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I RIMEDI DI AUTUNNO INVERNO
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 MessaggioInviato: Sab Dic 27, 02:51:05  I RIMEDI DI AUTUNNO INVERNO
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La ricotta sulla gola

Il mal di gola è spesso il primo segnale che ci avvisa dell´arrivo dei batteri patogeni. È necessario debellarli prima che, passando per le vie respiratorie, prolifichino e causino cadute influenzali.

Cestino di ricottaIl mal di gola è spesso il primo segnale che ci avvisa dell´arrivo dei batteri patogeni.

È necessario debellarli prima che, passando per le vie respiratorie, prolifichino e causino cadute influenzali.

Per questo mal di stagione sono molto utili i gargarismi che disinfettano il cavo orale.

Come preparare i risciaqui per gargarismi? Si possono preparare con:


* succo di limone diluito in acqua (ripetuti due o tre volte al dì per cinque minuti)

* la tintura madre di propoli sempre diluita in acqua (10 gocce tre volte al dì per 10 giorni)

* con un succo di limone, un cucchiaino di propoli, mezzo di miele ed eventualmente dieci gocce di aceto di vino. Bisogna mescolare gli ingredienti in un bicchiere e aggiungere acqua tiepida fino all´orlo


Sulla gola arrossata si può applicare anche un impacco di ricotta che ha un´azione sfiammante, drenante e che aiuta ad attivare le difese locali.

Come preparare l´impacco con la ricotta?
Prendete la ricotta, mescolatela fino a renderla cremosa, avvolgetela in una garza e ponetela sulla gola a contatto con la pelle. Completate poi l´avvolgimento con una sciarpa di lana affinché il calore prolunghi l´efficacia dell´impacco che deve essere a piacere tiepido o caldo e deve lasciato sulla gola per 30 o 40 minuti.

Per sconfiggere il mal di gola è bene anche aiutare le difese immunitarie, assumendo 30 gocce tre volte al giorno di macerato glicerico di rosa canina e di ribes nero. Contengono molta vitamina C che ha un´azione anti infettiva e anti infiammatoria.

a cura del Dott. Bianchi,
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Le piante contro il raffreddore

Per combattere il raffreddore è molto utile la tisana di foglie di timo ed eucalipto, foglie ricche di olii essenziali che hanno un´azione disinfettante, battericida e mucolitica.

eucaliptoPer combattere il raffreddore è molto utile la tisana di foglie di timo ed eucalipto, foglie ricche di olii essenziali che hanno un´azione disinfettante, battericida e mucolitica. Va bevuta quotidianamente tre volte al dì per una settimana o per dieci giorni.

Come preparare la tisana?
Bisogna portare ad ebollizione una tazza d´acqua e aggiungervi un cucchiaino di foglie di timo e uno di foglie di eucalipto. Poi si spegne la fiamma e si lascia quindici minuti in infusione. Dopo aver filtrato con un colino, si aggiunge qualche goccia di limone e si dolcifica con miele.

Con questa tisana si possono fare anche inalazioni. Una volta versata la tisana in un recipiente bisogna inalare profondamente per dieci minuti due volte al giorno.
Le foglie di timo e di eucalipto si possono facilmente trovare in erboristeria.

Un ottimo rimedio è anche il tea tree oil, l´essenza estratta dalle foglie della malaleuca alterifoglia, un albero originario dell´Australia. Bisogna spalmare due o tre gocce dell´olio davanti alla gola, alle narici e sul naso, massaggiando vigorosamente per trenta secondi. Il tea tree oil, che ha un´azione antisettica, è facilmente recuperabile in farmacia o in erboristeria.

In caso di raffreddore è inoltre consigliabile consumare molta vitamina C naturale per la sua funzione anti infettiva e anti infiammatoria. Ottimi i succhi di limone, di arancia e di pompelmo, preferibilmente di coltivazione biologica. La vitamina C è inoltre presente nei frutti (cinorroidi) della rosa canina, una specie di rosa selvatica diffusa in tutt´Europa. Dai frutti, che contengono un quantitativo anche 20 volte superiore di vitamina C rispetto agli agrumi tradizionali, si ottengono compresse e sciroppi.

