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Vanessa effimera
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 MessaggioInviato: Ven Nov 07, 07:18:47  Vanessa effimera
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  nuvolotta

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Vanessa effimera
L'uomo era arrivato il primo giorno di primavera. Lo vidi camminare sull'argine ombroso del canale, tra i filari di pioppi e l'erba incolta, avanzare tra ranuncoli e fiori del diavolo; la sua figura spiccava, inaspettata e attraente, in un consueto paesaggio senza sorprese.
di Anna Bisi

Vanessa effimera
di Anna Bisi
L'uomo era arrivato il primo giorno di primavera.
Lo vidi camminare sull'argine ombroso del canale, tra i filari di pioppi e l'erba incolta, avanzare tra ranuncoli e fiori del diavolo; la sua figura spiccava, inaspettata e attraente, in un consueto paesaggio senza sorprese.
L'argine della Fossa e meta di pescatori o, ultimamente, di ciclisti e cavalieri: nessun altro cammina, la.
Percio quel pomeriggio distinsi immediatamente la sua sagoma alta, classificandola come interessante.
L'uomo procedeva lentamente, guardando a terra, le mani occupate nell'atto di reggere non so cosa; avanzava nell'atteggiamento proprio di chi cammina per piacere, senza uno scopo preciso.
E' un vagabondo, pensai.

Scorsi la barba lunga, folta e scura; il capo era riparato da un cappello ampio adatto, immaginai, a proteggere tanto dal sole quanto dalla pioggia, che cadeva fine.
Poco lontano da lui, piu vicino alla strada, due ripari, simili a tende improvvisate, costruiti con teli e rami, sembravano costituire la sua precaria dimora.
Incuriosita dall'inconsueta presenza, imboccai tosto il sentiero alla fine del ponte, lasciando la bicletta sull'argine, poggiata tra i fiori fucsia della bardana.
Non pioveva piu.

Mi sedetti su un ceppo in riva al canale, con le gambe a penzoloni verso l'acqua verdognola e abbassai il cappuccio del leggero impermeabile.
L'uomo veniva verso di me, guardando la sponda opposta.
Quando avvertii piu vicini i suoi passi, alzai lo sguardo verso di lui, sorridendo incerta.
Egli rispose al sorriso con un saluto, un ciao accompagnato da un cenno del capo e continuo verso le tende che aveva allestito a pochi metri da me,dall'altra parte del sentiero, sotto le fronde degli aceri campestri.
Voltai la testa per vedere cosa stesse facendo.
Notai i suoi calzoni verde scuro con larghe tasche; calzava scarponcini pesanti, da camminatore.

In una delle tende, aperta, aveva sistemato uno zaino capiente e qualche padella, l'altra doveva servirgli da giaciglio ed era chiusa sul davanti da un telo.
Si sedette accanto al grosso zaino quindi, con mia sorpresa, ne estrasse un palmare, e inizio a sfiorare i tasti del delicato computer.
Ero cosi stupita che dimenticai di fingere indifferenza, tanto che l'uomo alzo gli occhi, lesse la curiosita sul mio volto e mi sorrise apertamente.
Non ha poi cosi tanto l'aspetto di un vagabondo,pensai.
- Non immagini cosa stia facendo - esordi - prova un po' ad indovinare!

Rimasi per un attimo confusa; quindi mi alzai, mi avvicinai a lui, ponendomi al suo fianco e sbirciai il piccolo schermo raccolto nella sua mano.
- Mah! - esclamai - e un videogioco?
La sua risata arrivo inaspettata: era la risata sonora di un uomo ancora giovane e, senz'altro, divertito dalla mia risposta.
Guardandolo cosi da vicino, mi resi conto che non doveva avere piu di trentacinque anni.
Le sue dita erano agili e abbronzate.


Vanessa effimera

- Hai mai sentito parlare di corridoi ecologici? - mi chiese
- Si, certo - risposi - non sono zone in cui gli animali possono vivere indisturbati, una specie di riserva naturale?
-Beh, non esattamente - rispose - sono elementi del paesaggio che collegano habitat naturali. Vedi, qui, sulla riva del canale, sono state messe a dimora siepi e filari di alberi. La medesima cosa si e fatta lungo tutte le rive dei canali di bonifica in queste province. Cosi gli animali si possono spostare, dalla montagna fin qui in pianura, in modo continuativo e senza eccessivi rischi.
- Bello! - esclamai, sinceramente entusiasta - Ma tu cosa c'entri? aggiunsi.
- Io ho l'incarico di controllare lo stato di questi corridoi ecologici. Mi sposto continuamente lungo le rive dei canali e mi assicuro che siano in buono stato. Ora invio i dati al Consorzio di Bonifica.
- E vai in giro a piedi!? - dissi - Non ti pagano nemmeno l'albergo? ero quasi indignata.
L'uomo rise ancora di gusto.
- Ho scelto io di spostarmi cosi - rispose - mi piace camminare a contatto con arbusti e rane.
E cosi dicendo sfioro con delicatezza i petali rosa della malva silvestre.
I suoi occhi persero il sorriso e avvertii i pensieri dell'uomo allontanarsi.
Mi guardai le scarpe, sentendomi un po' a disagio.
Gli rivolsi di nuovo lo sguardo e, senza pensarci, chiesi: - Non ti senti solo,in questo silenzioso vagabondare?
Non rispose subito. Era ancora sospeso nell'altrove dei ricordi.

Quando parlo, sembro rivolgersi a se stesso.
- Io lo cerco, il silenzio. Mi piace stare solo. Ho deciso di intraprendere in solitudine, a piedi, questo lavoro, perché il silenzio si adagi in me e, pian piano, prenda il posto dell'inquietudine che mi porto dentro.
Fece una pausa e io trattenni il fiato.
Volevo che mi parlasse ancora.
Una garzetta se ne stava immobile sulla sponda fangosa del canale, il lungo collo bianco proteso,come fosse anch'essa in attesa.
- Un anno fa questo percorso lo feci con la ragazza che amo - continuo l'uomo - lei ha le labbra rosa come il fiore della malva, i capelli colore del grano maturo ed e delicata come i petali della rosa canina. E' libera come il martin pescatore che vola tra queste rive. Non puoi trattenerla a lungo.
Tacque, affidando i suoi occhi alle siepi del tremulo biancospino.
- Le dicevo che lei era la mia Vanessa effimera e colorata, e io avrei voluto essere per sempre il suo fiore zuccherino.

Scosse il capo, sorridendo fra se e se.
Osservo le nubi che si spostavano leggere, non piu gravate dal peso della pioggia.
- Cosa lascia il volo della farfalla? - riprese quindi guardandomi - Ti lascia dentro l'incanto, lo stupore della sua grazia e la consapevolezza che non potrai mai tenerla stretta,se non le vuoi fare del male - sussurro chiudendo appena il pugno - il suo destino e la liberta. Tu la ammiri mentre volteggia e se ne va. Rimani sospeso al suo volo, che non puoi condividere.
Su queste parole l'uomo riapri le dita e si allontano da me, camminando lento, seguendo il sentiero, in fondo,tra i salici argentei.
Dimentico di salutarmi..
_________________
Una morbida nuvolotta.... di zucchero filato alla fragola e limone
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 MessaggioInviato: Ven Nov 07, 07:18:47 Adv
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