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Non una di meno
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 MessaggioInviato: Gio Nov 24, 11:03:00  Non una di meno
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  nuvolotta

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Citazione:
NON UNA DI MENO, CORTEO CONTRO VIOLENZA GENERE

"Non una di meno" è il nome della Rete contro la violenza maschile sulle donne promotrice di una manifestazione nazionale domani a Roma.

In contemporanea eventi e iniziative in tutta Italia, per portare nel sociale un fenomeno troppo spesso considerato privato e così cominciare ad affrontarlo non come emergenza ma come problema complesso, stratificato e strutturale.

Alla manifestazione del 26, che parte da Piazza Repubblica alle 14, seguono il giorno dopo i tavoli di lavoro alla Sapienza: tra i temo, normative, lavoro e welfare, diritti, educazione, lotta al sessismo e narrazione della violenza

FEMMINICIDIO, 116 DONNE MORTE IN 10 MESI

Centosedici donne uccise nei primi dieci mesi del 2016, piu' di una ogni tre giorni, appena il 3, 3% in meno rispetto alle 120 dello stesso periodo dell'anno scorso. Sono alcuni dei dati del report ("Caratteristiche, dinamiche e profili di rischio del femminicidio in Italia") curato dall'Eures, Istituto di ricerche economiche e sociali, secondo cui quest'anno il 53, 4% dei femminicidi si è registrato al nord e il 75, 9% in ambito familiare.
L'età media delle vittime è di 50, 8 anni, l'arma da taglio è quella più usata (in un caso su 3), gli uomini sono il 92, 5% dei killer.

VITTIME PIU' A NORD E IN FAMIGLIA,

Tra gli 88 femminicidi familiari consumati tra gennaio ed ottobre, il 69, 7% è avvenuto all'interno di un rapporto di coppia: 43 donne sono state uccise dal coniuge o convivente; 15 da un ex coniuge o ex partner e 2 da un partner o amante non convivente. Tra le altre figure familiari, quelle più "a rischio" sono le madri, con 14 vittime, pari al 16, 3% del totale, nel 2016, seguite, con ampi scarti, dalle figlie (5 vittime).

E il movente? Per i delitti familiari, la conflittualità quotidiana rappresenta il 31, 7% mentre quello passionale è il 29, 3%. Il 2000 rimane l'anno con il maggior numero di femminicidi con 199 donne uccise.


Citazione:
VIOLENZA SULLE DONNE Sono 7 milioni le italiane che nella loro vita hanno subito violenza fisica, psicologica o sessuale, ma solo il 12% denuncia. Il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, acquistando i prodotti Coop si sosterranno centri antiviolenza e associazioni del territorio. Per aiutare le vittime a vincere la paura

Ci sono storie che si possono raccontare anche se sono difficili e dolorose. E poi ce ne sono altre che non si raccontano a nessuno. Sono storie soffocate e silenziate dal senso di colpa, di inadeguatezza, di inferiorità. E dalla paura. È la storia di quasi 7 milioni di italiane. Questo è il numero di donne che, nel corso della vita, ha subito violenza fisica, psicologica o sessuale. Ma appena il 12% denuncia, non solo perché il clima sociale non è sempre dalla parte delle vittime di maltrattamenti, ma anche perché le implicazioni psicologiche personali, legate alla paura di ritorsioni, contribuiscono ad ampliare il sommerso di questo grave fenomeno.

Per 2.800.000 donne è infatti il partner o l’ex a mettere in atto forme di violenza, che non sono esclusivamente fisiche e sessuali, ma spesso si manifestano sotto forma di lunghe e continue vessazioni psicologiche, come intimidazioni e minacce, legate anche ai figli.

Stalking: l’altra faccia

Messaggi, tantissimi messaggi e telefonate. Giorno e notte. Pedinamenti e appostamenti. Lettere minatorie e agguati. Sotto casa, sul posto di lavoro, ovunque. Lo stalking è l’altra faccia della violenza che la legge del 2009 ha contribuito ad arginare, ma che si presenta ancora con una diffusione allarmante. Letteralmente “fare la posta”, ovvero perseguitare ossessivamente, un reato punibile con il carcere. Sono quasi 3 milioni e mezzo le donne che ne hanno fatto esperienza diretta: il 16,1% del totale delle donne italiane.