Per sconfiggere il raffreddore è bene anche masticare qualche pezzetto di peperoncino o di mele verdi. Il peperoncino ha un´ottima azione mucolitica mentre l´acido malico delle mele ha un´azione disinfettante sia sul cavo orale sia nelle vie dell´apparato respiratorio.

a cura del Dott. Bianchi
18/2/2002
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Il vapore contro la sinusite

Il vapore è un mezzo utile e semplice per debellare oltre alla sinusite anche bronchiti, faringiti e raffreddori.

La sinusite è una infezione con una infiammazione di alcune piccole cellette pneumatiche che si trovano dietro il naso, dietro la fronte e dietro le mascelle. Quando il muco intasa queste cellette, provocando una sensazione di pesantezza e cefalea, bisogna intervenire con terapie drenanti.
Molto efficace è l´inalazione di vapore, che ha una funzione mucolitica, antisettica, antispastica e idratante. Vi sono vari modi per inalare il vapore:


* Il sistema dei suffumigi è semplice, ma non troppo forte. Bisogna mettere in un recipiente acqua bollente con erbe o oli essenziali (lavanda, eucalipto, elicriso) e inspirare profondamente

* L´areosol è utile, ma ha solo funzioni detergenti e idratanti

* Gli inalatori a getto di vapore termale sono il metodo più efficace per inalare vapore


Gli inalatori, reperibili in farmacia (è possibile anche noleggiarli), possono essere usati in casa per inalazioni caldo-umide con:


* acque termali (es. Tabiano, Sirmione, ecc.) ad azione mucolitica

* tisane di erbe o oli essenziali (lavanda, eucalipto, elicriso) ad azione antiallergica e disinfettante

* propoli ad azione antibatterica

* limone, camomilla e bicarbonato


Gli apparecchi sono dotati di un tubicino esterno che si può infilare in una bottiglia con le sostante che vi ho indicato. E´ meglio fare un ciclo di 12 inalazioni a cadenza quotidiana sempre con lo stesso principio. Ogni inalazione deve durare almeno dodici minuti.

Queste inalazioni sono utili non solo in caso di sinusiti, ma anche in caso di raffreddori, laringiti, faringiti, bronchiti e otiti.
Efficace contro la sinusite anche il tea tree oil, l´essenza estratta dalle foglie della malaleuca altenifoglia, un albero originario dell´Australia. L´olio, che ha un´azione antisettica, va spalmato sulle parti dolenti massaggiando vigorosamente per trenta secondi. Bisogna evitare di esporre gli occhi, le mucose più delicate. Particolare attenzione va prestata nei confronti dei bambini. Il tea tree oil è facilmente recuperabile in farmacia o in erboristeria.
Se la sinusite è cronica o è molto forte è consigliabile consultare un medico perché egrave; necessario intervenire con una terapia antibiotica o antisettica mirata (anche a base naturale).

a cura del Dott. Bianchi
20/2/2002
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I geloni si combattono con le erbe svedesi

Tisane e impacchi alle erbe svedesi aiutano chi è ipersensibile al freddo a tenere sottocontrollo le fastidiose infiammazioni da freddo ai piedi

I geloni sono lesioni da freddo dovuti alla carenza di sangue nelle estremità. Il freddo, provocando una vasocostrizione, riduce la circolazione periferica che deve essere invece ripristinata. I tessuti possono infiammarsi con edema, gonfiore e congestione venosa.

