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L'emergenza non si arresta in Pakistan
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 MessaggioInviato: Dom Ott 10, 01:08:36  L'emergenza non si arresta in Pakistan
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  nuvolotta

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nuvolotta is offline 




Sito web: http://www.nuvolotta.a...


NULL

'


L'emergenza non si arresta in Pakistan
in seguito alle alluvioni dell'estate.
La situazione continua ad essere dispe-
rata nel distretto di Thatta,nella pro-
vincia del Sindh,mentre le acque comin-
ciano lentamente a ritirarsi nel Punjab

L'equipaggiamento sanitario e per co-
struire i campi per gli sfollati dipen-
dono soprattutto dagli aiuti stranieri
che tuttavia arrivano con lentezza.
L'Onu esorta i donatori a fornire più
rapidamente i fondi promessi.

E intanto i talebani del Paese afferma-
no che il governo non deve accettare
aiuti internazionali perché vengono da
"nemici dell'Islam".


"Servono aiuti primari e medicinali per
milioni di alluvionati, altrimenti nei
prossimi mesi avremo un'altra ondata di
morti", afferma il rappresentante dell'
Organizzazione mondiale della sanità a
Islamabad, Guido Sabatinelli,denuncian-
do la negligenza con la quale la comu-
nità internazionale sta affrontando l'
emergenza in Pakistan: "Con le dichia-
razioni di intenti dei governi non si
comprano medicinali".

Anche l'Alto commissariato delle Nazio-
ni Unite per i Rifugiati (Unhcr) af-
ferma che a due mesi dalle prime allu-
vioni la situazione resta critica in
diverse zone del Paese.


La Commissione dell'Unione Europea ha
annunciato il 1° ottobre scorso che
porterà il totale degli aiuti umanitari
al Pakistan a 150 milioni di euro, rad-
doppiando così il suo impegno a favore
delle popolazioni colpite.

Il ministro degli Esteri italiano Frat-
tini ha annunciato il 4 ottobre che
sarà "presto a Islamabad per confermare
al governo pachistano un pacchetto con-
sistente di aiuti di 80 milioni di eu-
ro" destinati alla ricostruzione.

Il premier pachistano Gilani ha rivolto
lo scorso 5 ottobre un appello alla co-
munità internazionale per finanziare la
ricostruzione delle aree devastate.


---------------------------------------------

Sono 21 milioni, secondo i dati dell'
Unicef, le persone colpite dalle
catastrofiche inondazioni in Pakistan:
una popolazione equivalente a quella di
Belgio, Austria e Svizzera messe
insieme. Il bilancio provvisorio dei
morti è di 1.670.

Milioni di sfollati, per metà bambini,
dipendono totalmente dall'aiuto umani-
tario.Secondo l'Unicef,bisogna occupar-
si con la massima urgenza soprattutto
dei 3,5 milioni di bambini a rischio.

L'onda di piena dell'Indo, il grande
fiume che attraversa il Paese, scenden-
do verso il mare,potrebbe sommergere di
più la regione meridionale del Sindh.


In carenza di acqua pulita,si diffondo-
no malaria e diarrea. E nonostante gli
enormi sforzi per aiutare la popolazio-
ne,l'Unicef è consapevole che ancora la
maggior parte di coloro che ne avrebbe-
ro bisogno non sono stati raggiunti.

Semplicemente le scorte non sono suffi-
cienti per i milioni di persone in sta-
to di necessità: un numero di gran lun-
ga superiore a quello delle più grandi
emergenze umanitarie degli ultimi anni.
L'Unicef ha rivisto l'appello iniziale
per una raccolta fondi di 141 milioni
di dollari, portando la cifra a 252 mln
per gli interventi nell'arco di 1 anno.
L'agenzia Onu ad oggi ha carenza di fi-
nanziamenti per 161 mln di dollari.


Nella provincia del Sindh dove il lago
Manchar ha sommerso vaste zone, restano
immensi,secondo Medici senza Frontiere,
i bisogni di assistenza medica, acqua
potabile e ripari, ed aumenta il numero
dei bambini malnutriti sotto i 5 anni
di età.

