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L’uranio impoverito che uccide e impoverisc
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 MessaggioInviato: Ven Ott 03, 13:19:46  L’uranio impoverito che uccide e impoverisc
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  nuvolotta

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L’uranio impoverito che uccide e impoverisce
I troppi morti da D.U. si succedono come grani di tanti rosari senza contemplazione di misteri, solo constatazione di sofferenze e troppe vergogne...


Mentre i ministri La Russa e Maroni sorridono compiaciuti della loro fiammante tuta da piloti, in attesa d’imbarcarsi sul nuovo jet militare Aermacchi M345 (come da decine di foto pubblicate sulle maggiori testate) vi informiamo che nel giro di 5 giorni l’Osservatorio Militare ci ha inviato due comunicati. Il primo annunciava la morte di Amos LUCCHINI, aveva 53 anni ed era un colonnello medico dell’esercito italiano impegnato in varie missioni internazionali. Il secondo si chiamava Andrea Orsetti aveva solo 26 anni e in quell’esercito sperava di trovare soddisfazioni che avrebbero appagato il suo desiderio di pace visto che gli era stato promesso che in missione ci andava solo per quella e invece, come Lucchini, ha trovato la morte. L’anomala presenza di metalli pesanti riscontrata nel suo corpo non lascia dubbi: il serial killer uranio impoverito ha colpito ancora. Lucchini è ufficialmente la vittima n. 167, Orsetti la n. 168, le fonti parlano di 2538 casi clinici. Noi si sta qui a snocciolare numeri come se fossero grani di rosari con la differenza che mentre quelli servono a meditare su una ventina di misteri, questi servono esclusivamente a ricordarci che in questa tragedia i misteri non ci sono, ma vengono costruiti ad hoc dagli uomini delle stanze dei bottoni. Commissioni d’inchiesta, proposte di moratorie contro il depleted uranium, interpellanze di governi che chiedono risposte, campagne, appelli accorati di genitori, mogli e figli dei morti e degli ammalati ad oggi non hanno ottenuto che qualche promessa e briciole d’illusioni mentre nelle zone di guerra si procede esponenzialmente ad avvelenare terra e aria con quelle polveri maledette lasciate libere di poter uccidere chi le respira. Coloro che voltano la faccia dall’altra parte sostenendo di essere antimilitaristi e dunque i soldati che vanno alla guerra si devono assumere le loro responsabilità, sappiano che tutti i proiettili inesplosi (centinaia di tonnellate) giacciono sul terreno pronti col tempo a rilasciare nelle falde e nell’aria il loro materiale cancerogeno che arriverà alle porte di tutti noi. Invitiamo pertanto i lettori, ancora una volta, a documentarsi sui devastanti effetti dell’uranio impoverito con particolare attenzione alle storie raccontate da chi direttamente o indirettamente si è trovato coinvolto.

Domenico Leggiero, responsabile dell’Osservatorio Militare, ex maresciallo dell’Esercito, da anni lotta contro l’ostinata tesi ‘negazionista’ sulla responsabilità del d.u. nelle patologie di parecchi soldati italiani rientrati dalle missioni in Bosnia, Kosovo e ora anche dall’Iraq. Non demorde e continua a sperare, man mano che i nostri governi si succedono, che un sussulto di dignità istituzionale, un minimo di civiltà diano il coraggio ai responsabili di ammettere gli errori tentando seriamente di porvi qualche rimedio, almeno per quanto riguarda l’attuazione di severa e doverosa prevenzione ed è perciò che chiede un immediato confronto con il ministro La Russa per trovare forme e sistemi idonei in tal senso oltre che protocolli di assistenza adeguati.

Che da lassù -sia in cielo che a palazzo Chigi- La Russa e Maroni l’ascoltino.

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 MessaggioInviato: Ven Ott 03, 13:19:46 Adv
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 MessaggioInviato: Sab Ott 04, 18:44:17  
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L’Uranio è un metallo pesante che si trova in piccole quantità in rocce, suolo, aria, acqua e cibi. Nella sua forma naturale, l’uranio è costituito da 3 isotopi, con una netta prevalenza (99.2745%) dell’isotopo 238. Tutti gli isotopi dell’uranio sono radioattivi, e hanno un tempo di dimezzamento mostrato nella Tabella.

