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Il sempliciotto (da un racconto scozzese)
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 MessaggioInviato: Gio Giu 05, 10:32:05  Il sempliciotto (da un racconto scozzese)
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  nuvolotta

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Il sempliciotto (da un racconto scozzese)


C'era una volta in Scozia una vedova che aveva un figlio incredibilmente sciocco. A pochi chilometri di distanza si teneva un mercato e, avendo nove metri di tessuto da vendere, la donna decise di mandarvi il ragazzo. Il mercato durava tre giorni e la vedova penso' che sarebbe stato meglio affidargli ogni giorno soltanto tre metri di stoffa, perche' su una piccola quantita' era piu' difficile che si sbagliasse. In ogni caso gli raccomando' di riportare a casa il tessuto se non fosse riuscito a ottenere un buon prezzo. Il sempliciotto si reco' dunque nella piazza del mercato, ma nessuno gli bado'. Si accingeva a tornare a casa, quando un macellaio gli si avvicino' e gli chiese di comprare i tre metri di stoffa. "Quanto mi date?" chiese il ragazzo. "Ti daro' le due cose piu' preziose che tu abbia mai visto" disse il macellaio. E tiro' fuori dalla tasca un topo e un'ape. Immediatamente l'ape comincio' a suonare il violino e il topo a ballare. Il giovane rimase molto affascinato dallo straordinario duetto. "Accetto!" grido'. E rientro' correndo a casa con il topo e l'ape. Quando la madre vide cosa aveva ricevuto in cambio del tessuto, ando' su tutte le furie e gli diede una severa punizione. L'indomani la madre lo mando' di nuovo al mercato, minacciandolo che se si fosse lasciato di nuovo prendere per il naso, gli avrebbe dato una bella dose di legnate e lo avrebbe lasciato un'intera settimana a pane e acqua. Il giovane, ingenuo com'era spio' con lo sguardo il macellaio che gli si avvicino' subito. Anche questa volta si accordarono rapidamente e il sempliciotto ricevette in cambio dei tre metri di tessuto una lunga cintura di cuoio che si allacciava da sola e un bastone che colpiva da solo. "Ecco come potro' rimborsare mia madre" si disse il povero babbeo. Ma, quando torno' a casa, la donna si arrabbio' terribilmente, perche' si era lasciato ingannare per la seconda volta. Improvvisamente pero' la cintura la lego' e il bastone le diede una tale gragnola di colpi, che resto' talmente indolenzita e terrorizzata da non poter pronunciare piu' una sola parola. Quando il ragazzo divenne grande, senti' parlare di una fanciulla molto graziosa, figlia di un ricco abitante del paese vicino. La ragazza era cosi' stupida che se ne stava tutto il giorno seduta come un pezzo di legno, con lo sguardo perduto nel vuoto. Poiche' non aveva mai sorriso in tutta la vita, suo padre decise che l'avrebbe data in moglie solo al ragazzo capace di farla ridere almeno tre volte. Il giovane sempliciotto si mise dunque in viaggio per tentare la sorte con la fanciulla. Giunto in casa di lei, poso' sul tavolo il topolino e l'ape. Subito l'ape comincio' a suonare il violino e il topo a danzare seguendo il tempo. Quando la stupidina vide lo spettacolo, batte' le mani e rise per un quarto d'ora di seguito. Il padre, tutto contento, esclamo' "Molto bene, ancora una volta!" Ma la madre aveva ben altri progetti per la figlia. Anche lei era abbastanza stupida e non le importava che la fanciulla fosse sciocca. Il fidanzato che aveva scelto per la figlia era un grosso e ricco vecchio che, secondo il padre, era sciocco come la figlia e il ragazzo messi insieme. La sera dopo, quando il giovane entro' nella casa, trovo' l'altro pretendente seduto a tavola. La madre lo rimpinzava di pane, formaggio e belle parole. Quando il giovane lo vide, tiro' fuori dalla tasca la cintura e il bastone. La cintura lego' il grassone e il bastone lo picchio', fino a quando l'uomo supplico' di smettere. E la giovane rise tanto da farsi venire le lacrime agli occhi. Il giorno dopo, la madre si reco' dai due innamorati per dire al giovane che sua figlia non sarebbe mai diventata sua moglie e che avrebbe invece sposato, la sera stessa, il vecchio ricco. Ma il sempliciotto non era disposto a rinunciare tanto presto: cosi' si nascose sotto la finestra aperta della stanza del vecchio e fece entrare l'ape che lo punse sul naso; il riccone comincio' allora a girare in tondo urlando, con le mani sul viso. La fanciulla, seduta di fronte a lui, comincio' a ridere così di gusto che non riusciva piu' a smettere. Insospettito dal rumore, il padre entro' in camera e vide la figlia ridere al punto da non riuscire neanche a parlare. Fu cosi' contento che la diede in moglie al sempliciotto il giorno seguente. E da allora vissero insieme felici e contenti.
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