L'organizzazione umanitaria nelle pro-
vincie colpite (Sindh, Balucistan, Pun-
jab, Khyber Pakhutunkhwa) sta distri-
buendo tende, sta costruendo nuove basi
in luoghi raggiungibili solo in barca,
sta fornendo beni di prima necessità e
prestando assistenza sanitaria attra-
verso le cliniche mobili. Ovunque i me-
dici di Msf stanno constatando un au-
mento della malnutrizione infantile.


Non è solo l'alluvione del fiume Indo a
devastare il Pakistan dove le violenze
e gli attentati sono all'ordine del
giorno. Le bombe scoppiano vicino alle
stazioni di polizia, alle cerimonie e
nelle scuole causando la morte di tanti
civili, tra cui donne e bambini.

Il 23 settembre scorso sono saltate in
aria ad opera dei talebani pachistani
per l'ennesima volta due scuole per
bambine nel nord-ovest del Paese, vici-
no a Peshawar (quattrocento nella pro-
vincia le scuole distrutte dal 2003).

Gli estremisti colpiscono le scuole per
privare le donne dell'istruzione, spie-
gano le autorità locali.


Il 3 settembre scorso, due giorni dopo
essere stati inseriti dagli Usa nella
lista nera dei gruppi terroristici, i
talebani pachistani del gruppo Tehreek-
e-Taliban hanno rivendicato l'attentato
a Quetta (53 morti,197 feriti) nel sud-
ovest del Paese e minacciato un attacco
all'America e all'Europa.

"Ci vendicheremo dei raid con i droni.
Obama e i suoi alleati sono nostri ne-
mici, hanno paura di noi", ha detto al
telefono un comandante talebano.

Oltre 3.600 persone sono state uccise
in tre anni in quasi 400 attentati nel
Paese.


E anche bin Laden, il leader di al Qae-
da, è intervenuto sulla crisi del Paki-
stan. Il terrorista, in una nuova veste
umanitaria, in due messaggi audio nel
giro di 24 ore, ha chiesto ai Paesi mu-
sulmani più aiuti per il Pakistan deva-
stato dalle alluvioni.

Bin Laden ha invitato i Paesi musulmani
perchè aiutino le vittime e accusato
alcuni Paesi arabi e musulmani di non
essersi mobilitati adeguatamente, pun-
tando il dito in particolare sugli Sta-
ti del Golfo, la Malesia e la Turchia.


Per il presidente degli Stati Uniti, la
rete terroristica di Al Qaeda è un can-
cro che uccide il Pakistan dall'interno

Barack Obama,presentando nel marzo 2009
la nuova strategia degli Stati Uniti in
Afghanistan e Pakistan, aveva sottoli-
neato che il confine tra i due Paesi è
"la zona più pericolosa del mondo per
gli americani". Da allora c'è stata una
escalation di raid Nato in Pakistan con
l'utilizzo di droni (aerei senza pilo-
ta) per colpire i terroristi, una stra-
tegia che alcune volte comporta errori.
Ed è storia recentissima il fatto che
Islamabad, per ritorsione, abbia inter-
rotto i rifornimenti diretti alle trup-
pe Isaf in Afghanistan.



La devastazione portata dalle alluvioni
eccezionali dell'estate scorsa è una
ulteriore remora per il futuro del Pae-
se già alle prese con sfide importanti
quali l'instabilità politica, il terro-
rismo, la corruzione e la ripresa eco-
nomica, nonché sul possibile ruolo di
Islamabad per le sorti di stabilizza-
zione dell'area.

La stabilità politica del Pakistan è
minacciata se non si accelerano gli
aiuti ai 20 milioni di persone colpite
dalle alluvioni, afferma Mengesha Kebe-
de, rappresentante nel Paese dell'Alto
commissariato delle Nazioni Unite per
i rifugiati.


Sul Pakistan,che possiede l'arma atomi-
ca, pesano l'alternanza di regimi mili-
tari e governi civili spesso autorita-
ri,il lungo conflitto con l'India sulla
questione del Kashmir,l'attuale governo
di Ali Zardari, vedovo di Benazir Bhut-
to, che sembra incapace di opporsi agli
estremisti e riavviare l'economia.

L'accordo del 16 febbraio 2009 con i
talebani, che introduce la Sharia nello
Swat, ha di fatto estromesso l'autorità
del governo dalla regione.