Le vittime di atti persecutori possono chiedere alle autorità (Polizia o Carabinieri) di far pervenire allo stalker, attraverso il Questore, un ammonimento. Conoscere questa possibilità è fondamentale: molte donne desistono dal denunciare per timore di dover affrontare un procedimento penale che in caso di ammonimento non viene in alcun modo instaurato. È una misura preventiva che in una buona percentuale di casi fa sospendere immediatamente le condotte persecutorie.

Congedi e welfare

In aiuto delle lavoratrici vittime di violenza e maltrattamenti, il Jobs Act approvato nel giugno 2015 prevede il diritto ad astenersi dal lavoro, continuando a percepire l’intera retribuzione. Per usufruire dei congedi è richiesto un rapporto di lavoro attivo e l’inserimento nei percorsi certificati dai servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri antiviolenza o dalle Case Rifugio. Una “certificazione” obbligatoria dei servizi sociali e dei centri antiviolenza che costituisce il punctum dolens del decreto, secondo Gabriella Moscatelli , presidente del Telefono Rosa, considerando anche la difficoltà per le moltissime donne di essere comprese dai datori di lavoro.

Coop Alleanza 3.0 fa un passo in più: all’interno di "Piùperte", pacchetto di welfare aziendale riservato ai dipendenti, per le donne vittime di maltrattamenti, violenze e stalking è attivo uno sportello telefonico di sostegno psicologico e consulenza legale gratuita.

UN AIUTO PER GLI UOMINI

Si chiama LDV (Liberiamoci Dalla Violenza) ed è un centro per il trattamento degli uomini che commettono violenze. Aperto nel 2011 a Modena, è il primo esempio di struttura pubblica che prende in carico gli uomini maltrattanti. In Italia, tra pubblici e privati, questi centri son più di 20: il primo (Centro di Ascolto per Uomini Maltrattanti) nasce a Firenze nel 2009. Sono luoghi in cui gli uomini si lasciano aiutare, trovando supporto psicologico, ascolto e strumenti per cambiare. Chi sono questi uomini? “Sono uomini 'normali' – racconta Alessandro De Rosa, uno degli psicologi del centro di Modena – che presentano di rado rilevanti problematiche psicologiche o disturbi di personalità. Occorre distinguere tra persone che hanno comportamenti violenti contro la partner e persone generalmente violente: gli uomini che finora abbiamo incontrato appartengono con grande prevalenza alla prima categoria. Il nostro lavoro ha lo scopo di portare gli uomini a capire che la violenza non è una perdita di controllo, ma una scelta che ha sempre alternative”.

25 NOVEMBRE ANCHE COOP DICE NO Coop Alleanza 3.0 dice no alla violenza e parteciperà concretamente alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: il 25 novembre, scegliendo i prodotti a marchio Coop, l'1% della spesa andrà a sostegno di associazioni e centri antiviolenza. Queste realtà svolgono un ruolo primario di assistenza, sostegno, indirizzo e informazione delle donne maltrattate. Per le vittime è fondamentale sentirsi meno sole, essere sostenute e accolte, per procedere su decisioni e scelte di libertà. I centri portano avanti anche un prezioso lavoro di consulenza psicologica e legale, fondamentale per le vittime e i loro figli. Questi luoghi di protezione, informazione e sostegno sono relativamente giovani: nascono infatti solo alla fine degli anni novanta, ad opera di associazioni di donne, come la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna.

In Italia sono operativi numerosi centri antiviolenza. Ottanta di questi sono riuniti dal 2008 nella federazione nazionale "D.i.Re: Donne in Rete contro la violenza alle donne. Il 25 novembre è certo una data simbolica, ma di profonda utilità: il silenzio non è una scorciatoia, ma un esilio. Una responsabilità. 7 consumatori ottobre-novembre 2016

A CHI RIVOLGERSI

In emergenza, per denunciare o procedere a istanza di ammonimento per stalking occorre sempre rivolgersi alle forze dell’ordine.

1522 è il numero antiviolenza e stalking del Dipartimento per le Pari Opportunità, che offre un servizio di accoglienza telefonica multilingue. Attivo 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno.

Centri antiviolenza:
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fonte: Consumatori il mensile dei soci coop edizione coop alleanza 3.0 emilia-lombardia n°8 ottobre-novembre 201


Si parla in questi giorni di femminicidi si fa il punto della situazione perchè domani è il giorno contro la violenza di genere Anche se non è un argomento di cui si dovrebbe parlare solo l'8 e il 25 di novembre, in quelle date si tirano le somme e ogni anno sono sempre più agghiaccianti...
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