Ottimo per l´azione vasodilatatrice l´amaro di erbe svedesi Maria Treben. E´ consigliabile prendere l´amaro per via orale (un cucchiaino da caffè tre volte al dì) oltre ad applicarlo direttamente sulla parte dolente (15 gocce sui piedi sfregando bene).
Con l´amaro di erbe svedesi si possono fare anche impacchi così da aumentarne l´azione vasodilatatrice. Bisogna bagnare la garza con l´amaro, porla sui piedi e avvolgerla con della pellicola per evitare che si muova. La garza va tenuta per qualche ora. Queste erbe si trovano in farmacia o nelle migliori erboristerie.
artemisiaMolto utili per la loro azione riscaldante sono anche pediluvi con acqua e aceto, con l´essenza glicerinata di rosmarino o con l´artemisia. A questi trattamenti è bene associare l´assunzione di tisane calde a base di camomilla, salvia, rosmarino e timo facilitano la circolazione periferica.

Per preparare la tisana bisogna portare ad ebollizione una tazza d´acqua e aggiungervi una delle erbe tra quelle che vi ho consigliato (uno o due cucchiaini). Si spegne poi la fiamma e si lascia quindici minuti in infusione. Dopo aver filtrato con un colino si aggiunge qualche goccia di limone e si dolcifica con miele.

a cura del Dott. Bianchi
27/2/2002
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Al sole con la calendula

La calendula ottima per le screpolature e per l´abbronzatura

calendulaIn questa stagione le mani, il viso e le labbra sono spesso screpolate.
Un rimedio naturale molto efficace è la calendula. Il fiore di calendula contiene infatti betacarotene e bioflavonoidi i quali hanno un´azione protettiva e antinfiammatoria.
La pomata di calendula va spalmata prima di andare a letto sulle parti dolenti, avendo poi l´accortezza di coprirle per tutta la notte con una garza. La sola applicazione per pochi minuti della pomata non ha infatti un´efficacia sufficiente.
Per chi abitualmente ha la pelle ruvida e secca, è consigliabile invece la crema di calendula (a componente più acquosa rispetto alla pomata). Va usata per massaggiare il corpo dopo il bagno o la doccia.
Ottimo, oltre alla pomata e alla crema, anche l´unguento di calendula, che è più ricco di grasso e quindi ha un´azione più stabile e prolungata nel tempo. Il suo uso quotidiano e prolungato può contribuire a ridurre vecchie cicatrici. E´ utile anche in caso di ulcerazioni e di vene varicose.
Poco conosciuta è un´altra proprietà dell´unguento di calendula: la sua azione abbronzante.
L´unguento favorisce infatti un graduale assorbimento dei raggi solari, prevenendo le scottature ed evitando che la pelle si desfogli. Va spalmato quotidianamente sul viso e sul labbro prima di esporsi al sole.

a cura del Dott. Bianchi
6/3/2002
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Febbricitanti? Pronto soccorso naturale

Tutto quello che dovete sapere per affrontare la febbre senza ricorrere a farmaci e antibiotici

Nell´ultimo appuntamento il Dott. Bianchi ci ha spiegato che la febbre ha un importante ruolo difensivo, mentre noi erroneamente crediamo sia solo un nemico da debellare a tutti i costi con farmaci e antibiotici, spesso senza neanche aver verificato la diagnosi con un medico. Approfondiamo ora l´argomento chiedendo al dott. Bianchi come ci dobbiamo comportare nelle prime 48 ore di febbre, nell´attesa dell´arrivo del nostro medico curante.
È essenziale, quando si è in uno stato febbrile, bere molti liquidi. Vi consiglio frullati, minestre, succhi centrifugati, camomilla o acqua e limone. Sono re-idratanti e digeribili.
Ottime anche le tisane di tiglio e sambuco che per la loro azione sudorifera vengono chiamate aspirine vegetali.
Consultate la scheda sulla preparazione delle tisane.
Se c´è appetito va adottata una dieta mediterranea leggera a base di cibi semplici freschi e digeribili come frutta, minestre, riso o succhi.