In questo quadro, l'ex presidente ed ex
generale Musharraf annuncia di voler
tornare sulla scena politica lanciando
la sfida a Zardari per le elezioni 2013



"In questo momento nel sud del Paese,
nelle province del Sindh, più vicine al
delta del fiume Indo, l'inondazione sta
avendo ancora il suo impatto e c'è un'
emergenza acuta. Poi ci sono le zone
dove per motivi idrografici l'acqua sta
permanendo e la gente non può tornare
ai villaggi,e poi ci sono le zone più a
nord,dove l'acqua è defluita,che stanno
però entrando nell'emergenza inverno".

Lo dice a Televideo Stefano Savi, re-
sponsabile dei programmi Unicef nella
provincia del Belucistan, facendo il
punto della situazione in Pakistan.

"Sono danneggiate in un'area geografica
molto ampia molte infrastrutture".



Qual è la situazione dei bambini?

"Il Pakistan ha circa 90 milioni di mi-
nori, e questo dà un'idea dei bambini
colpiti.Ci sono oltre 9.900 scuole dan-
neggiate in modo totale o in modo gra-
ve. L'Unicef ha sviluppato da tempo i
'Centri di apprendimento temporaneo',
come per esempio tende dove i piccoli
possono continuare il loro lavoro di-
dattico. Occorre sostenere l'Unicef nel
provvedere a questi spazi e ad attività
ricreative che sono molto importanti".

"L'obiettivo è raggiungere 130mila bam-
bini anche nelle zone non ancora acces-
sibili del Sindh, con persone isolate"


Ci sono motivi di sicurezza che ostaco-
lano gli aiuti alla popolazione?
"Generalmente l'accesso è buono,ci sono
però dei distretti, delle zone limitate
che pongono alcuni problemi e in cui
bisogna prestare maggiore attenzione
all'aspetto sicurezza", spiega Savi.

Quali problemi affrontate sul campo?
"Per me la più grande difficoltà è la
frustrazione di vedere una situazione
drammatica e non riuscire a fare abba-
stanza. Sono sicuro che i lettori di
Televideo si possano mettere nei panni
degli operatori dell'Unicef.Sicuramente
l'aiuto che può giungere dalle persone
è importante, non bisogna dimenticare
che c'è tanto da ricostruire".



Si farà in tempo a portare gli aiuti?
"Nelle zone di montagna bisogna prepo-
sizionare viveri e alloggi prima dell'
inverno, e nelle zone ancora inaccessi-
bili tutto deve essere portato con gli
elicotteri. Dare priorità a questo è il
ruolo dei meccanismi di coordinamento
delle organizzazioni umanitarie con una
forte presenza del governo pachistano".

Ci sono state polemiche sulla lentezza
degli aiuti...

"Le dimensioni dell'emergenza sono ec-
cezionali:parliamo di milioni di perso-
ne, un numero irraggiungibile mettendo
insieme tsunami del 2005,sisma di Haiti
e terremoto avvenuto qui in Pakistan"


"Una parte dei ritardi è dovuta anche
all'approvvigionamento degli aiuti, non
c'erano sufficienti scorte perché la
domanda era al di fuori della norma".

"Per portare aiuti poi servono fondi.
E per questo c'è bisogno anche dell'at-
tenzione dei media che in Europa e nel
mondo è arrivata un pochino in ritardo,
quando erano già passati diversi gior-
ni.E' importante che i media colgano la
dimensione esatta di una catastrofe".

"Ci possono anche essere state diffi-
coltà all'interno del sistema di coor-
dinamento del Pakistan ma penso che
molto sia dovuto più a una situazione
globale".


"In questo momento Medici senza fron-
tiere sta dando aiuto per il trattamen-
to delle malattie legate all'acqua at-
traverso cliniche mobili, stiamo foca-
lizzando l'aiuto sul trattamento della
malnutrizione, abbiamo circa 1.300 bam-
bini con una malnutrizione severa".

Lo dice a Televideo Pierluigi Testa,
capo missione di Medici senza frontiere
in Pakistan, aggiungendo che gli opera-
tori dell'Organizzazione, premio Nobel
per la Pace, sono nelle zone colpite
dall'alluvione dallo scorso 28 luglio.
"La popolazione pachistana soffre e gli
aiuti sono importanti. Per Medici senza
frontiere è importante anche un solo
euro donato dalla singola persona".



'Ue ha lanciato un appello chiedendo
più medici donna per rispettare il pre-
cetto islamico, cosa fa Msf?