A causa della sua grande vita media (4.468·109 anni), il 238U ha una attività molto bassa. Per utilizzarlo nei reattori nucleari, o nelle armi nucleari, è necessario arricchire l’uranio naturale con gli isotopi fissili 235U e 234U. Il materiale che ne deriva è noto come uranio arricchito, e la sua concentrazione di 235U in peso varia fra il 2% ed il 90%.

Il materiale di scarto di questo processo è noto come uranio impoverito (DU = depleted uranium), e contiene meno dello 0.7% di 235U. Il DU è meno radioattivo dell’uranio naturale di circa il 40%, e di circa un ordine di grandezza meno dell’uranio arricchito.

L'uranio impoverito, che emette particelle alfa e beta, con una attività di soli 14.8 mBq/mg, il DU è classificato nella fascia più bassa di rischio fra gli isotopi radioattivi. Per confronto, le attività specifiche dei due radioisotopi che maggiormente contribuiscono al fondo di radiazione ambientale, 40K e 222Rn, sono di circa 400 mBq/mg e 8 GBq/mg, rispettivamente.

Il DU possiede delle uniche proprietà fisiche quali la densità elevatissima (19 g/cm3, 1.7 volte maggiore della densità del piombo) ed una notevole duttilità. Inoltre, l’uranio è piroforico, e quindi delle piccole particelle prendono spontaneamente fuoco a contatto con l'aria.

L'importante presenza di stabilimenti nucleari che producono energia (circa il 40% dell'energia elettrica americana è prodotta in centrali nucleari), permette agli USA di possedere circa 560,000 tonnellate di "materiale di scarto" derivante da questi processi (uranio impoverito) sotto forma di esafluoruro (UF6) attualmente stoccate in cilindri in tre impianti di diffusione gassosa: Paducah, Kentucky; Portsmouth, Ohio e Oak Ridge, Tennessee.


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L’uranio ingerito, inalato, o presente nei frammenti di proiettile incorporati può essere solubilizzato dall’organismo e depositarsi in diversi organi. L’uranio è normalmente distribuito in tutti i tessuti dell’organismo, in quantità comprese fra i 2 ed i 62 mg, ma legato a biomolecole, che lo rendono innocuo.

Il principale organo interessato per la tossicità dell’uranio è il rene. Il sito principale di interazione sono i tubuli prossimali, dove i composti carbonati vengono degradati, consentendo all’uranio di interagire con le membrane delle cellule apicali dell’epitelio tubulare.
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 MessaggioInviato: Sab Ott 04, 18:53:24  
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Tra i soldati, anche italiani, che hanno partecipato alla guerra, sono stati riscontrati alcuni casi sospetti di leucemia. Esistono statistiche che ricordano che il numero di malati di leucemia tra i militari in Kosovo dovrebbe essere ricondotto al normale numero di casi di leucemie tra giovani in un anno, tuttavia il governo e la NATO non hanno ancora fornito una risposta ufficiale e soddisfacente. Quando tragicamente è morto il militare italiano che striscia la notizia aveva intervistato perché colpito da leucemia riconosciuta dal governo italiano come causa di servizio (anche se non se ne specificano i motivi), è scoppiato in Italia il caso "Uranio Impoverito". Non dimentichiamo però, che oltre all'uranio impoverito, sono accusate di nuocere ai militari anche altre sostanze, come i vaccini sperimentali e derivati del benzene, che i media, nella loro mediocrità, hanno dimenticato. E' estremamente importante saper valutare caso per caso, senza creare preoccupazioni o allarmi, dove non necessari.
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Quando si parla di armi e di guerra è doveroso ricordare che si tratta sempre di un evento spiacevole. Le necessità geopolitiche (a volte discutibili) che rendono necessario l'utilizzo della forza non sono comunque oggetto di comprensione. La morte anche di un singolo individuo, comunque essa avvenga, è sempre e comunque un evento negativo

PACE

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