Importante aumentare di 5-10 volte l´assunzione giornaliera di vitamina C. Potete coprire il fabbisogno con alimenti come i kiwi, le arance e i limoni. Vi consiglio le spremute o i succhi freschi di agrumi che andrebbero integrate con la rosa canina o l´acerola, i due alimenti più ricchi di vitamina C.
Consultate la rubrica Rosa canina: la ricca fonte di vitamina C

In caso di stato febbrile nell´attesa dell´arrivo del vostro medico curante vi sono utili nelle prime 48 ore alcuni ausili:
la frizione fredda che apre i pori cutanei e aumenta la reazione della pelle favorendo la sudorazione e l´effervescenza della febbre. La reazione vasomotoriacutanea aiuta a proteggere il cervello da eccessive congestioni e da convulsioni febbrili. Ai primi rialzi febbrili va praticata fino a 6 volte al giorno con immediato riposo a letto ben coperti con un´eventuale boulle calda ai piedi. Consultate la scheda sulla frizione fredda

il cataplasma di fango o argilla che riduce la temperatura addominale, assorbe tossine e riduce le infiammazioni. Ha inoltre un´azione antisettica, detossicante e lievemente antipiretica. Consultate la scheda sul cataplasma

il clistere di pulizia: è un lavaggio interno da eseguire con 500cl di acqua o con una tisana diluita al 50 % di tiglio e camomilla a 37 gradi C (sentirla tiepida con le mani). Ha una funzione idratante (indicato in caso di stipsi o diarrea), riduce la temperatura dei visceri, attiva il sistema immunitario intestinale, favorisce il drenaggio epato-renale in un momento in cui il corpo ha bisogno di concentrare le forze contro i microbi. Abbassa velocemente e per alcune ore la temperatura corporea.

Questi consigli sono validi per tutti gli episodi febbrili, perché consentono all´organismo di riattivare rapidamente i meccanismi di difesa per il raggiungimento della guarigione, il superamento dell´infezione e l´irrobustimento del corpo. Sono di aiuto per affrontare, come ho già precisato, le prime 24-48 ore di febbre, nell´attesa della diagnosi di un dottore.

a cura del Dott. Bianchi
1/1/2003
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Tutto quello che c'è da sapere sulla febbre

Raffreddati? Febbricitanti? Per non perdere una giornata di lavoro, un´ora di sport, una cena con gli amici meglio affidarsi agli antibiotici che in una nottata ci rimetteranno in sesto. Non è forse così che siamo stati abituati a pensarla? Il dottor Bianchi ci spiega invece che la febbre è un´arma preziosa.

termometroTutto quello che c´è da sapere sulla febbre.
Questo il titolo di un opuscolo internamente dedicato alla febbre realizzato dal Dottor Donzelli dell´U.S.S.L. 75/4 di Milano e rielaborato dal Dottor Roberto Bianchi al quale abbiamo chiesto di illustrarcelo in dettaglio.

Innanzitutto ci siamo posti come obiettivo quello di spiegare che cos´è la febbre e dove si misura.
La febbre è un aumento della temperatura corporea oltre i livelli abituali. Spesso viene considerato febbrile uno stato che non è necessariamente tale. Se si verifica una lieve alterazione della temperatura non dobbiamo quindi immediatamente ritenere che si tratti di febbre. È infatti difficile essere certi che c´è la febbre per una temperatura all´ascella o all´inguine inferiore a 37,5 gradi C o per temperatura orale o rettale inferiore ai 37,8-38 gradi C, specie se la rilevazione avviene di pomeriggio o verso sera.

Addentriamoci più nell´argomento. Ci può spiegare a che cosa serve la febbre?
La febbre non è una malattia, ma un meccanismo di reazione alla malattia, generalmente legata a cause virali o batteriche. La febbre come reazione alle infezioni è un meccanismo elaborato e mantenuto in uomini e animali nel corso di milioni di anni di evoluzione in virtù del suo straordinario valore difensivo che favorisce la guarigione.

Come fa a favorire la guarigione?
L´elevazione della nostra temperatura corporea blocca la moltiplicazione dei microbi. La maggior parte dei virus viene uccisa a 40 gradi C. La febbre inoltre innesca o favorisce altri potenti meccanismi che portano alla guarigione. Bisogna dunque rispettare e valorizzare il ruolo difensivo naturale della febbre.