"Rispettiamo la sensibilità culturale
del Paese per cui anche noi cerchiamo
di trovare il giusto equilibrio tra
medici uomini e medici donne per poter
dare assistenza medica a tutti.

Ci sono polemiche sulla lentezza degli
aiuti...
Noi stiamo operando in zone molto remo-
te con strade interrotte e non abbiamo
avuto modo di constatare questo proble-
ma che forse si è creato perché già
molti fondi erano stati dirottati per
l'emergenza ad Haiti.


Avete constatato discriminazioni nella
distribuzione degli aiuti per motivi
religiosi?
"Non abbiamo saputo nulla del problema.
Non ho visto discriminazione di tipo
religioso nella distribuzione degli
aiuti", dice Pierluigi Testa di Medici
senza frontiere.
Quali sono i problemi maggiori da af-
frontare sul campo?

Medici senza frontiere fa quello che
può per aiutare la popolazione, siamo
un'organizzazione che lavora nell'emer-
genza. Il problema sarà far tornare la
popolazione a una vita normale,sarà ri-
costruire case,strade e scuole.Oggi co-
me oggi la gente chiede cibo e alloggi.



L'emergenza è ancora nella prima fa-
se, ci sono persone da raggiungere?
Non ci sono più persone da raggiungere,
pian piano l'acqua sta andando via, si
sta asciugando, il problema che vedo
sul medio-termine è il fatto che l'ac-
qua ha distrutto tutti i campi coltiva-
ti per cui ci potrà essere una grande
mancanza di cibo e quindi l'aumento dei
casi di malnutrizione.

E il rischio di epidemie?
Due le situazioni a rischio, una legata
a casi di diarrea che stanno scendendo
e un'altra a casi di colera, ancora da
monitorare. Con questa grande quantità
d'acqua, poi, dobbiamo essere pronti a
fronteggiare la malaria.


1947 Alla fine della colonizzazione
britannica dell'India nasce il Paki-
stan, Paese islamico a maggioranza sun-
nita con una minoranza sciita del 15%.

1948-49 Il Pakistan dichiara guerra al-
l'India e riesce ad annettere un terzo
del Kashmir, provincia di frontiera.

1956 Promulgata la prima Costituzione.

1958 I militari prendono il potere.

1970 Prime elezioni politiche generali.

1972 Nominato premier il leader del Ppp
(Partito popolare del Pakistan) Zulfi-
kar Ali Bhutto.



1977 Il generale Zia ul-Haq destituisce
Ali Bhutto che viene giustiziato.

1988 Dopo la morte di Zia ul-Haq in un
attentato,le elezioni politiche segnano
il successo del Ppp e diventa premier
Benazir Bhutto,figlia dell'ex presiden-
te, prima donna a guidare un Paese a
netta maggioranza musulmana.

1990 Benazir Bhutto destituita con l'
accusa di corruzione.Il 24 ottobre vie-
ne eletto Nawaz Sharif,appoggiato dalla
Lega musulmana.

1992 Si acuisce la crisi con l'India.

993 Il premier Sharif, accusato dal
presidente Khan di cattiva amministra-
zione e corruzione, si dimette. Con le
elezioni politiche del 6 novembre la
Bhutto è di nuovo primo ministro.

1994-95 Gli sforzi di Benazir Bhutto
per la democratizzazione del Paese si
arenano a causa di episodi di violenza.

1996 Benazir Bhutto è destituita dal
presidente Leghari per "incompetenza e
corruzione". Indette nuove elezioni.

1997 La Lega musulmana ottiene la mag-
gioranza assoluta e Sharif torna alla
carica di primo ministro.

1998 Islamabad risponde con esperimenti
atomici ai diversi test nucleari con-
dotti dall'India.
1999 Colpo di Stato del generale Mu-
sharraf che aveva condotto le operazio-
ni in Kashmir.
2001 E' presidente Musharraf che allo
stesso tempo prolunga il suo mandato di
capo supremo delle forze armate.
2007 Il 7 ottobre Musharraf è rieletto
presidente e si dimette da capo delle
forze armate.Il 27 dicembre viene ucci-
sa in un attentato Benazir Bhutto.
2008 Musharraf viene accusato di aver
violato la Costituzione e si dimette.
Zardari,marito di Benazir Bhutto,viene
eletto presidente.
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