________
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