Ma la febbre comporta anche degli svantaggi.
La febbre in sé rappresenta un pericolo per la maggior parte degli individui adulti solo oltre i 41 gradi C. Per quanto riguarda i bambini, tra i sei mesi e i sei anni solo in 4 casi su 100 una febbre di entità moderata (circa 39 gradi C) può costituire un rischio di convulsioni. Si tratta quasi sempre di forme benigne che si risolvono da sole senza conseguenze, ma tendono a ripetersi nella metà circa dei casi.
In 96 bambini su 100 non è necessario né opportuno intervenire subito con farmaci antipiretici durante la febbre, e ciò vale anche per tutti i bambini sopra i 6 anni.

Come mai?
Abbiamo spiegato questa delicata questione nel capitoletto intitolato "i farmaci contro la febbre: raramente utili, spesso controproducenti".

Ce lo vuole riassumere?
La febbre è una reazione molto utile in caso di malattie infettive e non è bene prendere farmaci per scacciarla dato che quando c´è è perché serve, e quando non serve più se ne va via da sola.
Anche secondo la scienza ufficiale si può accettare di prendere farmaci a piccole dosi solo dopo aver adottato tutte le misure igieniche e solo quando supera i 39 gradi C sulla pelle con l´obiettivo di riportarla ai 39 gradi C e non di farla sparire. Unica eccezione è rappresentata dal bimbo di età inferiore ai 7 anni che abbia già sofferto di convulsioni febbrili.
Negli altri casi (che sono la stragrande maggioranza) l´uso di tali farmaci non è opportuno finché non sia stata effettuata un´adeguata diagnosi perché :

* comportano effetti collaterali frequenti e a volte seri
* non abbreviano, ma anzi talvolta allungano il decorso della malattia


un loro uso indiscriminato e ripetuto può anche fortemente indebolire il fisico e in particolare il sistema immunitario, favorendo paradossalmente il ripetersi di nuovi episodi infettivi.

Quale posizione avete assunto nei confronti degli antibiotici?
Gli antibiotici possono servire solo contro i batteri. E la maggior parte delle malattie è causata non da batteri, ma da virus, contro cui gli antibiotici sono inefficaci e anzi addirittura controproducenti. Spesso non ci si accorge che sono inefficaci perché l´abitudine a prenderli è tanto diffusa che, anche quando la malattia guarisce da sola per effetto delle difese naturali, pensiamo siano stati gli antibiotici a farla terminare. Oltre ad essere inefficaci gli antibiotici hanno inoltre costi elevati in termini di tossicità e di allergie. Tali farmaci creano anche problemi ecologici, massacrando indiscriminatamente anche batteri utili, che costituiscono la prima linea di difesa dalla infezioni nell´apparato digerente, respiratorio e genitale. Il loro uso e abuso ha, non dimentichiamo, provocato il dilagare di nuovi problemi infettivi, come le infezioni da germi opportunisti e la continua temibile comparsa di ceppi di batteri resistenti agli antibiotici comunemente usati.
È quindi sempre bene evitare qualsiasi pressione sul medico di base o sul pediatra per farsi prescrivere una cura antibiotica.

Nel prossimo appuntamento il dottor Bianchi ci illustrerà gli ausili naturali da mettere in pratica nelle prime 48 di febbre in attesa dell´arrivo del medico.

a cura del Dott. Bianchi
18/12/2002
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Gelo sfidato, viso salvato

Mani screpolate? Viso arrossato? Ecco come proteggere la nostra pelle nella stagione invernale.

