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L'EPILESSIA
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 MessaggioInviato: Mar Ott 20, 15:35:18  L'EPILESSIA
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  nuvolotta

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L'EPILESSIA

In collaborazione con l’Associazione San Valentino Onlus (www.sanvalentinoonlus.it)





Cos’è l’epilessia?

Come si manifesta?

Come si riconosce?

I numeri dell’epilessia

Come va affrontata l’epilessia?

Quali sono le cure?

Si conosce la causa dell’epilessia?

Si può guarire dall’epilessia?

Esistono centri specializzati in Italia?

A che punto è la ricerca scientifica?

A chi rivolgersi?
Cos’è l’epilessia?

La parola epilessia deriva dal verbo greco “epilambànein” che significa “essere colti di sorpresa”, ed in effetti l’epilessia è la tendenza a ripetersi nello stesso individuo di più “crisi” (improvvisi movimenti involontari o disturbi della sensibilità che possono o meno accompagnarsi a perdita di coscienza) di origine cerebrale.

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Come si manifesta?

A seconda della regione del cervello da cui originano, le crisi si manifestano diversamente: se ad esempio l’origine è dal lobo occipitale (deputato alla visione) le crisi consisteranno in disturbi visivi. Se l’origine è nella parte più profonda del cervello, la crisi è caratterizzata da perdita di coscienza.

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Come si riconosce?

La convulsione non è sinonimo di epilessia. Molto spesso l’epilessia non si manifesta con convulsioni e gran parte delle convulsioni non sono epilettiche. L’esordio con convulsioni ha, da sempre, creato confusione con altre malattie non neurologiche (stati carenziali, convulsioni febbrili, collassi cardio-circolatori,…), portando all’impiego di cure non adatte. Esiste la possibilità, anche per i non medici, di distinguere una crisi epilettica da crisi di altra natura, ma non si può generalizzare n é limitarsi a dare indicazioni semplicistiche di comportamento.

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I numeri dell’epilessia

Pur ritenendo realistica un’incidenza di circa una persona affetta su 100 nei Paesi occidentali, non esistono statistiche recenti per molti motivi: la reticenza di chi ne è affetto a parlarne, la difficoltà anche di alcuni medici non specialisti ad identificarla e i pregiudizi che ancora la circondano. Un’indagine Doxa di oltre dieci anni fa denunciava che oltre il 20% degli italiani intervistati non gradiva l’idea che il proprio figlio potesse avere in classe un compagno epilettico, ben il 63% considerava inguaribile la malattia e il 60% avrebbe categoricamente cercato di non far sposare un figlio ad un partner affetto dalla sindrome.

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Come va affrontata l’epilessia?

Chi assiste ad una crisi con perdita di coscienza deve allontanare i curiosi e gli oggetti fragili o acuminati che stanno intorno alla persona in crisi (per evitare che si faccia del male), lasciare la persona distesa su di un fianco ed attendere che la crisi si esaurisca. Al termine rassicurarla, facendola rialzare solo quando ha ben ripreso i sensi. Se la persona ha una crisi parziale (senza perdita di coscienza) è sufficiente rassicurarla. Se le crisi durano oltre i 4-5 minuti o si susseguono senza completo recupero tra una crisi e l’altra è bene provvedere ad un invio in pronto soccorso ospedaliero.

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Quali sono le cure?

La terapia dell’epilessia consiste in realtà nella prevenzione delle crisi mediante farmaci che riducono la possibilità che queste si manifestino: la prolungata mancanza di crisi può preludere ad un’effettiva guarigione. Oggi possiamo contare su una ventina di farmaci, alcuni dei quali efficaci anche su un ampio spettro di forme epilettiche e molto ben tollerabili dai pazienti. Oltre che con i farmaci, la terapia dell’epilessia può giovarsi di una neurochirurgia che si è molto affinata, anche se ancora disponibile in pochi centri specialistici (in Italia sono una mezza dozzina) e di tecniche alternative, come la stimolazione del nervo vago. Oltre alle terapie tradizionali, esistono anche metodi “naturali” per curare l’epilessia: la dieta chetogena, consistente in un regime alimentare ricco di grassi e povero di proteine e carboidrati, si è dimostrata efficace nella cura di alcune epilessie farmaco-resistenti infantili, così come è stata ampiamente dimostrata l’efficacia della dieta senza glutine in bambini affetti da epilessia associata a celiachia.

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Si conosce la causa dell’epilessia?

Sono conosciute numerose forme di epilessia, che possono essere distinte in idiopatiche, per lo più di origine genetica e caratterizzate dall’assenza di danni cerebrali, e sintomatiche, o lesionali, in cui molto spesso le cause vanno ricercate in eventi traumatici, come sofferenza asfittica da parto ed incidenti stradali.

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Si può guarire dall’epilessia?

Di epilessia si può guarire se ben identificata e curata: più del 70% delle epilessie, soprattutto quelle idiopatiche, possono essere ben controllate con cure adeguate e spesso anche guarite; chi ne è affetto può condurre una normale vita scolastica, lavorativa e sociale. Gran parte delle epilessie considerate “farmaco-resistenti” sono in realtà epilessie per le quali non è stata approntata una corretta diagnosi ed alle quali non è stato dedicato un tempestivo e corretto approccio terapeutico (la cura è tanto più efficace quanto più la diagnosi è anche precoce).

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Esistono centri specializzati in Italia?

Ogni Facoltà medica universitaria italiana può contare su un Centro specialistico di diagnosi e cura dell’Epilessia.

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A che punto è la ricerca scientifica?

Negli ultimi anni sono stati creati molti nuovi farmaci antiepilettici ed individuati i geni portatori del tratto epilettico di varie sindromi: sarà sempre più agevole in futuro prevedere nel consultorio genetico le coppie di genitori che possono avere figli con epilessia, mentre è ancora molto lontano l’obiettivo di una “ingegneria” genetica con cui curare l’epilessia. Si sta affinando, inoltre, sempre di più, la chirurgia dell’epilessia, limitando gli effetti collaterali disfunzionali a carico del cervello “sano”.

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A chi rivolgersi?

In caso di insorgenza di crisi la prima persona a cui bisogna rivolgersi è il medico di famiglia o il pediatra, a seconda dell’età della persona. Sarà il medico ad indirizzare il paziente ad un centro specialistico per l’epilessia se, dal suo punto di vista, ha escluso altre cause.

Per chi vuole avere maggiori informazioni scientifiche è possibile rivolgersi al sito della Lega Italiana contro l’Epilessia (www.lice.it), mentre numerose sono le Associazioni create da pazienti e loro familiari, che possono dare informazioni sul piano sociale: in particolare esistono le sezioni regionali della Associazione Italiana contro l’Epilessia (AICE).

L’Associazione San Valentino ONLUS, creata a Roma un anno fa, si inserisce tra le associazioni mediche e quelle laiche con funzioni di raccordo e con l’obiettivo prioritario di combattere il pregiudizio storico contro l’epilessia effettuando una capillare operazione informativa in ambito scolastico (www.sanvalentinoonlus.it). Il suo presidente è il dottor Andrea Pelliccia, Responsabile dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Sant’Andrea (II Facoltà di Medicina dell’Università “La Sapienza”) di Roma.
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