bosco d'invernoIn estate è dal sole che dobbiamo proteggerla. Nella stagione invernale invece i nemici della nostra pelle sono freddo, umidità e vento. Per sfidarli sfoderiamo spesso dagli armadi guanti di pile, sciarpe di pura lana vergine, fasce paraorecchie... C´è anche chi, più audace, ricorre all´arma del passamontagna, rischiando però di passare per un assalitore di banche. Decisamente meglio lasciare certe attrezzature alle gite in montagna!
In alternativa potete proteggere il vostro viso con le cure che ci illustrerà qui di seguito il dott. Bianchi.
La pelle in inverno tende spesso a screpolarsi e a seccarsi. Sono soprattutto le mani e il volto, le parti più esposte, a pagare le maggiori conseguenze delle rigide temperature. Il freddo, provocando una vasocostrizione, riduce infatti la circolazione periferica che deve invece essere ripristinata. Ottimi a questo scopo l´unguento o la pomata di calendula per loro azione ammorbidente, emolliente e anti infiammatoria. Sono da spalmare due o tre volte al giorno sul viso e sulle mani.
Consiglio l´utilizzo dell´unguento anche agli sciatori poiché favorisce un graduale assorbimento dei raggi solari, prevenendo le scottature ed evitando che la pelle si desfogli. Tenete conto che questo unguento dà una protezione solare media (livello 3-4) e quindi nei soggetti di carnagione chiara deve essere utilizzato spesso e in gran quantità.

Per riattivare la circolazione delle mani e lenire la loro secchezza, è molto indicato anche l´amaro di erbe svedesi Maria Treben, un composto di varie piante medicinali (tra cui Aloe, Mirra, Zafferano, Cassia, radici di rabarbaro, Curcuma) messo a punto da un celebre medico svedese, il dr. Samst. Tra le varie proprietà curative attribuite a tale composto, il dr. Samst citava proprio il loro potere lenitivo in caso di un principio di congelamento delle estremità. L´amaro è da applicare direttamente sulle mani (15 gocce), che vanno poi sfregate vigorosamente.

E se proprio unguenti, pomate e erbe svedesi non bastano, fate dei maniluvi, cioè dei bagni alle mani. Immergetele per una decina di minuti fino ai polsi in un recipiente in cui verserete una tisana tiepida preparata con fiori e foglie di calendula.

A questi trattamenti è bene associare l´assunzione di tisane calde a base tiglio e biancospino che facilitano la sudorazione e la circolazione periferica.

Vi consiglio anche di nutrire la pelle con le vitamine del gruppo A e B contenute in grandi quantità nel lievito di birra. Assumetene 2 compresse per 3 volte al dì in cicli di 20 giorni al mese. Associatevi inoltre del succo di carota; mezzo bicchiere prima dei pasti a giorni alterni.

a cura del Dott. Bianchi
15/1/2003
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Fregare e spazzolare: i segreti per piedi caldi

In questa stagione il freddo si fa sentire e spesso fa soffrire i nostri piedi.
Ecco alcuni rimedi contro i piedi freddi

piediI piedi freddi sono un problema legato alla circolazione periferica: il sangue non affluisce bene alle estremità. Per curare questo spiacevole inconveniente invernale è quindi necessario riattivare la circolazione e in particolare gli sfinteri precapillari.

Molto utili sono le fregagioni e le spazzolature.

Le fregagioni sono svolte con un panno o con un asciugamano che, dopo essere stato inumidito, viene sfregato vigorosamente. Possono essere fatte fredde per creare una reazione di vasodilatazione o calde se i piedi sono proprio gelati (poi successivamente fredde). La fregagione deve essere fatta partendo dalle estremità dei piedi verso il centro della gamba fino al ginocchio. Bisogna continuare finché sulla parte interessata non si crea un arrossamento.

La spazzolatura si effettua invece con spazzole di crine naturale. Il principio è lo stesso: riattivare la circolazione periferica. A differenza della fregagione la spazzolatura ha un´azione più rapida: i piedi e la gamba diventano rossi dopo solo pochi secondi. Spazzole per questo trattamento si trovano in negozi di prodotti naturali.
Per avere sempre piedi caldi è bene inoltre indossare calze di lana che mantengono le estremità a una buona temperatura e scarpe in pelle morbida con suola in cuoio che riparano il piede, ma lo lasciano traspirare bene e non intralciano la corretta circolazione del sangue.

a cura del Dott. Bianchi
13/2/2003
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Contusioni sugli sci? Ottimi arnica e iperico

Qualche caduta di troppo sulle piste? Il dottor Roberto Bianchi ci illustra come applicare arnica e iperico sulle parti dolenti dopo una giornata di sci.

sciatoreCalzati gli sci (carving possibilmente!) e stretti al punto giusto gli scarponi siete pronti a lanciarvi nella mischia. Inutile dire che per non rimetterci braccia, gambe, ginocchia e spalle dovete sciare con prudenza, calibrando velocità e mantenendo una traiettoria ben definita. Sterzate e controsterzate vi possono costare caro: per attutire i colpi non possiamo certo contare su una carrozzeria! Qualche ruzzolone però, specie se siete alle prime armi, è d´obbligo. E se la caduta vi lascia postumi un po´ dolorosi, basta affidarsi all´arnica e all´iperico, seguendo i consigli del dottor Roberto Bianchi.

Una brutta caduta sugli sci va presa con la dovuta attenzione. È innanzitutto necessario sottoporsi a una visita medica. Se questa ha escluso fratture e lussazioni, potete curare distorsioni o contusioni con l´arnica o con l´iperico.

L´arnica appartiene alla famiglia delle Composite. È un´erba perenne fornita di rizoma, che cresce sulle Alpi e sugli Appennini. Raggiunge un´altezza di circa 30 cm. Fiorisce tra maggio e luglio con fiori di un colore giallo-arancione.
Per le sue proprietà antisettiche cicatrizzanti e riparative è sempre stata usata come antitraumatico naturale.
È infatti indicata in caso di contusioni e di ecchimosi, in quanto facilita il riassorbimento del sangue che fluisce dai vasi sanguigni lesi al tessuto interstiziale.
Potete utilizzare l´arnica come coadiuvante per distorsioni, per traumi da sci o per dolori muscolari dopo lunghe passeggiate in montagna:


* sottoforma di tintura madre, frizionando la parte dolente
* sottoforma di composto omepatico: arnica 5CH tre granuli due volte al dì


Anche l´iperico, in particolare l´oleolito di iperico, è utilissimo in caso di traumi e contratture da freddo, grazie alla sua azione antinfiammatoria, antinevralgica e ricostruttrice tessutale.
Mettete qualche goccia di oleolito di iperico sulla parte dolente e massaggiate. Ricordate di non esporre mai al sole la pelle trattata con l´oleolito di iperico perché contiene sostanze con effetti fotosensibilizzanti. L´oleolito va quindi applicato sulle parti contuse solo dopo aver preso il sole, verso sera, altrimenti è facile l?insorgenza di dermatiti o reazioni di fotosensibilizzazione.
L´oleolito di iperico, che non va confuso con l´olio essenziale di iperico, è un macerato oleoso: i fiori dell´iperico sono stati sciolti nell´olio extravergine di oliva. Può essere acquistato in farmacia e nelle migliori erboristerie o preparato in casa. Basta raccogliere in giugno e in luglio i fiori freschissimi di iperico e macerarli subito nell´olio extravergine di oliva: 2 etti di fiori in un litro d´olio. Il contenuto va versato in una bottiglia, saturandola bene e lasciandola esposta al sole per 40 giorni, agitando bene la bottiglia ogni 2-3 giorni. L´olio assumerà un colore rossastro e diventerà appunto oleolito di iperico.

L´iperico, pianta erbacea dai fiori gialli che cresce spontaneamente in Europa e in Asia
occidentale, ha anche altre importanti proprietà fitoterapiche che già vi ho illustrato in una scorsa rubrica.

a cura del Dott. Bianchi
26/2/2003
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Una morbida nuvolotta.... di zucchero filato alla fragola e limone
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